Equality and shared parental responsibility: the role of fathers

Written By Redazione on lunedì 12 giugno 2017 | 03:09




COUNCIL OF EUROPE
Parliamentary Assembly - Assemblèe Parlementaire
About Resolution n.2079 (2015) 

1. The Parliamentary Assembly has consistently promoted gender equality in the workplace and in the private sphere. Major improvements in this field, while still not sufficient, can be observed in most member States of the Council of Europe. Within families, equality between parents must be guaranteed and promoted from the moment the child arrives. The involvement of both parents in their child’s upbringing is beneficial for his or her development. The role of fathers with regard to their children, including very young children, needs to be better recognised and properly valued.
2. Shared parental responsibility implies that parents have rights, duties and responsibilities with regard to their children. The fact is, however, that fathers are sometimes faced with laws, practices and prejudices which can cause them to be deprived of sustained relationships with their children. In its Resolution 1921 (2013) on gender equality, reconciliation of private and working life and co-responsibility, the Assembly called on the authorities of the member States to respect the right of fathers to enjoy shared responsibility by ensuring that family law foresees, in case of separation or divorce, the possibility of joint custody of children, in their best interests, based on mutual agreement between the parents.
3. The Assembly wishes to point out that respect for family life is a fundamental right enshrined in Article 8 of the European Convention on Human Rights (ETS No. 5) and numerous international legal instruments. For a parent and child, being together is an essential part of family life. Parent–child separation has irremediable effects on their relationship. Such separation should only be ordered by a court and only in exceptional circumstances entailing grave risks to the interest of the child.
4. Furthermore, the Assembly firmly believes that developing shared parental responsibility helps to transcend gender stereotypes about the roles supposedly assigned to women and men within the family and is simply a reflection of the sociological changes that have taken place over the past fifty years in terms of how the private and family sphere is organised.
5. In the light of these considerations, the Assembly calls on the member States to:
5.1. sign and/or ratify, if they have not already done so, the European Convention on the Exercise of Children’s Rights (ETS No. 160) and the Convention on Contact concerning Children (ETS No. 192);

5.2. sign and/or ratify, if they have not already done so, the 1980 Hague Convention on the Civil Aspects of International Child Abduction and to properly implement it, and in particular to ensure that the authorities responsible for enforcing it co-operate and respond promptly;

5.3. ensure that parents have equal rights with regard to their children under their laws and administrative practice, guaranteeing each parent the right to be informed and to have a say in important decisions affecting their child’s life and development, in the best interests of the child;

5.4. remove from their laws any difference based on marital status between parents who have acknowledged their child;

5.5. introduce into their laws the principle of shared residence following a separation, limiting any exceptions to cases of child abuse or neglect, or domestic violence, with the amount of time for which the child lives with each parent being adjusted according to the child’s needs and interests;

5.6. respect the right of children to be heard in all matters that affect them when they are deemed to have a sufficient understanding of the matters in question;

5.7. take shared residence arrangements into account when awarding social benefits;

5.8. take all necessary steps to ensure that decisions relating to children’s residence and to access rights are fully enforced, particularly by following up complaints with respect to failure to hand over a child;

5.9. encourage and, where appropriate, develop mediation within the framework of judicial proceedings in family cases involving children, in particular by instituting a court-ordered mandatory information session, in order to make the parents aware that shared residence may be an appropriate option in the best interests of the child, and to work towards such a solution, by ensuring that mediators receive appropriate training and by encouraging multidisciplinary co-operation based on the “Cochem model”;

5.10. ensure that the professionals who come into contact with children during court proceedings in family cases receive the necessary interdisciplinary training on the specific rights and needs of children of different age groups, as well as on proceedings that are adapted to them, in accordance with the Council of Europe Guidelines on child-friendly justice;

5.11. encourage parenting plans which enable parents to determine the principal aspects of their children’s lives themselves and introduce the possibility for children to request a review of arrangements that directly affect them, in particular their place of residence;

5.12. introduce paid parental leave available to fathers, with preference being given to the model of non-transferable periods of leave.



Author(s): Parliamentary Assembly

Origin - Assembly debate on 2 October 2015 (36th Sitting) (see Doc. 13870, report of the Committee on Equality and Non-Discrimination, rapporteur: Ms Françoise Hetto-Gaasch; and Doc. 13896, opinion of the Committee on Social Affairs, Health and Sustainable Development, rapporteur: Mr Stefan Schennach). Text adopted by the Assembly on 2 October 2015 (36th Sitting).

Traduzione ITA/:
1. L'Assemblea parlamentare ha costantemente promosso la parità di genere sul posto di lavoro e nella sfera privata. Nella maggior parte degli Stati membri del Consiglio d'Europa si possono osservare importanti miglioramenti in questo campo, pur non essendo ancora sufficienti. Nelle famiglie, l'uguaglianza tra i genitori deve essere garantita e promossa dal momento in cui il bambino arriva. Il coinvolgimento di entrambi i genitori nell'educazione del loro bambino è vantaggioso per il suo sviluppo. Il ruolo dei padri nei confronti dei loro figli, compresi i bambini molto piccoli, deve essere meglio riconosciuto e adeguatamente valutato.
2. La responsabilità genitoriale condivisa implica che i genitori abbiano diritti, doveri e responsabilità nei confronti dei loro figli. Il fatto è però che i padri a volte si trovano a fronteggiare leggi, pratiche e pregiudizi che possono farli privare di rapporti sostenuti con i loro figli. Nella risoluzione 1921 (2013) sulla parità di genere, la riconciliazione della vita privata e della vita lavorativa e la corresponsabilità, l'Assemblea ha invitato le autorità degli Stati membri a rispettare il diritto dei padri di godere della responsabilità condivisa garantendo che la legge familiare preveda Caso di separazione o divorzio, la possibilità di una custodia congiunta dei minori, nel loro migliore interesse, sulla base di un accordo reciproco tra i genitori.
3. L'Assemblea desidera sottolineare che il rispetto della vita familiare è un diritto fondamentale sancito dall'articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo (ETS n. 5) e da numerosi strumenti giuridici internazionali. Per un genitore e un figlio, essere insieme è una parte essenziale della vita familiare. La separazione genitore-figlio ha effetti irrimediabili sul loro rapporto. Tale separazione dovrebbe essere ordinata solo da un tribunale e solo in circostanze eccezionali che comportino gravi rischi per l'interesse del minore.
4. Inoltre, l'Assemblea ritiene fermamente che lo sviluppo della responsabilità genitoriale condivisa contribuisca a trascendere gli stereotipi di genere sui ruoli presumibilmente assegnati alle donne e agli uomini all'interno della famiglia ed è semplicemente un riflesso dei cambiamenti sociologici che si sono verificati negli ultimi cinquant'anni in termini Di come sia organizzata la sfera privata e familiare.
5. Alla luce di queste considerazioni, l'Assemblea invita gli Stati membri a:
5.1. Firmare e / o ratificare, se non lo hanno ancora fatto, la Convenzione europea sull'esercizio dei diritti dei minori (STE No. 160) e la Convenzione sul contatto sui bambini (STE No. 192);
5.2. Firmare e / o ratificare, se non lo hanno ancora fatto, la Convenzione dell'Aia del 1980 sugli Aspetti civili della sequestrazione internazionale dei minori e di applicarla correttamente, in particolare per assicurare che le autorità incaricate di farlo cooperino e rispondano prontamente ;
5.3. Assicurare che i genitori abbiano uguali diritti nei confronti dei loro figli secondo le loro leggi e la loro prassi amministrativa, garantendo a ciascun genitore il diritto di essere informati e di avere un discorso nelle decisioni importanti che influenzano la vita e lo sviluppo del bambino, nell'interesse del minore;
5.4. Rimuovere dalle loro leggi qualsiasi differenza basata sullo stato civile tra i genitori che hanno riconosciuto il proprio figlio;
5.5. Introdurre nelle proprie leggi il principio della residenza condivisa in seguito a una separazione, limitando le eventuali eccezioni a casi di abuso o negligenza dei minori o di violenza domestica, con l'intervallo di tempo per il quale il bambino vive con ciascun genitore in base alla necessità e agli interessi del bambino ;
5.6. Rispettare il diritto dei minori di essere ascoltati in tutte le questioni che li riguardano quando si ritiene che abbiano una conoscenza sufficiente delle materie in questione;
5.7. Prendere in considerazione accordi di soggiorno condivisi durante l'assegnazione di prestazioni sociali;
5.8. Adottare tutte le misure necessarie affinché le decisioni relative alla residenza dei bambini e ai diritti di accesso siano pienamente attuate, in particolare seguendo le denunce per il mancato conferimento di un figlio;
5.9. Incoraggiare e, se del caso, sviluppare la mediazione nell'ambito dei procedimenti giudiziari in casi familiari che coinvolgono i minori, in particolare istituendo una sessione di informazione obbligatoria ordinata dal tribunale, al fine di rendere i genitori consapevoli che la residenza condivisa può essere un'opportuna scelta nel migliore dei casi Interessi del bambino e di lavorare a tale soluzione, assicurando che i mediatori ricevano un'adeguata formazione e incoraggiando la cooperazione multidisciplinare basata sul modello "Cochem";
5.10. Garantire che i professionisti che entrano in contatto con i bambini durante i procedimenti giudiziari in casi familiari ricevano la necessaria formazione interdisciplinare sui diritti e le esigenze specifici dei figli di diverse categorie di età, nonché sui procedimenti ad essi adattati, conformemente al Consiglio Degli orientamenti europei sulla giustizia amica dei bambini;
5.11. Incoraggiare i piani genitoriali che consentono ai genitori di determinare gli aspetti principali della vita dei propri figli e di introdurre la possibilità per i bambini di richiedere un riesame di accordi
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