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Equality and shared parental responsibility: the role of fathers

Written By Redazione on lunedì 12 giugno 2017 | 03:09




COUNCIL OF EUROPE
Parliamentary Assembly - Assemblèe Parlementaire
About Resolution n.2079 (2015) 

1. The Parliamentary Assembly has consistently promoted gender equality in the workplace and in the private sphere. Major improvements in this field, while still not sufficient, can be observed in most member States of the Council of Europe. Within families, equality between parents must be guaranteed and promoted from the moment the child arrives. The involvement of both parents in their child’s upbringing is beneficial for his or her development. The role of fathers with regard to their children, including very young children, needs to be better recognised and properly valued.
2. Shared parental responsibility implies that parents have rights, duties and responsibilities with regard to their children. The fact is, however, that fathers are sometimes faced with laws, practices and prejudices which can cause them to be deprived of sustained relationships with their children. In its Resolution 1921 (2013) on gender equality, reconciliation of private and working life and co-responsibility, the Assembly called on the authorities of the member States to respect the right of fathers to enjoy shared responsibility by ensuring that family law foresees, in case of separation or divorce, the possibility of joint custody of children, in their best interests, based on mutual agreement between the parents.
3. The Assembly wishes to point out that respect for family life is a fundamental right enshrined in Article 8 of the European Convention on Human Rights (ETS No. 5) and numerous international legal instruments. For a parent and child, being together is an essential part of family life. Parent–child separation has irremediable effects on their relationship. Such separation should only be ordered by a court and only in exceptional circumstances entailing grave risks to the interest of the child.
4. Furthermore, the Assembly firmly believes that developing shared parental responsibility helps to transcend gender stereotypes about the roles supposedly assigned to women and men within the family and is simply a reflection of the sociological changes that have taken place over the past fifty years in terms of how the private and family sphere is organised.
5. In the light of these considerations, the Assembly calls on the member States to:
5.1. sign and/or ratify, if they have not already done so, the European Convention on the Exercise of Children’s Rights (ETS No. 160) and the Convention on Contact concerning Children (ETS No. 192);

5.2. sign and/or ratify, if they have not already done so, the 1980 Hague Convention on the Civil Aspects of International Child Abduction and to properly implement it, and in particular to ensure that the authorities responsible for enforcing it co-operate and respond promptly;

5.3. ensure that parents have equal rights with regard to their children under their laws and administrative practice, guaranteeing each parent the right to be informed and to have a say in important decisions affecting their child’s life and development, in the best interests of the child;

5.4. remove from their laws any difference based on marital status between parents who have acknowledged their child;

5.5. introduce into their laws the principle of shared residence following a separation, limiting any exceptions to cases of child abuse or neglect, or domestic violence, with the amount of time for which the child lives with each parent being adjusted according to the child’s needs and interests;

5.6. respect the right of children to be heard in all matters that affect them when they are deemed to have a sufficient understanding of the matters in question;

5.7. take shared residence arrangements into account when awarding social benefits;

5.8. take all necessary steps to ensure that decisions relating to children’s residence and to access rights are fully enforced, particularly by following up complaints with respect to failure to hand over a child;

5.9. encourage and, where appropriate, develop mediation within the framework of judicial proceedings in family cases involving children, in particular by instituting a court-ordered mandatory information session, in order to make the parents aware that shared residence may be an appropriate option in the best interests of the child, and to work towards such a solution, by ensuring that mediators receive appropriate training and by encouraging multidisciplinary co-operation based on the “Cochem model”;

5.10. ensure that the professionals who come into contact with children during court proceedings in family cases receive the necessary interdisciplinary training on the specific rights and needs of children of different age groups, as well as on proceedings that are adapted to them, in accordance with the Council of Europe Guidelines on child-friendly justice;

5.11. encourage parenting plans which enable parents to determine the principal aspects of their children’s lives themselves and introduce the possibility for children to request a review of arrangements that directly affect them, in particular their place of residence;

5.12. introduce paid parental leave available to fathers, with preference being given to the model of non-transferable periods of leave.



Author(s): Parliamentary Assembly

Origin - Assembly debate on 2 October 2015 (36th Sitting) (see Doc. 13870, report of the Committee on Equality and Non-Discrimination, rapporteur: Ms Françoise Hetto-Gaasch; and Doc. 13896, opinion of the Committee on Social Affairs, Health and Sustainable Development, rapporteur: Mr Stefan Schennach). Text adopted by the Assembly on 2 October 2015 (36th Sitting).

Traduzione ITA/:
1. L'Assemblea parlamentare ha costantemente promosso la parità di genere sul posto di lavoro e nella sfera privata. Nella maggior parte degli Stati membri del Consiglio d'Europa si possono osservare importanti miglioramenti in questo campo, pur non essendo ancora sufficienti. Nelle famiglie, l'uguaglianza tra i genitori deve essere garantita e promossa dal momento in cui il bambino arriva. Il coinvolgimento di entrambi i genitori nell'educazione del loro bambino è vantaggioso per il suo sviluppo. Il ruolo dei padri nei confronti dei loro figli, compresi i bambini molto piccoli, deve essere meglio riconosciuto e adeguatamente valutato.
2. La responsabilità genitoriale condivisa implica che i genitori abbiano diritti, doveri e responsabilità nei confronti dei loro figli. Il fatto è però che i padri a volte si trovano a fronteggiare leggi, pratiche e pregiudizi che possono farli privare di rapporti sostenuti con i loro figli. Nella risoluzione 1921 (2013) sulla parità di genere, la riconciliazione della vita privata e della vita lavorativa e la corresponsabilità, l'Assemblea ha invitato le autorità degli Stati membri a rispettare il diritto dei padri di godere della responsabilità condivisa garantendo che la legge familiare preveda Caso di separazione o divorzio, la possibilità di una custodia congiunta dei minori, nel loro migliore interesse, sulla base di un accordo reciproco tra i genitori.
3. L'Assemblea desidera sottolineare che il rispetto della vita familiare è un diritto fondamentale sancito dall'articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo (ETS n. 5) e da numerosi strumenti giuridici internazionali. Per un genitore e un figlio, essere insieme è una parte essenziale della vita familiare. La separazione genitore-figlio ha effetti irrimediabili sul loro rapporto. Tale separazione dovrebbe essere ordinata solo da un tribunale e solo in circostanze eccezionali che comportino gravi rischi per l'interesse del minore.
4. Inoltre, l'Assemblea ritiene fermamente che lo sviluppo della responsabilità genitoriale condivisa contribuisca a trascendere gli stereotipi di genere sui ruoli presumibilmente assegnati alle donne e agli uomini all'interno della famiglia ed è semplicemente un riflesso dei cambiamenti sociologici che si sono verificati negli ultimi cinquant'anni in termini Di come sia organizzata la sfera privata e familiare.
5. Alla luce di queste considerazioni, l'Assemblea invita gli Stati membri a:
5.1. Firmare e / o ratificare, se non lo hanno ancora fatto, la Convenzione europea sull'esercizio dei diritti dei minori (STE No. 160) e la Convenzione sul contatto sui bambini (STE No. 192);
5.2. Firmare e / o ratificare, se non lo hanno ancora fatto, la Convenzione dell'Aia del 1980 sugli Aspetti civili della sequestrazione internazionale dei minori e di applicarla correttamente, in particolare per assicurare che le autorità incaricate di farlo cooperino e rispondano prontamente ;
5.3. Assicurare che i genitori abbiano uguali diritti nei confronti dei loro figli secondo le loro leggi e la loro prassi amministrativa, garantendo a ciascun genitore il diritto di essere informati e di avere un discorso nelle decisioni importanti che influenzano la vita e lo sviluppo del bambino, nell'interesse del minore;
5.4. Rimuovere dalle loro leggi qualsiasi differenza basata sullo stato civile tra i genitori che hanno riconosciuto il proprio figlio;
5.5. Introdurre nelle proprie leggi il principio della residenza condivisa in seguito a una separazione, limitando le eventuali eccezioni a casi di abuso o negligenza dei minori o di violenza domestica, con l'intervallo di tempo per il quale il bambino vive con ciascun genitore in base alla necessità e agli interessi del bambino ;
5.6. Rispettare il diritto dei minori di essere ascoltati in tutte le questioni che li riguardano quando si ritiene che abbiano una conoscenza sufficiente delle materie in questione;
5.7. Prendere in considerazione accordi di soggiorno condivisi durante l'assegnazione di prestazioni sociali;
5.8. Adottare tutte le misure necessarie affinché le decisioni relative alla residenza dei bambini e ai diritti di accesso siano pienamente attuate, in particolare seguendo le denunce per il mancato conferimento di un figlio;
5.9. Incoraggiare e, se del caso, sviluppare la mediazione nell'ambito dei procedimenti giudiziari in casi familiari che coinvolgono i minori, in particolare istituendo una sessione di informazione obbligatoria ordinata dal tribunale, al fine di rendere i genitori consapevoli che la residenza condivisa può essere un'opportuna scelta nel migliore dei casi Interessi del bambino e di lavorare a tale soluzione, assicurando che i mediatori ricevano un'adeguata formazione e incoraggiando la cooperazione multidisciplinare basata sul modello "Cochem";
5.10. Garantire che i professionisti che entrano in contatto con i bambini durante i procedimenti giudiziari in casi familiari ricevano la necessaria formazione interdisciplinare sui diritti e le esigenze specifici dei figli di diverse categorie di età, nonché sui procedimenti ad essi adattati, conformemente al Consiglio Degli orientamenti europei sulla giustizia amica dei bambini;
5.11. Incoraggiare i piani genitoriali che consentono ai genitori di determinare gli aspetti principali della vita dei propri figli e di introdurre la possibilità per i bambini di richiedere un riesame di accordi

La separazione con bambini

Written By Redazione on lunedì 8 maggio 2017 | 09:48



SEMINARI NAZIONALI DI STUDI
-LA TUTELA DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA- XI EDIZIONE

LA SEPARAZIONE CON BAMBINI, UN PROBLEMA DI SALUTE PUBBLICA.
NUOVE EVIDENZE DI RICERCA E NUOVI APPROCCI AL TEMA


19 maggio 2017 dalle ore 09,30 alle ore 13,30 - Ministero della Salute, Roma - Sala Auditorium di Lungotevere Ripa

PREMESSA SCIENTIFICA
L'iniziativa nasce dalla volontà di condividere con la comunità scientifica, le istituzioni e gli enti di riferimento gli importanti risultati emersi dall'articolo New approaches to divorce with children: A problem of public health ” curato dal pediatra Vittorio Carlo Vezzetti e pubblicato lo scorso dicembre dalla prestigiosa rivista internazionale -Health Psychology Open-
Si tratta della più vasta metanalisi in letteratura sul tema separazione e salute, dalla quale si evince come non solo bambini ed adolescenti, ma anche gli adulti, siano esposti al rischio di danni psicologici e biochimici conseguenti le avversità insite nei processi di perdita separativa. Finora le separazioni familiari che coinvolgono bambini ed adolescenti sono state trattate come una questione
prevalentemente giuridica, mentre la ricerca scientifica dimostra la base biologica del problema e le conseguenze indiscutibili sul benessere e sulla salute dei soggetti coinvolti. La conclusione innovativa di questa ricerca è che il tema separazione, a causa della sua frequenza e gravità, è da trattarsi prevalentemente come un problema di salute pubblica ed è pertanto necessario armonizzare le prassi cliniche e giuridiche in questo settore.
L'argomento sarà trattato da illustri relatori di comprovata esperienza e competenza sul tema della tutela dell'infanzia e dell'adolescenza nei processi separativi familiari. La trattazione riguarderà i piani medico, psicologico e giuridico in un'ottica di confronto multidisciplinare.

L’iniziativa è organizzata dal Centro specialistico della Regione Calabria per la cura e la protezione dell'infanzia e dell'adolescenza “La Casa di Nilla”, insignito della Medaglia di rappresentanza del Presidente della Repubblica in occasione della X edizione del Seminario Nazionale di Studi «La tutela dell’infanzia e dell’adolescenza», in collaborazione con Il Sole24Ore che curerà la comunicazione dell'evento.

Saranno richiesti i crediti ECM per medici e psicologi

PROGRAMMA

09:00 - 09:30 Registrazione partecipanti

Introduce e modera
Giorgio VACCARO, Avvocato, Mediatore familiare, docente del Master II livello in Psichiatria Forense e Clinica dipendenze presso l'Università di Roma “La Sapienza”

Saluto delle autorità

Vittorio Carlo VEZZETTI,
Medico pediatra, Presidente della Piattaforma europea per la Joint Custody COLIBRI', Scientific Committee dell'International Council on Shared Parenting
-Nuove acquisizioni su separazione dei genitori e ricadute sulla salute: presentazione della ricerca: “New approaches to divorce with children: a problem of public health-

Simone PILLON,
Avvocato familiarista, patrocinante in Cassazione, commissario della Commissione adozioni internazionali presso la presidenza del Consiglio dei Ministri
-Protocolli, soft law e joint physical custody: il diritto alla salvaguardia della salute psico-fisica del minore-

Ugo SABATELLO,
Neuropsichiatra infantile, ricercatore confermato presso Sapienza Università di Roma. Psicoanalista SPI-IPA
-Teoria dell'attaccamento e disturbi relazionali dei bambini nella separazione genitoriale-

Giovanni B. CAMERINI,
Neuropsichiatra infantile e psichiatra, docente di psicologia giuridica presso le Università di Padova e Pontificia Salesiana di Mestre
-Verso una nuova disciplina dei tempi di frequentazione nella famiglia divisa-

Marco PINGITORE,
Psicologo psicoterapeuta, Presidente Società Italiana Scienze Forensi
-Criterio dell'accesso e alienazione parentale-

Giovanni LOPEZ,
Psicologo psicoterapeuta, responsabile dell'Area di psicologia clinica e giuridica La Casa di Nilla
Proposte di intervento per la risoluzione all’alienazione parentale

h 13:00-13:30 Dibattito e conclusioni

Una APP in aiuto alla giustizia familiare

Written By Redazione on martedì 24 gennaio 2017 | 02:26


Il giorno 14/01/2017 presso la sala convegni dell'Una Hotel di Modena in località Baggiovara è stata presentata, una nuova ed innovativa "APP" alla stampa ed a una numerosa platea composta da operatori sociali, associazioni di genitori e nonni. Un progetto creato per la facilitazione della gestione della conflittualità genitoriale che, nell'occasione, ha assunto il nome definitivo di Progetto Anthea (in sostituzione di quello provvisorio di Progetto Safety Family.)

Una APP dalle elevate potenzialità che grazie ad alcune intuizioni entra nella sfera della Giustizia familiare integrandone aspetti di pregio. Certamente una APP prima nel suo genere frutto di una consapevolezza a sfondo sociale, che coglie una drammatica necessità ed offre una dignitosa ed educativa soluzione. L'augurio è quello che presto entri nelle linee guida procedurali dei tribunali italiani.
    
   Il progetto ha stimolato un adesione pressochè unanime a giudizi lusinghieri e con il forte impulso alla divulgazione presso le istituzioni coinvolte quali i tribunali e gli assistenti sociali dal momento che il progetto stesso li coinvolge nella sua filosofia e nella sua struttura attuativa.

   L'APP Progetto Anthea ha un contenuto altamente innovativo e rivoluzionario in quanto per la prima volta fornisce alle coppie genitoriali uno strumento atto a gestire la conflittualità genitoriale post – separazione e che permette loro di interagire, se necessario, con i Servizi Sociali attivati dal Tribunale in un modo nuovo e maggiormente partecipativo, nonché a fornire agli stessi ad al Magistrato una finestra in tempo reale sull'andamento della gestione famigliare della coppia.

   Il progetto si sostanzia in una applicazione in grado di fornire ai genitori tutta una serie di servizi ed opportunità* che dettaglieremo prossimamente, in grado di smorzare sul nascere tutti quegli spunti di conflittualità e lotta che troppo spesso attanagliano le coppie fresche di scissione e che le conducono in un liti inutili e pretestuose.

    La stessa ha sostanzialmente anche uno scopo educativo verso la coppia in conflitto dal momento che ogni operazione dagli stessi svolta in una sorta di dialogo mediato a distanza potrà essere monitorato dall'operatore sociale e, se necessario, anche dal Magistrato i quali, con accesso ai dovuti pannelli telematici messi a disposizione gratuitamente, potranno monitorare quanto già precedentemente autorizzato dalle parti in sede di adesione all'atto della registrazione iniziale al servizio.

Il vero fulcro innovativo che il progetto propone è quello di fornire al magistrato ed all'assistente sociale una sorta di “cruscotto” attraverso il quale in tempo reale potranno osservare l'andamento della conflittualità della coppia la quale, attraverso un uso consapevole dell'applicazione, svolgeranno la loro interazione che sarà tracciata ed a disposizione delle parti anche come prova in ambito giudiziale.

    In particolare la coppia genitoriale potrà, sempre attraverso l'app, avere un filo diretto con l'assistente sociale chiedendo consigli, appuntamenti presso le sedi istituzionali e fornire comunicazioni utili alla miglior gestione dei minori. Nessun contatto diretto con il Magistrato a cui viene concesso, in ogni caso, la possibilità di osservare la coppia
qualóra nel corso di un procedimento dovesse risultare opportuno una valutazione in tempo reale.

  E' chiaro che tali operazioni saranno possibili attraverso una policy e doverose liberatorie concesse dai genitori al momento della sottoscrizione della licenza per l'uso dell'app che specificatamente prenderanno atto delle modalità di uso dell'applicazione e delle loro conseguenze.
 
I VALORI IN CAMPO
 
    L'uso dell'app ha sostanzialmente una FUNZIONE GESTIONALE,
che permette ai genitori di usufruire di una gestione consapevole e curata delle operazioni; infatti i genitori ogni volta che interagiranno porranno in essere singoli “eventi” che si chiuderanno con feedback di gradimento o di non adesione. Tali singoli eventi creeranno uno “storico” che permetteranno così di valutare a “colpo d'occhio” l'andamento del rapporto genitoriale e che verrà cristallizzato all'interno dell'applicazione e non cancellabile. Questo rappresenterà un monito per i genitori che non potranno sottrarsi da una logica di rispetto consapevoli del monitoraggio esterno. E' noto che spesso la consapevolezza del mancato controllo ed assenza di prove induce i genitori non sempre ad un rispetto degli accordi e dell'altro genitore.
    
   > Ha una FUNZIONE EDUCATIVA dal momento che è previsto in fase di sviluppo dell'app anche la presenza di un controllo mediato dei dialoghi attraverso un monitoraggio automatico del linguaggio in grado di rilevare frasi inappropriate ed offese con l'intervento immediato del sistema che blocca la conversazione fino alla correzione della frase ingiuriosa attraverso un sistema di allarme tecnico allo scrivente genitore.
    
   > Ha una FUNZIONE DI SICUREZZA dal momento che è stata conclusa una partnership con Sistem Sicurezza, grande società di sicurezza con sede in Fiorano Modenese, che utilizza sistemi di protezioni personali in grado di monitorare a distanza persone (nel nostro caso i minori) potendo porsi in loro aiuto attraverso l'utilizzo di un sistema di geolocalizzazione in caso di aggressioni (bullismo) potendo allertare le forze dell'Ordine competenti per zona, oppure allertando il più vicino presidio medico in caso di malore, oppure permettendo la localizzazione del minore in caso di mancato rientro a casa da scuola o altri eventi (in caso di sospetto rapimento), ed infine potendo garantire il rientro a casa protetto e monitorato da operatore di centrale operativa.
    
   > Ha una funzione PEDAGOGICA e MOTIVAZIONALE, in quanto è stata conclusa una partnership  con EKIS SRL (società di Reggio Emilia), una importante società di formazione e motivazione in materia di formazione ed istruzione formata in corsi sulla genitorialità e rapporti minori – genitori, attraverso la quale garantire un calendario di eventi formativi fondati sulla concretezza dei problemi famigliari attraverso i quali i minori ed i loro genitori potranno fruire di esperienze irripetibili sul territorio.
    Tale società è in grado di fornire un'opportunità importante attraverso la varietà di lavori ed interventi sui minori e sui genitori conflittuali estremamente interessante e di qualità elevata.

    Per quanto riguarda i Servizi Sociali l'intento è quello di fornire loro uno strumento informatico nuovo (cd. Cruscotto) attraverso il quale l'operatore possa controllare in tempo reale l'andamento della coppia genitoriale da qualsiasi accesso telematico attraverso quello che diventerà una sorta di fascicolo telematico la cui configurazione potrà essere elaborata e costituita nel tempo anche attraverso i suggerimenti che potranno arrivare dagli operatori stessi.
    Lo scopo è quello di innovare un sistema di controllo non sempre immediato. Spesso i passaggi che accompagnano l'attività dell'operatore sociale creano uno spreco di tempo che i minori non possono permettersi laddove, invece e spesso, la tempestività risulta fondamentale.
    Si tratterebbe di una vera svolta nella gestione della conflittualità genitoriale laddove l'immancabile maggiore responsabilizzazione sfocerebbe nel doveroso aspetto educativo dei genitori ed un maggior efficace intervento dei Servizi Sociali.

    Lo scopo è quello di sollecitare tutte le parti interessate al progetto, ovvero Magistratura e Servizi Sociali a concertare un tavolo di lavoro per dare modo allo scrivente procuratore di illustrare la filosofia ed il cuore del progetto stesso nell'auspicio della stesura di un protocollo di   adesione affinché ogni Tribunale Italiano possa trasformarsi in un terreno di sperimentazione concreta nell'auspicio di essere la prima città di un circolo virtuoso che ci si augura espandersi rapidamente.
  
L'APP, appena entrerà a far parte dei protocolli dei vari tribunali verrà adottata anche dal mondo associativo grazie al quale verrà concessa ai genitori con un prezzo scontato rispetto a quello di mercato, con una diffusione tramite le associazioni territoriali

* Per dettagli e informazioni tecniche: Studio Legale Avv. Gianni Casale <casale@avvocatogiannicasale.it>

Roberto Castelli
Responsabile Comunicazione di Colibrì

Politica sorda: figli dei separati a rischio salute

Written By Redazione on martedì 17 gennaio 2017 | 02:08


Tratto da: La Verità di Martedì 17 Gennaio 2017
Articolo di Simone Pillon

Si tratta di una di quelle verità tanto evidenti a tutti quanto accuratamente taciute dalla vulgata quotidiana dei media, tutti intenti a nascondere le controindicazioni di quello stile di vita individualista che - dopo aver contagiato irreversibilmente i paesi del Nord - deve ora essere inoculato in massicce dosi anche nei sottosviluppati paesi mediterranei. La tanto nascosta verità è la seguente: i bambini soffrono terribilmente se vengono separati dalla madre o dal padre. 
   
   Tutti sono concordi, da destra a sinistra, nel prendersi cura dei diritti degli orfani. Tale rumoroso fronte di alfieri dei diritti minorili si ammutolisce non appena tuttavia si scopre che - nel modo occidentale - la principale causa della perdita di uno dei genitori è la separazione o il divorzio di mamma e papà.
Avete capito bene! La separazione e il divorzio hanno generato oggi in Europa uno sterminato popolo di 10 milioni di figli condannati a vivere senza uno dei genitori.   Era dato ben noto agli addetti ai lavori che il grosso del conto psicologico, affettivo e relazionale della crisi matrimoniale fosse pagato dai figli, specialmente se in tenera età. 
   
   Numerosi in questo senso sono gli studi che dimostrano la stretta correlazione tra una serena bigenitorialità e la salute psicoaffettiva del minore. Ben più rari e poco diffusi sono stati gli studi validati dalla comunità scientifica in cui si siano accertate le gravi conseguenze della perdita genitoriale sulla salute fisica dei minori.  

   Il lavoro dell’amico Vittorio Vezzetti ha pertanto i contorni della novità assoluta, specialmente se si considera che la rivista internazionale “Health Psychology Open” che lo ha appena pubblicato è la bibbia indiscussa del settore. L’opera di Vezzetti prende in esame gli studi sui primati e su altri animali monogami coi quali, già intorno agli anni 2000, era stata dimostrata la correlazione tra la perdita genitoriale e alcune gravi alterazioni ormonali e cellulari rilevate nella prole. Il pediatra varesino passa poi in rassegna i comprovati effetti  della separazione dei genitori sulla salute psicobiologia dei minori, con particolare riferimento all’insorgenza di sindromi di iperattività e deficit di attenzione (ADHD) e con le evidenze riscontrate su oltre 1 milione di minori svedesi dalle quali si desume che i figli cresciuti senza uno dei genitori hanno più del doppio di possibilità dei loro coetanei cresciuti con mamma e papà di sviluppare seri disturbi psichiatrici, abuso di alcool e suicidio. 
   
   Il coraggioso ricercatore si spinge molto oltre tutto ciò e individua una cronica ipersecrezione di cortisolo e di altri ormoni che influiscono sulla tiroide riscontrabili nei minori costretti a crescere senza rapporti significativi con papà o mamma. 
   
   Per gli avvocati o per gli altri operatori che normalmente si occupano di separazioni e divorzi questo dato può essere semplicemente incomprensibile, ma i pediatri ben sanno che una tale alterazione è strettamente collegata alla patogenesi di depressione, diabete di tipo II, obesità e osteoporosi, bassa statura e nanismo. Lo studio epigenetico riportato da Vezzetti dimostra poi che le altre significative alterazioni della Interleukina-6 e della lunghezza dei telomeri riscontrate nei minori deprivati di una serena infanzia sono correlate con l’insorgenza di cancro, necrosi tumorale, Lupus eritematoso, morbo di Alzheimer, mieloma, artrite reumatoide e altre gravissime malattie. 
  
   Considerando i numeri in ballo – stiamo parlando di circa 200.000 minori ogni anno solo in Italia -  la ricerca significativamente pone il problema epidemiologico di un serio rischio per la salute pubblica causato – lo si voglia o no – dalla separazione e dal divorzio. Nelle sue conclusioni, Vittorio Vezzetti suggerisce di adottare un sistema di affidamento materialmente condiviso dei figli che – superando l’attuale affido legalmente condiviso (ma di fatto fortemente orientato alla monogenitorialità se si considera l’organizzazione dei tempi genitori/minori) consenta ai bambini e ai ragazzi di trascorrere tempi equipollenti con ciascuno dei genitori.
    
   Garantire infatti tempi adeguati di frequentazione tra i figli e i due genitori è risultato il miglior modo per attenuare significativamente i rischi per la salute della prole. Certo – aggiungiamo noi – si tratta comunque di una soluzione comunque imperfetta visto che l’ideale nell’interesse dei figli sarebbe poter crescere con mamma e papà in un ambiente familiare sereno e accogliente. Troppo poco si fa per aiutare le coppie in crisi e prevenire le separazioni e i divorzi
   
   Ci sono esperienze pilota nel nostro Paese, quali ad esempio la “Casa della Tenerezza” di Perugia, dove il 60% delle coppie in crisi – grazie all’aiuto di una equipe multidisciplinare – riesce a salvare la propria relazione e a restare insieme, ma non esiste un piano nazionale di supporto alla stabilità della famiglia. Quando tuttavia la frattura diventasse inevitabile si dovrebbe salvaguardare – salvo gravissime controindicazioni – il diritto dei minori a godere di tempi equipollenti che consentano ai figli di ricevere attenzioni e cure in egual misura da mamma e da papà. Gli operatori hanno da tempo compreso tale improcrastinabile necessità e stiamo assistendo ad un fiorire di protocolli sul territorio che – andando a colmare le lacune legislative - consigliano e sostengono le parti a stipulare piani genitoriali che prevedano un effettivo esercizio della bi-genitorialità. 
   
   In questo senso il protocollo di Perugia, sottoscritto dal Tribunale e dalle più significative sigle dell’avvocatura e dell’associazionismo familiare, ha espressamente previsto l’opportunità di chiedere “tempi paritetici o equipollenti di frequentazione dei figli minorenni con entrambi i genitori (c.d. affido materialmente condiviso)”. 
Il parlamento tuttavia – incurante della realtà sociale e scientifica - sembra seguire un percorso diametralmente opposto. Mai legislatura fu più punitiva verso la famiglia: la legge sull’affido materialmente condiviso giace nei cassetti delle commissioni, di leggi sul sostegno alle coppie in crisi nessuno vuol sentire parlare, mentre nel 2014 è stato fatto passare in fretta e furia il divorzio breve col bel risultato di far impennare del 57% i divorzi in un solo anno. E – ciò che è peggio – si sta profilando a colpi di sentenze la scientifica deprivazione di mamma o di papà mediante l’atroce pratica dell’acquisto di bambini mediante l’utero in affitto. 

  Come Vezzetti ci insegna, la bi-genitorialità non è tanto un problema giuridico quanto – in definitiva – una questione di salute pubblica. E dell’incuria - o peggio della malafede ideologica - del legislatore faranno le spese i più piccoli. Sui pacchetti di sigarette troviamo scritte cubitali per ricordarci che IL FUMO PROVOCA IL CANCRO. Forse nelle aule dei Tribunali e in quelle del Parlamento dovremmo scrivere con caratteri altrettanto evidenti che LA PERDITA DI ADEGUATE RELAZIONI CON UNO O CON ENTRAMBI I GENITORI PUO’ PROVOCARE IL CANCRO AI FIGLI.

Matrix - Alienazione Genitoriale