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Processo Bibbiano: Comunicato Stampa

Written By Redazione on domenica 13 febbraio 2022 | 22:53

COMUNICATO STAMPA

Il 9 febbraio 2022, nel processo "Angeli e Demoni" (detto anche "processo Bibbiano"), ove Colibrì è parte civile con l'Avv. Valeria Passeri del Foro di Perugia, è stata depositata la sentenza, che vede condannato, con rito processuale abbreviato, lo psicoterapeuta, dott. Foti Claudio, per abuso d'ufficio e lesioni gravi, in concorso con altri imputati. Foti, in qualità di terapeuta della Hansel e Gretel, avrebbe, tra l'altro, provocato un disturbo della personalità di una adolescente, di tipo "bordenline"e "disturbo depressivo con ansia". Da qui il reato al medesimo ascritto di lesioni personali, aggravato dall'abuso di autorità per essere stato, unitamente alla dott.ssa Bonaretti Imelda, lo psicoterapeuta della minore.

Foti è stato dunque condannato alla pena di quattro anni di reclusione, con condanna alle spese processuali a favore delle parti civili. Lo stesso è stato altresì condannato alle pene accessorie dell'interdizione dai pubblici uffici per cinque anni e alla sospensione dalla professione di psicologo e psicoterapeuta per due anni.
In particolare, il delitto di lesioni personali sulla minore costituisce un fatto di una gravità inaudita.

Tale sentenza deve avere un effetto dissuasivo per tutti gli operatori del settore minorile, giudici, assistenti sociali, servizi sanitari. Non possiamo tollerare, che, dietro un'apparente funziona formativa ed educativa, si nasconda la più pericolosa delle insidie, quella di arrivare ad alterare la capacità mnemonica di una minore di anni diciassette ed ingenerare nella stessa il convincimento di essere stata abusata dal padre, provocando così, nella sua mente, il netto rifiuto di ogni incontro con il genitore, disegnatole come il "mostro", e la conseguente prolungata assenza della figura paterna per tutto il periodo adolescenziale. Questo è quanto sarebbe accaduto e si legge dalle carte del processo a carico di Foti.

Lo psicoterapeuta è accusato, nella specie, di aver utilizzato la tecnica dell'EMDR in difformità ai protocolli e facendo credere falsamente alla giovane paziente che si trattasse di una tecnica necessaria al recupero dei ricordi, quando l'effetto era l'opposto.

I minori non si toccano, è giunto il momento d'incentivare i controlli sul sistema dei servizi sociali e specialistici, lungi da ogni forma di speculazione sperimentale e sanitaria sull'equilibrio, più precario e vulnerabile, delle giovanissime generazioni, risorsa unica e futura della nostra società.

Roberto Castelli, Ufficio Stampa





DDL Allontanamenti Zero: Comunicato Stampa

Written By Redazione on martedì 1 febbraio 2022 | 10:08

In riferimento a ddl regionale “Allontanamenti Zero”


Le Associazioni di Genitori Separati del territorio italiano desiderano esprimere la massima vicinanza al disegno di legge “Allontanamenti Zero” di Chiara Caucino. Un disegno di legge di grande sensibilità, che creerebbe una svolta determinante. 


Non ci meraviglia che i Servizi Sociali avversino il progetto. E’ comprensibile, dal loro punto di vista, il desiderio di non interrompere il rodato modello di intervento - quello attuale - che li vede protagonisti assoluti e decisori esclusivi del destino di bambini e genitori, che per mala sorte o preciso disegno industriale finiscono nella loro rete insieme. Risulta invece incomprensibile la posizione dei sindacati Cgil Cisl e Uil, sempre attenti in ogni vicenda sociale tranne in quelle di cui davvero dovrebbero occuparsi.


Poco e sempre meno importa loro delle morti bianche - quasi 1.200 solo nello scorso anno - del precariato pubblico e privato, dei contratti di lavoro privi dei diritti più elementari per i lavoratori, delle condizioni imposte delle multinazionali ai propri addetti alle consegne – questi ultimi spesso costretti ad espletare i bisogni corporali in bottiglie di plastica per non sottrarre tempo al lavoro giornaliero – dei c.d. raiders pagati a cottimo, ed in generali dell’esercito di veri e propri “servi” sottopagati e privati della propria dignità di persone e lavoratori. 


Ebbene, queste organizzazioni sempre più affamate di consensi e sempre meno attente ai diritti dei lavoratori, hanno espresso parere negativo su un disegno di legge che regola gli affidi extra familiari attribuendo maggiori garanzie di continuità affettiva alle famiglie e minore potere proprio ai Servizi Sociali, rei troppo spesso di alimentare il diffuso business delle comunità per minori, le quali costano allo Stato miliardi di euro ogni anno. 


Ci chiediamo, Cgil Cisl e Uil, oggi così attenti alle istanze dei servizi sociali contro il disegno di legge Caucino, sono a conoscenza che la retta giornaliera pagata dagli enti locali alle comunità e case famiglia può costare anche 250 euro al giorno e più di 7.000 euro al mese per un solo bambino “ricoverato” presso queste strutture? Questi sindacati sanno che i c.d. “allontanamenti facili” di bambini vengono perpetrati sempre più spesso per motivi di indigenza economica dei loro genitori, e che basterebbe concedere un contributo economico mensile pari ad un decimo di quello sopportato dalle casse di comuni e regioni per risollevare una intera famiglia dall’indigenza? 


I firmatari di questa lettera ritengono di sì. Eppure, i massimi esponenti appartenenti a quelle sigle sindacali, come in un talk show opinionista, si pronunciano oggi su questa materia così delicata all’evidente scopo di ricevere visibilità e distrarre i loro naturali interlocutori - i lavoratori - dalle loro manchevolezze.

Le associazioni firmatarie del presente comunicato rappresentano il tessuto sociale Italiano delle famiglie separate e disagiate, che ben conoscono il tema “affidi extra familiari” e si battono ogni giorno per un futuro fatto di regole e procedure in grado di evitare le enormi sofferenze, spesso assolutamente gratuite e irrisarcibili, patite da famiglie e bambini, che sono vittime, invece che utenti, della “tutela” prestata dai Servizi Sociali. Tra i principali firmatari di questo comunicato c’è anche chi, con senso del dovere, partecipa ai tavoli governativi ed è parte civile nel processo giudiziario in corso sugli allontanamenti dei minori nel comune di Bibbiano.





Genitori oltre la separazione, oltre ogni dissidio: Bigenitorialità (video).

Written By Redazione on mercoledì 12 gennaio 2022 | 03:11


 

COLPO DI MANO DELLA COMMISSIONE FEMMINICIDIO SULLA L. 54/2006 E SULLA BIGENITORIALITA’

Written By Redazione on domenica 1 agosto 2021 | 11:49


🛑‼️

🚸

IN GRAVE PERICOLO I PAPÀ SEPARATI E IN CORSO DI SEPARAZIONE, CON FIGLI ANCORA PICCOLI. LEGGERE CON ATTENZIONE - ISTRUZIONI PER TRASMETTERE LETTERA DI PROTESTA.
E’ sempre stato chiaro a tutti che, fin dalla sua costituzione, la Commissione parlamentare sul femminicidio fosse una creatura nata per essere al servizio dei centri antiviolenza – vera e propria lobby politica ed economica che vive di copiosi finanziamenti governativi – ma fino ad oggi il sistema giudiziario, sia pure con tempi spesso vergognosi per uno stato democratico e “occidentale”, aveva fatto da argine istituzionale contro il dilagare di false denunce (oltre l’80%) che molte donne senza scrupoli lanciano ogni anno contro gli ex mariti allo scopo di interrompere la relazione affettiva con i figli ed assicurarsi il durevole mantenimento previsto per il c.d. genitore collocatario. Soprattutto, il sistema di garanzie democratiche a beneficio sia della presunta vittima di violenza che del presunto reo si è sempre fondato su una sana SEPARAZIONE tra il processo civile e quello penale, in modo da garantire a tutti i genitori l’accertamento della verità e il mantenimento del diritto alla Bigenitorialità per i figli anche in presenza di false denunce.
Ebbene, oggi è in atto un colpo di mano della Commissione sul femminicidio - e, in particolare, della senatrice Valeria Valente - con il quale si vorrebbe modificare il testo della Riforma del processo civile inserendo un emendamento strumentale a rendere legittimamente efficaci TUTTE le denunce di violenza, anche quelle false, che in questo modo verrebbero “lette” anche nel processo civile, dove fino ad oggi non è permesso di assumerle quale mezzo di prova se non quando esse siano esitate in una formale condanna.
Sono anni che alcune parlamentari come la senatrice Valeria Valente e la deputata Veronica Giannone (quella di “maledetta Bigenitorialità” e “maledetta Legge 54”), con la collaborazione apparentemente saltuaria ma autorevole dell’ex presidente della Camera Laura Boldrini, chiedono a gran voce di “accertare le situazioni di violenza domestica nelle separazioni civili con affido”, ma adesso aggiungono che è necessario “…garantire che il diritto alla ‘bigenitorialità non schiacci mai il ‘prevalente interesse’ delle bambine e dei bambini, escludere la possibilità di ricorrere alla sindrome di alienazione parentale (Pas) nelle consulenze tecniche d’ufficio, SPECIE SE SI TRATTA DI DECIDERE LA DECADENZA DELLA POTESTÀ GENITORIALE, assicurare che i minori siano ascoltati nelle cause per separazione, anche gli under 12. E, una volta per tutte, escludere la conciliazione tra i coniugi quando c’è violenza, come già prescrive la Convenzione di Istanbul …”.
Sullo sfondo, manco a dirlo, la vicenda di Laura Massaro, sparita da qualche settimana insieme al figlio dopo l’ennesima pronuncia di un tribunale che ne annullava la responsabilità genitoriale e ordinava il ricovero del figlio presso una comunità, allo scopo di essere riavvicinato al papà, precedentemente pluri-denunciato per violenza e sempre archiviato per evidente infondatezza delle accuse.
In sintesi, Alla “27ma Ora” – organo di stampa tra i più attivi nella diffusione del principio della maternal preference – la Valente non si fa tema di chiarire come si voglia arrivare a comprimere il diritto alla Bigenitorialità, dichiarando che “…nella maggior parte dei tribunali (civili) la violenza contro le donne spesso non viene riconosciuta; avvocati, psicologi e magistrati non sono adeguatamente formati; le consulenze tecniche d’ufficio utilizzano troppo spesso la sindrome di alienazione parentale (…..), le cause civili di separazione e quelle penali per violenza sessuale o domestica procedono in parallelo e sono mondi separati. Per cui può capitare che il giudice che stabilisce di affidare il/la figlio/a a entrambi i genitori non sappia o non tenga conto del fatto che il padre in questione è anche un marito violento (….) gli emendamenti servono proprio a cercare di cambiare questa situazione….”. L’auspicio della Valente e della Commissione sul femminicidio è dichiaratamente quello “…di stabilire la maggiore centralità e responsabilità, nelle cause di separazione con affido, del giudice, che deve utilizzare di più e meglio i poteri già a sua disposizione e intervenire direttamente, ACCERTANDO EVENTUALMENTE IN MODO INCIDENTALE E TEMPORANEO SE C’È VIOLENZA DIETRO QUELLA SEPARAZIONE, ANCHE CON PROVVEDIMENTI D’URGENZA e evitando di emettere sentenze sulla potestà genitoriale incentrate solo sulle consulenze tecniche d’ufficio….”.
Chiarissimo, signori padri. Ecco l’obiettivo degli emendamenti della senatrice Valente: siccome con la Riforma del processo civile il giudice avrà più poteri, accentrando diverse fasi del rito civile oggi frammentate tra vari procedimenti, si vuol fare in modo che venga chiamato a prendere PROVVEDIMENTI TEMPORANEI E URGENTI in merito a tutte le denunce di violenza presentate dalle ex mogli; e poco importa che l’85% di queste denunce siano false, l’importante è fare in modo che le madri che ostacolano la relazione affettiva dei papà con i figli – come acclarato processualmente, per esempio, in capo alla signora Massaro, ma non solo – siano lasciate indisturbate.
Per ultimo, ma non meno importante, la chiosa sulla indispensabile “rieducazione” degli operatori, da formare ad immagine a somiglianza della Commissione sul femminicidio: “…Puntiamo anche a introdurre più formazione per tutti gli operatori: magistrati, avvocati, psicologi, forze di polizia, e che i consulenti tecnici d’ufficio siano più competenti”.
Se non è un colpo di mano questo, non si saprebbe come definirlo. Del resto, non si può abrogare una legge di civiltà come la L. 54/2006 – obiettivo dichiarato da molte sostenitrici della Valente e della Giannone – ma secondo le autrici di questa mossa priva di qualunque scrupolo politico si può sempre cercare di svuotarla del tutto, più di quanto da anni non venga già fatto da moltissimi tribunali di merito colpevoli, però, di fare troppo spesso da argine contro le frequenti calunnie.
Pertanto, chiediamo a tutti i genitori consapevoli del pericolo che stanno correndo, di scrivere la propria protesta a TUTTI gli indirizzi di posta elettronica dei membri della Commissione Giustizia del Senato, che sta esaminando gli emendamenti in questione, copia-incollando questo testo oppure personalizzandolo con le proprie osservazioni personali:

“GENTILE ONOREVOLE,
LE SCRIVO PER MANIFESTARE LA MIA FORTE PROTESTA CIVILE VERSO GLI EMENDAMENTI, ATTUALMENTE ALL’ESAME DELLA ECC.MA COMMISSIONE GIUSTIZIA DEL SENATO DI CUI ELLA È MEMBRO IN RELAZIONE AL DDL 1662, CHE SE APPROVATI CONSENTIREBBERO DI FAR VALERE IN MODO GRAVE E INACCETTABILE, ANCHE NELLA SEDE CIVILE IN CUI SI SVOLGE IL PROCEDIMENTO DI SEPARAZIONE, LE FALSE DENUNCE DI VIOLENZA A CAUSA DELLE QUALI MOLTISSIMI GENITORI, PER LO PIÙ PADRI, OGGI VENGONO ALLONTANATI AFFETTIVAMENTE DAI PROPRI FIGLI PER LUNGO TEMPO ARRIVANDO, SEMPRE PIÙ SPESSO, A TOGLIERSI LA VITA VINTI DA PROFONDA DISPERAZIONE. IL VERO SCOPO DI CHI HA FIRMATO TALI EMENDAMENTI È QUELLO DI ANNULLARE DEL TUTTO LE CONQUISTE DI CIVILTÀ, PERALTRO ANCORA LARGAMENTE INESPRESSE, AVVENUTE CON L’ENTRATA IN VIGORE DELLA L. 54/2006, (Legge legata al doveroso riconoscimento dei diritti dei minori in linea con la convenzione di New York firmata anche dal nostro paese), DI COMPRIMERE IL DIRITTO ALLA BIGENITORIALITÀ DI CUI ESSA È PORTATRICE. SE TALI EMENDAMENTI DOVESSERO ESSERE APPROVATI ALL’INTERNO DELLA RIFORMA DEL PROCESSO CIVILE, I TRIBUNALI VERREBBERO INONDATI DA FALSE DENUNCE E DA ISTANZE DI PROVVEDIMENTI URGENTI CHE, OLTRE A RAPPRESENTARE UNA INGIUSTIZIA IN ALMENO 8 CASI SU 10, CAUSEREBBERO UN AGGRAVIO DI COSTI PER LO STATO, E PER L’AMMINISTRAZIONE GIUDIZIARIA, DIFFICILMENTE QUANTIFICABILE”.
- andrea.ostellari@senato.it (Presidente Commissione Giustizia del Senato)
- mattia.crucioli@senato.it
- raffaele.stancanelli@senato.it
- elvira.evangelista@senato.it
- alberto.balboni@senato.it
- alessandra.riccardi@senato.it
- monica.cirinna@senato.it
- valeria.valente@senato.it
- mariomichele.giarrusso@senato.it
Ulteriori indirizzi utili per chi possiede un indirizzo pec:
- protocollo.gabinetto@giustizia.it
- protocollo.centrale@pec.quirinale.it
- presidente@pec.governo.it
- capo.gabinetto@giustiziacert.it
- gabinetto.ministro@giustiziacert.it
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un inciso,
“Ddl 1662? Ma per favore! Vogliamo davvero ancora marginalizzare UN genitore e tornare al “genitore prevalente”? Perché è questa la filosofia di questo DDL. Qui occorre una legge che renda veramente paritarie agli occhi dei bambini le due figure genitoriali (oltre che dentro i tribunali). Il disegno di legge 1662 invece mostra che si fondono volutamente i due livelli relazionali, quello fra i due genitori e quello fra figli e genitori allo scopo di vanificare la relazione, ove fa comodo, fra UN genitore ed i suoi figli. È tempo di spegnerli i conflitti non alimentarli. A mio modesto parere non è la L.54 da mettere in discussione, essendo un diritto dei minorenni, ma l’adozione di un nuovo punto di vista come l’introduzione del Mantenimento Diretto, poi come fanno in Danimarca inserire una forte penale per “Sabotaggio della frequentazione genitoriale” a chi ostacola la convivenza del figlio con l’altro genitore. Queste le auspicabili leve innovative che farebbero la vera differenza, dalle quali anche la qualità della relazione fra genitori ricaverebbe benefici con spegnimento dei conflitti ed un’ educazione più moderna e responsabile per tutti i genitori separati e separandi, fra di loro e con i loro figli.” Roberto Castelli Resp.comunicazione di Colibri www.colibri-italia.it

Matrix - Alienazione Genitoriale