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14/11/2019 > Comunicato Stampa

Written By Redazione on giovedì 14 novembre 2019 | 03:19


14 Novembre 2019
> COMUNICATO STAMPA

Il Coordinamento interassociativo COLIBRÌ è assolutamente consapevole che il senatore Pillon può essere non amato per alcune sue visioni di vari temi laceranti della nostra società ma sul tema dell’affido dei minori ci ha visto più lungo e più chiaro di tanti politici che fino ad oggi non hanno osato spostare l’asticella per timore di perdere consensi.
Pillon ha afferrato perfettamente che il conflitto che nasce in seguito alle separazioni può essere spento. Basta rispettare il diritto dei minori di mantenere due genitori anche dopo la loro separazione. Parliamo di Bigenitorialità o di Cogenitorialità, le parole non cambiano la sostanza. Al netto di tutte le posizioni che non riguardano l’affido dei minori, possiamo esprimerci con la certezza che il testo del disegno di legge 735 proposto dal senatore Pillon e sottoscritto da vari senatori e senatrici, sia della Lega che del M5S, può essere solo migliorato, ma nella sostanza tocca veramente i punti chiave per garantire un miglior sviluppo psico-fisico ai nostri ragazzi ed equiparare uomini e donne, padri e madri al cospetto dei propri figli e renderli migliori, aggiornando indispensabilmente la riforma del diritto di famiglia.

   L’aspetto ripetitivo che viene evidenziato dei movimenti pseudo femministi riguardo le ingiustizie che toccherebbero alla sfera femminile, come ad esempio l’imposizione del mantenimento alle madri uguale ai papà. Questo dimostra che le pseudo femministe non hanno affatto letto il testo di legge. Tante fake news propagandate per accrescere crediti dalle masse che senza leggere nulla si fidano di “parole d’ordine e slogan”. Il concetto di proporzionalità contributiva ad esempio, è legato alla possibilità dei singoli genitori non come dichiarano le donne dell’UDI. Ma di fake news diffuse come verità sono ricolmi i comunicati pseudo femministi che fanno barricate sul diritto dei minori, contrari a rendere entrambi i genitori disponibili per i loro figli in modo paritetico. Atteggiamento questo oscurantista ed ostile a quella indispensabile emancipazione presente negli altri Paesi europei che la sinistra ovunque ha sospinto e a cui nel nostro Paese, inspiegabilmente, ha contrapposto invece massime resistenze. Non sarà che le donne italiane che si riconoscono nei movimenti pseudo femministi, in realtà temono di perdere i privilegi di una secolare tradizione a dispetto del diritto di ogni figlio ad avere due genitori e quattro nonni? Non sarà che proprio quel femminile in realtà stia vivendo una sostanziale incapacità di crescita civile morale e umana?
   Ma la vera domanda da porsi è questa: - Quante donne italiane si riconoscono realmente nell’UDI o nei movimenti femministi?- A giudicare dai risultati delle ultime sfide elettorali ben poche e anche la percezione del mondo “separativo” che Colibrì rappresenta, è ben altra. E se non abbiamo il polso noi che abbiamo associazioni dal nord al sud del Paese escludendone altrettante sparse nei Paesi europei, chi altro può averlo? Quando come genitori leggiamo tratti evolutivi indispensabili nel disegno di legge proposto dal Senatore Pillon, pur se perfettibile, compiamo una lettura assai più omogenea e socialmente vasta di quella politicizzata pilotata dall’UDI o dai vari focolai pseudo femministi, perché le associazioni rappresentano la società intera e lo spettro politico al completo, da sinistra a destra.
   È dunque un problema sociale o politico? Noi crediamo assolutamente sociale.
Ci si meraviglia altresì dell'improvvisamente arzilla componente sindacale, vieppiù attenta a lottare per battaglie ormai lontane dai problemi concreti dei lavoratori e, soprattutto, delle lavoratrici che, in questi anni di precarizzazione e demolizione sistematica delle garanzie a tutela del posto di lavoro (job's act) e del welfare sanitario e familiare, hanno preso atto della totale rinuncia alla lotta di classe in favore di certamente "più confortevole" lotta di genere. La mostrificazione del 50% dei lavoratori maschi, presumibilmente anche tesserati riconducibili ai tre sindacati, sacrificati sull'altare modaiolo del meetoismo in nome di una millantata rappresentanza femminile non autorizzata - e la evidente strumentalizzazione del restante 50% di lavoratrici, è sintomatico del fallimento sociale dei sindacati, ormai involucri vuoti, pronti ad essere riempiti di contenuti dettati da altri "padroni".
È maledettamente urgente raggiungere i livelli europei per uscire da uno sconfortante medioevo imposto dalla sinistra conservatrice e per nulla al passo coi tempi. I nostri figli ce lo chiedono, e non le pseudofemministe né tantomeno le donne dell’UDI o della CGIL, ma uomini e donne, padri e madri al passo coi tempi, consapevoli di una giustizia troppo spesso sbilanciata e ben poco attenta al diritto minorile.


Roberto Castelli
Responsabile Pubbliche relazioni e Comunicazione info@colibri-italia.it

Associazioni per la tutela dei minori aderenti al Coordinamento “Colibrì”
https://www.colibri-italia.it/p/associazioni-italiane.html


Sul Business Minori Fuori Famiglia

Written By Redazione on venerdì 28 giugno 2019 | 08:14


       Le associazioni per la tutela dei minori aderenti al Coordinamento “Colibrì”(https://www.colibri-italia.it/p/associazioni-italiane.html), in seguito ai gravissimi fatti relativi all’indagine “Angeli e Demoni” (che fanno seguito al caso dei “Diavoli della Bassa Modenese”, della medesima matrice delle vicende del Forteto e a innumerevoli storie simili) , e il “caso Veleno” di Reggio Emilia.;
Ritengono indispensabile segnalare al Governo e a tutti i membri dei partiti di maggioranza che la sequenza di fatti di cronaca emersi in un arco di tempo ristretto, rappresentano modalità in uso denunciate da tempo e che richiedono alcune fondamentali considerazioni e linee d’intervento.
Tra questa la più importante è sicuramente rivolta a fare chiarezza in un sistema rodato e quasi inattaccabile che prosegue la sua attività da anni ( “ma che regge”, come disse Spadafora quando ricopriva il ruolo di Garante dell’infanzia !).
Si tratta del Fenomeno dei Minori fuori famiglia già nel mirino di Panorama alcuni anni fa..

- Denunciamo meccanismi ed organizzazioni che si sono strutturate con la “gestione economica” dei migranti per finire alle più recenti di Torino su minori italiani estirpati senza leciti motivi dalle loro famiglie come i fatti di cronaca evidenziano (link a fondo pagina)
- Riteniamo sia doveroso far emergere con un censimento i numeri delle strutture adibite al conferimento di minori e il numero effettivo dei loro ospiti.
- Riteniamo sia necessaria istituire prima possibile delle task force regionali con poteri di controllo e verifica, costituite dalle associazioni “pulite” che si occupano di tutela minori ( ma non di gestione) per ispezionare a sorpresa le strutture di accoglimento dei bambini.
- Riteniamo inoltre indispensabile predisporre accertamenti sui capitolati operativi dei Servizi Sociali, importanti parti in causa nella filiera sottrattiva dei minorenni.
- Pensiamo infine che mettere al riparo le famiglie rimettendo mano al “diritto di famiglia” è più che mai indispensabile e non è un caso che il centro studi Hansel e Gretel ospitasse sul suo sito  accese critiche nei confronti della riforma del Diritto di Famiglia condotta da questa maggioranza parlamentare.


A tali riguardi, alcuni link alla recentissima cronaca:

> Responsabile Area Minori Centro Italia di Colibrì
Loredana Grecogrecoloredana@gmail.com
Amministratore di sostegno  e Tutore volontario dei minori fuori famiglia non accompagnati. Trib di PG.

> Responsabile Scientifico di Colibrì
Dr. Vittorio Vezzetti  Pediatravittoriocarlo.vezzetti@crs.lombardia.it
Presidente Ass. Figli Per Sempre nazionale

> Vice-Presidente e Responsabile Pubbliche relazioni e Comunicazione
Roberto Castellirc@per.rc-comunicazione.it  
Presidente Ass. Genitori Sottratti a.p.s. Genitori separati per la Bigenitorialità e la Tutela dei Minori


La relazione padre-figlio nello sviluppo affettivo del bambino

Written By Redazione on venerdì 7 giugno 2019 | 23:22

Il funzionale distacco del figlio dalla dipendenza materna inizia con lo svezzamento, dai 6/8 mesi ai 14.  Tra i 14 mesi e i due anni si matura l’indipendenza progressiva dalla figura materna e grazie alla maturazione della relazione padre-figlio, il bambino acquisisce una rappresentazione stabile di sé stesso e gestisce in modo autonomo l’angoscia da separazione che gli consente di stare con l’uno o l’altro genitore senza timori. 


la figura paterna svolga funzioni fondamentali a partire dal primo periodo post natale ed il suo ruolo si rivela essenziale per il miglior sviluppo del figlio, determinante alla sua fase di individuazione di sé come individuo “altro”, psichicamente autonomo, in grado di rivolgere l’affettività anche al di fuori della coppia madre-figlio e maturare una capacità verso tutte le altre figure significative per il resto della vita.


Lo sviluppo affettivo nel bambino

L’esiguo tempo insieme al padre non favorisce nei bambini lo sviluppo di uno stile di attaccamento sano e sicuro nei confronti della figura paterna e ciò può creare in essa una frattura biografica che può incidere sul suo senso di sicurezza e rappresentazione di sé. Si verifichi, mediante la letteratura vigente (autori Bowlby, Winnicott, Stern, Mahler, Steele e a tal proposito si consultino libri come “La teoria dell’attaccamento”, “Costituzione e rottura dei legami affettivi” e “Una base sicura” e “Dalla culla alla tomba”, “Sviluppo affettivo e ambiente”), come lo stile di attaccamento rivesta un ruolo centrale nell’individuo, influenzando lo sviluppo della sua personalità. Non è solo la figura materna (quando idonea) ad essere importante per il sano sviluppo di uno stile di attaccamento adeguato, anzi, la figura paterna riveste un ruolo altrettanto centrale: promuove nel bambino (e secondariamente aiuta a superare) una fase di sviluppo importantissima, detta “fase di individuazione e separazione”. Questa fase permette al bambino di riconoscersi come individuo altro, separato dalla figura materna: spiegato in altri termini, tale fase favorisce la regressione materna incoraggiando la separazione, condizione essenziale e necessaria per evitare e impedire la fusionalità con la madre. Tale fusionalità non permetterebbe al bambino di essere psichicamente autonomo da quella figura e favorirebbe in seguito lo sviluppo di una dipendenza emotiva nei confronti delle future figure significative (amici/che, compagni/e ecc); pertanto, questa tappa di sviluppo, unicamente promossa dalla figura paterna, risulta fondamentale affinché l’affettività del figlio possa essere guidata verso nuove mete in modo da non diventarne dipendente emotivamente. Il modello teorico al quale si sta facendo riferimento è di matrice relazionale, derivando dalle osservazioni di Winnicott (1960) secondo cui i genitori ed i figli esistono solo in relazione reciproca. L’evoluzione della teoria dell’attaccamento assume qui un rilievo di primo piano: la garanzia di una base emotiva sicura nell’infanzia facilita lo sviluppo dell’autostima, delle capacità di funzionare in modo autonomo e di provare empatia per le atre persone (Steele, 1980).

Le tappe di separazione durante la prima infanzia
Il processo di separazione-individuazione è un vero e proprio percorso che il neonato affronta per differenziarsi dalla madre e trovare il proprio posto nel mondo esterno. Col termine “separazione” si fa riferimento al distacco dal rapporto simbiotico con la madre, mentre l'individuazione è il riconoscimento di sé e delle proprie caratteristiche.
La Mahler individua 4 fasi:
  1. Tra il quarto e l'ottavo mese il bambino sviluppa la propria immagine corporea grazie alle maggiori possibilità di movimento. Queste rende possibile riconoscere e ricostruire l'immagine del proprio corpo.
  2. Tra l'ottavo e il quattordicesimo mese si assiste alla sperimentazione: il neonato che cammina e ha maggiori possibilità di movimento decide consapevolmente di avvicinarsi o allontanarsi dalla madre. Ciò gli permette di gestire in modo autonomo l'angoscia della separazione.
  3. Tra il quattordicesimo mese e i due anni il bambino passa da momenti di allontanamento e momenti di riavvicinamento dalla madre con il conseguente consolidamento percettivo di sè stesso, se si consolida l’indipendenza relazionale della coppia padre-figlio.
  4. L'ultima fase, è chiamata "Costanza dell'oggetto libidico": il bambino di sente veramente separato dalla madre perché ne ha una rappresentazione stabile che gli permette di sopportare felicemente la sua lontananza. Si conclude al terzo anno se ha trascorso serenamente il passaggio indicato al punto 3.
IL padre si interpone tra madre e figlio/a: la Legge del Padre, teorizzata da Lacan, rappresenta quel necessario e impossibile svezzamento dell’infante dal seno e viceversa della madre dalla bocca del lattante (Parat, 1999), perché comporta la rimozione del desiderio materno e l’accesso al simbolo, il mondo, gli altri.
Il padre è il garante dell’esistenza di un ordine culturale costitutivo del discorso, di cui non è il legislatore onnipotente, perché anch’egli vi si sottomette per diventare un soggetto (Aulagnier, 1975). Escluso dal registro della sensorialità, il padre ha un ruolo metaforico e rappresenta la legge del linguaggio che permette al/la bambino/a di acquisire la sua identità. Egli apre la crescita psicologica infantile alla cultura, alla socialità, all’ordine delle generazioni e alla differenza dei sessi.
Nella trasmissione del nome, infine, paga il debito con il suo genitore, debito che ora passa al/la figlio/a (Bydlowski, Il debito di vita, 1997) permettendogli di divenire genitore a sua volta, perché lo/a separa dal rapporto incestuoso con la madre, avvicina alla dimensione simbolica, ne sostiene lo sviluppo psichico, si offre come modello di identificazione.

Dal processo di simbiosi madre-bambino, all’interno del quale viene stabilito un saldo fondamento di esperienza buona e di fiducia di base, si passa gradualmente a un progressivo processo di separazione e differenziazione, ed è la stessa madre ad avere un ruolo basilare nel permettere e facilitare tale separazione (Winnicott, 1958, 1971). Mahler e colleghi (1975), nel loro lavoro sulla separazione/individuazione, hanno ben messo in rilievo come, quando la separazione è in corso e il bambino diviene mobile, i padri comincino a diventare più importanti. «È come se il padre, in quanto padre, fosse trovato lì nel mondo che comincia a essere scoperto» (Wright, 1991, trad. it. pag. 150) come qualcuno che è più chiaramente “altro da me” fin dall’inizio.
In questo senso, Kenneth Wright, nel suo libro Visione e separazione. Tra madre e bambino, ha ben sintetizzato a mio parere quale sia il ruolo del padre nel facilitare lo sviluppo della struttura psichica del bambino: «il padre aiuta a garantire lo spazio in cui il mondo può essere scoperto ed esplorato» (Ibidem, trad. it. pag. 164).
Indipendentemente dalla declinazione che il concetto di cura ha per la psicoanalisi, il ruolo del padre è centrale, inizialmente per il sostegno dato alla madre, successivamente per la sua funzione di modulatore della separazione all’interno della coppia madre-bambino e per consentire passaggio da legami di tipo diadico a legami di tipo triadico.

E’ da sottolineare come la figura paterna svolga funzioni fondamentali a partire dal primo periodo post natale ed il suo ruolo si rivela essenziale nella triangolazione edipica della scelta d’oggetto. È anche grazie allo svolgimento della funzione paterna che la diade madre-bambino può adempiere in maniera funzionale al proprio compito evolutivo. Come evidenzia Bollea (1999, Le madri non sbagliano mai, Feltrinelli, Milano) è essenzialmente attraverso la figura paterna che il bambino può evolvere nel suo adattamento al mondo ambiente e lo stabilirsi di una relazione significativa, stabile e sicura consente al figlio di accedere ad un adeguato sviluppo sociale ed emotivo.
Inoltre, la peculiarità di base della funzione paterna è proprio quella di favorire e promuovere il processo di separazione dalla madre: sia per il maschio, che per la femmina, è necessario un continuo spostamento del legame identificatorio, sia con la madre che con il padre, ma ciò è possibile nel caso in cui l’oggetto genitoriale è strutturato in forma equilibrata, ovvero entrambe le figure possono ricoprire il proprio ruolo forte, libero, ma anche integrato. Al padre è simbolicamente affidato il compito di traghettare gradualmente il figlio dal territorio materno a quello della società favorendo l’emancipazione dall’infanzia e il suo ingresso nel mondo adulto. In altre parole è il padre che contiene e progressivamente delimita quel rapporto stretto e totalizzante esistente tra madre e figlio.
Viceversa, nei casi in cui la figura paterna non possa svolgere il proprio ruolo, la forclusione del padre conduce all’organizzazione di un oggetto-madre eccessivamente potente, che produce sentimenti di incapacità, di paura, di frustrazione e soprattutto abbandonici e il/ la figlio/a si riempie di sentimenti di Falso Sé, ossia di un’onnipotenza fantasticata, proprio in quanto il padre viene svalorizzato e “sostituito” e all’infante non resterà che cercare un rapporto con la madre che lo liberi dal timore di essere abbandonato.
Affinché la relazione madre-figlia possa essere “sufficientemente buona”, è necessario che la figura del terzo non sia esclusa, in quanto il terzo rappresenta un separatore, con l’importante funzione di impedire la confusione delle identità e allo stesso tempo di mediare nel rapporto della diade madre-figlia, poiché controbilancia il dominio reciproco tra madre e figlio/a.
Alcuni autori studiano gli effetti della deprivazione paterna sui minori. Tali ricerche evidenziano che non solo la deprivazione paterna provoca un grave danno al figlio, ma, soprattutto, che il livello di accudimento con cui un genitore si occupa del figlio è direttamente correlato al grado di realizzazione esistenziale del figlio stesso. Tale concetto è ben espresso dalle parole della famosa psicologa Dionna Thompson “la guerra contro il padre è in realtà una guerra contro i figli; il punto non è semplicemente il diritto dei padri o il diritto delle madri, ma il diritto dei figli di avere due genitori che si occupino attivamente della loro vita”.

Sostegno alla riforma dell'Affido Condiviso

Written By Redazione on sabato 16 marzo 2019 | 05:21


Marzo 2019

COMUNICATO

IN SOSTEGNO AL D.D.L. S 735-2018 SULLA RIFORMA DELL’AFFIDO CONDIVISO:
e al lavoro costruttivo che la Commissione Giustizia del Senato sta svolgendo, al fine di pervenire a un D.D.L. unificato, risultante dalla sintesi dei vari disegni di legge sul tema presentati in questa legislatura, apportando una sintesi che tenga conto, apportando le opportune modifiche, di tutti i documenti tecnici, favorevoli o contrari, presentati democraticamente in audizione.

Assistiamo da tempo a una massiccia azione disinformativa, improntata a travisare i punti cardine del disegno di legge 735. Falsità e infamanti accuse, frutto di un discredito consapevole (ideologico, o professionalmente interessato), che ha la finalità palese di confondere e disorientare la gente, creando ad arte un’opposizione preconcetta, “pilotata” da una regia strategicamente avversa, che non è affatto interessata a leggere nel D.D.L. le indicazioni provenienti dall’Europa e dalla Corte di Giustizia per i Diritti Umani, che hanno più volte condannato le prassi della “giustizia” separativa del nostro Paese, invitando lo stesso a adeguare le stesse alle best practices, comuni ai paesi socialmente, culturalmente e giuridicamente evoluti.

E’ in gioco il diritto inalienabile dell’infanzia a una autentica bigenitorialità, normativamente introdotta dal legislatore con la Legge 54/2006, sostanzialmente disapplicata (falso affido condiviso = vero affido esclusivo), nell’ulteriore considerazione che il vero “cambio di passo” della riforma che verrà non può che essere un contesto di regole separative eque, per una uguaglianza genitoriale, in senso morale e giuridico, a oggi ancora lungi da venire a causa di un diffuso pregiudizio antipaterno.
L’origine delle falsità e delle resistenze trova uno dei suoi fulcri all’interno di Partiti politici, che alle recenti elezioni sono stati sonoramente puniti dagli italiani, il che ci indica due cose: la prima è che questa alzata di scudi è uno sbarramento ideologico politicizzato; la seconda, che con l’interesse dei minori ciò nulla abbia a che fare. Stiamo invece andando nella giusta direzione, proprio per la natura trasversale (e non partitica, o confessionale) della riforma, immanente alla Società civile, che noi firmatari rappresentiamo in quanto Associazioni bigenitoriali di genitori separati italiani, uno dei bacini sociali più vasti - e più vituperati - di disagio sociale del Paese.
Occorre un cambiamento di passo normativo e giurisdizionale, verso il riconoscimento - anche nei procedimenti legali - di diritti civili a oggi negati.
Desiderare di stare accanto ai propri figli, responsabilmente, anche dopo una separazione, è legittimo, conforme a principi costituzionalmente garantiti e auspicabile: certo non coincide con la deriva valoriale di chi mira a una società “liquida” e facilmente disgregabile, come vorrebbero i detrattori del D.D.L. 735, che obliteri e annichilisca una (e a volte perfino due) delle figure genitoriali, a fini di svilimento della cellula fondamentale della Società, la famiglia.
Ciò, a mente del fatto che l’ottimo sarebbe una famiglia biologica unita, mentre nel malaugurato caso di un evento separativo è essenziale che la coppia genitoriale dialogante prosegua per il bene della prole: lo Stato dovrebbe soltanto fissare le regole e applicarle con equità, per il benessere sociale e la pacificazione di un’assurda guerra “di genere” per accaparrarsi privilegi. Siamo certi, pertanto, che nulla cambierà rispetto al recente passato se, nell’ambito dell’affido dei minori, non si prenderanno decisioni coraggiose e determinate a consentire il corretto esplicarsi della bigenitorialità, quale passaggio fondamentale per creare genitori “migliori”, sempre più consapevoli, e figli più sereni.
Le Associazioni firmatarie del presente comunicato, che dal Sud al Nord del Paese sostengono il D.D.L. 735, sono tutte direttamente coinvolte e in prima linea in una campagna informativa basata su valori fondanti comuni, e forniscono testimonianza qualificata della necessità della transizione del sistema separativo verso una riforma necessaria e urgente, motivo per cui sono in fiduciosa attesa del testo “unificato” del disegno di legge, che la Commissione Giustizia elaborerà a breve.
Dette Associazioni sono anche le prime a testimoniare il disvalore a livello sociale, anche individualmente deleterio sul piano psicoaffettivo e financo della salute fisica, prodotto dalla perdita di continuità affettiva verso i figli, quale fenomeno conseguente all’emarginazione forzata di uno dei due genitori, come dimostrato dalla stragrande maggioranza dei provvedimenti, che una colpevole magistratura ha emesso - sia pure con eccezioni illuminanti - vanificando di fatto per 13 anni il valore intrinseco della Legge 54/ 2006, definita dalla dottrina “la legge tradita”.
Il D.D.L. 735, oltre a sostanziare in modo più compiuto il concetto fondamentale di diritto alla bigenitorialità, mette al centro i figli ed il loro bisogno di accudimento da parte di entrambi i genitori, avvalorato, oltre che dal comune sentire, anche da molteplici studi scientifici internazionali*, che chiaramente e incontrovertibilmente evidenziano le conseguenze negative della perdita di contatto (o, peggio, della alienazione parentale, o disaffezione forzata che dir si voglia) con un genitore:

*Studi Internazionali metanalitici a supporto: Suenderhauf 2013 – Nielsen 2014 -  Vezzetti 2016

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Mauro Lami 
Presidente Papà Separati Liguria e protempore di COLIBRI’

SOLIDALI verso il DDL A SEGUIRE CONDIVIDONO

PER COLIBRI’:

- Ass. Nonne e Nonni penalizzati dalle separazioni Onlus, Roma
- Ass. Genitori Sottratti, Bologna
- Ass. per le Nuove famiglie, Cagliari
- Ass. Figli Contesi, Oristano
- Ass. Papà e Mamme separati Toscana “A Tutela dei Minori” Onlus
- Ass. Aiutiamo le famiglie, Roma
- Ass. Help Family, Roma
- Ass. Genitori Separati insieme per i Figli GESIF Onlus, Friuli Venezia Giulia
- Ass. Genitori separati e Figli, Torino
- Ass. Genitori Separati, Novi Ligure
- Ass. Figlipersempre Nazionale
- Ass. Figlipersempre, Trentino Alto Adige
- Ass. Figlipersempre, Pavia
- Ass. Figlipersempre Milano, Monza e Brianza
- Ass. Genitori Separati dai Figli, Schio
- Ass. Papà separati, Torino
- Ass. Papà separati & figli, Torino
- Ass. Papà separati, Asti
- Ass. Papà separati Liguria
- Ass. Papà separati, Roma
- Ass. Vater Aktiv, Bolzano
- Movimento femminile per la parità genitoriale- Nazionale



ALTRE ASSOCIAZIONI e Movimenti Civici

- Ass. Mantenimento Diretto - Movimento per l’Uguaglianza Genitoriale
- Ass. Figli Liberi, Bergamo
- Ass. Famiglie Separate Cristiane, Milano
- Ass. Ricerca e Cambiamento, Lazio
- Ass. Papà separati, Brescia
- Ass. Bi.Genitori Diritti dei Minori Onlus, Cremona e Mantova
- Ass. GE.SE. Genitori Separati, Foggia
- Ass. Nessuno tocchi Papà, Bologna
- Ass. Diritto Minori, Milano
- Ass. Papà Separati dai Figli, Puglia
- Ass. Papà Separati, Vibo Valentia
- Ass. Papà separati Milano
- Ass. Genitori Separati dai Figli GESEF, Roma
- Ass. Figli Negati, Roma
- Ass. Papà separati Lombardia, Milano
- Ass. Pater Families, Catania




Matrix - Alienazione Genitoriale