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Processo Bibbiano: Lettera al neo Ministro Carlo Nordio.

Written By Redazione on domenica 20 novembre 2022 | 00:51

 

Oggi, 20 Novembre, nella giornata dell'Infanzia e dell'adolescenza, abbiamo ritenuto opportuno inoltrare al neo Ministro Nordio un appello, affinché il processo tenuto nella città di Bibbiano, possa seguire il suo corso in maniera lineare. Condividiamo col nostro pubblico il testo del documento a memoria e a testimonianza della necessaria sensibilità che questo merita.


Ill.mo Ministro della Giustizia Sen. Carlo Nordio

La presente in occasione della “Giornata dei diritti dell’Infanzia e dell'adolescenza”, quale Presidente dell’Associazione Colibrì, unica associazione presente come parte civile nel processo di Bibbiano (detto anche "angeli e demoni") pendente presso il Tribunale Penale di Reggio Emilia.

Ci rivolgiamo alla S V. ed al Governo che rappresenta affinché possa evitare che incomba la prescrizione su reati gravi come quelli del suddetto processo a grave pregiudizio dei più deboli, in questo caso i minori.

In veste di Associazione che tutela la minore età e la bigenitorialita' ci teniamo affinché si giunga ad un epilogo processuale in tempi congrui, consapevoli delle esigenze del diritto di difesa irrinunciabile e del contraddittorio, principi fondamentali della Carta Costituzionale.

L'intervenuta modifica della composizione del Collegio non ci fa certo sperare sulla volontà di fare luce e chiarezza su questa raccapricciante pagina degli affidi e dei servizi sociali, bensì la volontà di fare cadere tutto in prescrizione, come spesso accade su questioni su cui si preferisce tacere. 

Per quanto sopra, auspichiamo la sua attenzione sul caso Bibbiano anche con provvedimenti che garantiscano il sollecito corso della giustizia, contro strumentalizzazioni ed artifizi volti a far piombare una volta per tutte il silenzio su un caso che tanto ci affrante.

Il Presidente, Mauro Lami

Bibbiano, Terzo Anno.

Written By Redazione on venerdì 1 luglio 2022 | 02:54

“Il 16 luglio 2022 a Bibbiano per non dimenticare.”

È questo è il terzo anno che torniamo in quella cittadina in cui la maggior parte della popolazione non è assolutamente responsabile dei fatti collegati alle vicende giudiziarie che lì sono nate.

Anzi, crediamo sia difficile convivere con questa responsabilità impropria, perché la colpa di un sistema, diffuso in tutto il paese, non è ascrivibile a Bibbiano, bensì ad un rodato insieme di procedure, i cui esponenti di spicco ed altre figure periferiche sono comunque state rinviate a giudizio innanzi al tribunale penale di Reggio Emilia. Anche Colibrì, (il Coordinamento interassociativo per la Bigenitorialità e le Ragioni dell’Infanzia), è in quel tribunale come parte civile, per rimarcare la responsabilità di quegli operatori, per il dolore inflitto ai bambini strappati alle loro famiglie.

Colibrì” e “Ancorehanno promosso questa giornata per rappresentare le famiglie vittime di sottrazione, invitando ad essere presenti tutte le persone sensibili, nonché le associazioni ed i movimenti civili, a nome di coloro che ambiscono alla giustizia, e che vogliono che non si spenga l’attenzione su una causa che segna le coscienze di coloro che hanno a cuore la famiglia. Siamo tutti schierati per proteggere la famiglia da pesanti intrusioni, funzionali a far girare denaro e interessi, che vedono alcuni accusati di reati sui minori, compreso operatori dei servizi sociali di Bibbiano.

Queste persone hanno dato vita ad un film distopico, fedeli ad una linea di pensiero che trova coesione in molteplici città italiane. Tale sistema “malato” ha lavorato stilando linee guida precise per gli operatori del sociale ma anche istruendo la magistratura nei corsi per operatori di giustizia. Parliamo dunque di un’attività a largo raggio e della necessità di cambiare quella visione che hai istruito a lungo personale adibito a tutelare la popolazione e non a creare angosce improprie, al cui centro risiede un’ideologia che reputiamo sia radicalmente da rivedere.

Tolto il coperchio si è visto cosa bolliva in pentola e, in questi giorni, assistiamo ad un giudizio che speriamo conduca alla verità e laddove le fattispecie di reato oggi contestate venissero dimostrate, ci auguriamo che la Magistratura non vorrà essere clemente con pene risibili e per nulla educative.

Eliminiamo questo sistema sottrattivo perché non tutela le famiglie né tantomeno i bambini. Spacchiamo il velo di omertà politica che lo protegge. Vogliamo pene severe a chi ha speculato sulla pelle dei bambini, perché noi non dimentichiamo, i bambini e le loro famiglie nemmeno. Ma soprattutto CHE NON SI RIPETA MAI PIU’ QUESTO ORRORE.



Torniamo a Bibbiano per rammentare inoltre, che il Consiglio Europeo ha invitato tutti gli stati membri ad adottare la risoluzione 2079/2015, dove, al punto 10 recita: "di vigilare sulla formazione di tutti i professionisti che entrano in cntatto con i minorenni, in caso di procedure giudiziarie familiari, affinchè abbiano ricevuto una adeguata formazione interdisciplinare, necessaria per trattare i diritti e i bisogni specifici dei minorenni di varie categorie d'età, in conformità con le linee direttive del Consiglio Europeo".
Inoltre, al punto 6 recita: "di rispettare il diritto di ogni bambino ad essere ascoltato in tutti i contesti ce lo riguardan dal momento in cui risulti capace di discernimento".

Bibbiano ha scatenato una violenta campagna di critiche reciproche ed oggi ci auguriamo che la Politica responsabilmente s'impegni ad attualizzare la risoluzione 
2079/2015, mentre il paese è ancora in balía di tesi ed ideologie che nulla c'entrano col diritto dei figli a convivere coi propri genitori, affiancati da servizi ed istituzioni inadeguati per comprenderli ed aiutarli.













Processo Bibbiano: Comunicato Stampa

Written By Redazione on domenica 13 febbraio 2022 | 22:53

COMUNICATO STAMPA

Il 9 febbraio 2022, nel processo "Angeli e Demoni" (detto anche "processo Bibbiano"), ove Colibrì è parte civile con l'Avv. Valeria Passeri del Foro di Perugia, è stata depositata la sentenza, che vede condannato, con rito processuale abbreviato, lo psicoterapeuta, dott. Foti Claudio, per abuso d'ufficio e lesioni gravi, in concorso con altri imputati. Foti, in qualità di terapeuta della Hansel e Gretel, avrebbe, tra l'altro, provocato un disturbo della personalità di una adolescente, di tipo "bordenline"e "disturbo depressivo con ansia". Da qui il reato al medesimo ascritto di lesioni personali, aggravato dall'abuso di autorità per essere stato, unitamente alla dott.ssa Bonaretti Imelda, lo psicoterapeuta della minore.

Foti è stato dunque condannato alla pena di quattro anni di reclusione, con condanna alle spese processuali a favore delle parti civili. Lo stesso è stato altresì condannato alle pene accessorie dell'interdizione dai pubblici uffici per cinque anni e alla sospensione dalla professione di psicologo e psicoterapeuta per due anni.
In particolare, il delitto di lesioni personali sulla minore costituisce un fatto di una gravità inaudita.

Tale sentenza deve avere un effetto dissuasivo per tutti gli operatori del settore minorile, giudici, assistenti sociali, servizi sanitari. Non possiamo tollerare, che, dietro un'apparente funziona formativa ed educativa, si nasconda la più pericolosa delle insidie, quella di arrivare ad alterare la capacità mnemonica di una minore di anni diciassette ed ingenerare nella stessa il convincimento di essere stata abusata dal padre, provocando così, nella sua mente, il netto rifiuto di ogni incontro con il genitore, disegnatole come il "mostro", e la conseguente prolungata assenza della figura paterna per tutto il periodo adolescenziale. Questo è quanto sarebbe accaduto e si legge dalle carte del processo a carico di Foti.

Lo psicoterapeuta è accusato, nella specie, di aver utilizzato la tecnica dell'EMDR in difformità ai protocolli e facendo credere falsamente alla giovane paziente che si trattasse di una tecnica necessaria al recupero dei ricordi, quando l'effetto era l'opposto.

I minori non si toccano, è giunto il momento d'incentivare i controlli sul sistema dei servizi sociali e specialistici, lungi da ogni forma di speculazione sperimentale e sanitaria sull'equilibrio, più precario e vulnerabile, delle giovanissime generazioni, risorsa unica e futura della nostra società.

Roberto Castelli, Ufficio Stampa





DDL Allontanamenti Zero: Comunicato Stampa

Written By Redazione on martedì 1 febbraio 2022 | 10:08

In riferimento a ddl regionale “Allontanamenti Zero”


Le Associazioni di Genitori Separati del territorio italiano desiderano esprimere la massima vicinanza al disegno di legge “Allontanamenti Zero” di Chiara Caucino. Un disegno di legge di grande sensibilità, che creerebbe una svolta determinante. 


Non ci meraviglia che i Servizi Sociali avversino il progetto. E’ comprensibile, dal loro punto di vista, il desiderio di non interrompere il rodato modello di intervento - quello attuale - che li vede protagonisti assoluti e decisori esclusivi del destino di bambini e genitori, che per mala sorte o preciso disegno industriale finiscono nella loro rete insieme. Risulta invece incomprensibile la posizione dei sindacati Cgil Cisl e Uil, sempre attenti in ogni vicenda sociale tranne in quelle di cui davvero dovrebbero occuparsi.


Poco e sempre meno importa loro delle morti bianche - quasi 1.200 solo nello scorso anno - del precariato pubblico e privato, dei contratti di lavoro privi dei diritti più elementari per i lavoratori, delle condizioni imposte delle multinazionali ai propri addetti alle consegne – questi ultimi spesso costretti ad espletare i bisogni corporali in bottiglie di plastica per non sottrarre tempo al lavoro giornaliero – dei c.d. raiders pagati a cottimo, ed in generali dell’esercito di veri e propri “servi” sottopagati e privati della propria dignità di persone e lavoratori. 


Ebbene, queste organizzazioni sempre più affamate di consensi e sempre meno attente ai diritti dei lavoratori, hanno espresso parere negativo su un disegno di legge che regola gli affidi extra familiari attribuendo maggiori garanzie di continuità affettiva alle famiglie e minore potere proprio ai Servizi Sociali, rei troppo spesso di alimentare il diffuso business delle comunità per minori, le quali costano allo Stato miliardi di euro ogni anno. 


Ci chiediamo, Cgil Cisl e Uil, oggi così attenti alle istanze dei servizi sociali contro il disegno di legge Caucino, sono a conoscenza che la retta giornaliera pagata dagli enti locali alle comunità e case famiglia può costare anche 250 euro al giorno e più di 7.000 euro al mese per un solo bambino “ricoverato” presso queste strutture? Questi sindacati sanno che i c.d. “allontanamenti facili” di bambini vengono perpetrati sempre più spesso per motivi di indigenza economica dei loro genitori, e che basterebbe concedere un contributo economico mensile pari ad un decimo di quello sopportato dalle casse di comuni e regioni per risollevare una intera famiglia dall’indigenza? 


I firmatari di questa lettera ritengono di sì. Eppure, i massimi esponenti appartenenti a quelle sigle sindacali, come in un talk show opinionista, si pronunciano oggi su questa materia così delicata all’evidente scopo di ricevere visibilità e distrarre i loro naturali interlocutori - i lavoratori - dalle loro manchevolezze.

Le associazioni firmatarie del presente comunicato rappresentano il tessuto sociale Italiano delle famiglie separate e disagiate, che ben conoscono il tema “affidi extra familiari” e si battono ogni giorno per un futuro fatto di regole e procedure in grado di evitare le enormi sofferenze, spesso assolutamente gratuite e irrisarcibili, patite da famiglie e bambini, che sono vittime, invece che utenti, della “tutela” prestata dai Servizi Sociali. Tra i principali firmatari di questo comunicato c’è anche chi, con senso del dovere, partecipa ai tavoli governativi ed è parte civile nel processo giudiziario in corso sugli allontanamenti dei minori nel comune di Bibbiano.





Matrix - Alienazione Genitoriale