Home » » La violenza rosa travolge due pacifici banchetti di genitori

La violenza rosa travolge due pacifici banchetti di genitori

Written By Redazione on domenica 11 novembre 2018 | 10:00

10 Novembre 2018
Nel corso della manifestazione ANTI ddl 735, in altrettante città italiane prosegue in contemporanea anche la raccolta PRO ddl 735: un’occasione per incontrare la gente e spiegare realmente cosa propone il disegno di legge indicatoci dal Consiglio d’Europa. La manifestazione ANTI è caratterizzata da parole d’ordine e slogan così lontani dalla realtà da stupire chi conosce il testo di legge. Presenti i movimenti antiviolenza Dire, Nonunadimeno a protezione della donna. E’ un clima di intolleranza definibile pro genitorialità esclusiva in sintesi quello dalle manifestanti anti-violenza  ma anche di discreta arroganza.
Mentre la stampa si spertica a raccogliere testimonianze contro il ddl, ben pochi quotidiani parlano della pacifica raccolta firme con semplici banchetti che prosegue da settimane in piazze e vie delle principali città da parte dalle molteplici associazioni italiane di genitori separati dal nord al sud del paese, isole comprese.

Ieri in occasione della manifestazione ANTI DDL, sia a Napoli che Bologna, (non a caso ultimi baluardi di un ideologia in estinzione), registriamo aggressioni femminili ai banchetti PRO DDL impegnati nella raccolta firme, a tranquilli genitori che stavano parlando serenamente con le persone di passaggio.
Dal corteo si sono staccati alcuni gruppi di femministe che hanno messo sottosopra i banchetti. Analoga arroganza carica di odio ci riporta al film verità "The Red Pill" girato da una femminista che indagando nel mondo dei movimenti maschili, scopre il razzismo espresso dal femminismo americano e la sua intrinseca intolleranza ai diritti della paternità e al maschile in generale. Ciò che accadeva là ora si ripete anche qui, medesimi protagonisti, medesime battaglie medesime resistenze, dieci anni dopo però!. 
 
Sempre più chiaro che l'ideologia che pompa questi movimenti per la tutela della donna, mentre si contrappone al maschilismo, si sostituisce a pieno titolo ad esso. 
Se poi si scendesse ad analizzare le pari opportunità espresse nel ddl 735, che  nulla toglie ma anzi aggiunge valore ai diritti dell'infanzia e posiziona i figli perfettamente al centro della coppia genitoriale come in costanza di matrimonio, ci si renderebbe conto che la Pink Casta desidera unicamente preservare dei vantaggi e ignorantemente si trincera dietro fittizie battaglie agendo nei fatti analoga violenza sugli uomini e conseguentemente sui loro figli in un era culturalmente oscura sia nei costumi che nell'ideologia.


Fogli strappati, spinte, urla isteriche e minacce, scritte spray sui mezzi dei pacifici esponenti di una genitorialità che non vuole rinunciare al proprio ruolo è l'esito delle scorribande rosa della giornata di ieri. “Abbiamo salvato le firme dicono i responsabili della raccolta ancora in preda  allo stupore accanto ai banchetti”. L'evento di ieri contribuisce a rimarcare quel fenomeno crescente di intolleranza che caratterizza le lotte femministe, non più impegnate ad acquisire diritti, bensì a negarli a chiunque altro di sesso opposto. Ne abbiamo avuto prova anche nel recente articolo: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/18_novembre_08/milano-doppia-paternita-non-ci-possono-essere-bimbi-due-padri-fronda-mondo-gay-348fa3ba-e324-11e8-85dd-706d19559ca8.shtml, e ieri nelle due città "isole" del comunismo ideologico come Bologna e Napoli un ulteriore riscontro. 

Assistiamo al tramonto di un epoca e di una politica in difficoltà.
Così ne escono ancora più forti le lecite istanze della Bigenitorialitá, un valore ed una ricchezza che contagerà tutta la genitorialità consapevole del futuro, quella che mostra oggi e mostrerà a tutti che per essere bravi genitori occorre rimanere accanto ai propri figli anche dopo la separazione in un modo più paritetico e meno esclusivo possibili.
Così,  mentre centri antiviolenza, lgbt, e inquantodonnismo si sperticano a urlare e a manifestare contro tutti, siamo sempre più consapevoli che i diritti dell'infanzia nulla hanno a che vedere con queste manifestazioni ma piuttosto con mentalità radicate e inattuali. 


La realtà dei grandi numeri ci parla di separazioni NON violente e non può certo permettere che i figli diventino merce di ricatti e tantomeno monopolio di una genitorialità di un genere solo, arrogante esclusivista e tutto sommato impreparata a valutare la possibilità di una reale indipendenza, come invece accade all’estero dove le culture socialiste offrendo ai padri la cura dei figli hanno offerto allo stesso tempo alle donne tempo libero e la possibilità di indipendenza, reale emancipazione e riscatto. E chi dice che il DDL 735 ci porta indietro di 50 anni, rispondiamo che in realtà siamo di già indietro di cento e occorre davvero una rivoluzione culturale che ci affranchi dallo stereotipo donna-madre-casalinga e ci traghetti verso un futuro di responsabilità e consapevolezza genitoriale non mediato da interessi di genere.
 

Roberto Castelli 
l'articolo può essere riprodotto. Anzi questo è un invito alla diffusione.

Condividi l'articolo :

+ commenti + 1 commenti

11 novembre 2018 21:55

Spero solo che questo DDL diventi legge al piu presto. Cosi i bancomat. Saranni finiti

Posta un commento