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Studio comparativo sul femminicidio 2010-2012 (Ita+Eng)

Written By Redazione on lunedì 19 gennaio 2015 | 00:33




Fonte Redazione 19 Gennaio 2015
Questo studio è basato sull'utilizzo dei dati del Global Study on Homicide, (United Nations Office on Drugs and Crime) che tanto interesse aveva destato; in particolare abbiamo voluto calcolare il numero assoluto di donne vittime di omicidio in diversi Paesi del mondo e, conseguentemente, il tasso annuo ogni 100.000 abitanti, in modo da poter comparare la frequenza dei fenomeni nei vari Paesi.
Questo numero assoluto non distingue tra vittime di omicidi per mano maschile e vittime per mano femminile, non esistendo studi attendibili che determinino a livello mondiale questo parametro e non essendo preso in considerazione dal Global Study. Altresì non distingue tra vittime per mano di cittadini autoctoni o immigrati. Neppure distingue in base all'età delle vittime che possono essere anche neonate o donne anziane.
La prima colonna indica il Paese e l'anno di rilevamento come riportato nel Global Study on Homicide.
La seconda colonna indica la popolazione nell'anno corrispondente.
La terza colonna indica il numero globale di vittime di omicidio di sesso femminile nell'anno preso in esame.
La quarta colonna indica il tasso annuo ogni 100.000 abitanti relativamente all'anno studiato.

A dispetto di una propaganda nazionale diffusa che denuncia l'Italia come un Paese pericoloso per le donne, culla del cosiddetto “femminicidio”, appare chiaro dall'esame statistico che l'Italia non presenta tassi particolarmente elevati di omicidi di donne (per quanto grave sia il fatto in sé, un evento che si manifesta 166 volte in un anno solare in un Paese di 60 milioni di abitanti è oggettivamente un fatto molto infrequente, paragonabile all'incidenza di una malattia rara). Dalla tabella allegata si nota come il tasso per 100.000 abitanti sia tra i più bassi al mondo confermando i risultati di altre ricerche che hanno evidenziato che l'Italia è tra i Paesi al mondo con più basso tasso di vittime di omicidio di sesso femminile (con Spagna, Grecia, Giappone ed Irlanda).

Using data from the Global Study on Homicide, who had aroused so much interest, we wanted to calculate the absolute number of women victims of homicide in various countries of the world and, consequently, the annual rate per 100,000 population, in order to compare the frequency of phenomena in the various countries.
This absolute number does not distinguish between victims of murders by male and female hand as there is no reliable study  that determines  this parameter in the world and not being considered by the Global Study. Also it does not distinguish between victims by hand of native citizens or immigrants. Also it doesn’t distinguish by age of the victims who may be even newborn or old women.
The first column indicates the country and year of detection as reported in the Global Study on Homicide.
The second column shows the country global population in the corresponding year.
The third column shows the overall number of women victims of murder in the year under review.
The fourth column shows the annual rate per 100,000 people  (in the studied year).
Despite a widespread national propaganda denouncing Italy as a dangerous country for women, the cradle of the "femicide", it is clear from the statistic examination that Italy does not have particularly high rates of murders of women (although the murder is a very serious event, an event that occurs 166 times per year in a country of 60 million inhabitants is objectively very infrequent, comparable to the incidence of a rare disease). Indeed, the attached table demonstrates that the rate per 100,000 inhabitants is among the lowest in the world, confirming the results of other studies that have shown that Italy is among the countries with the world's lowest rate of homicide victims female (with Spain, Greece, Japan and Ireland).

Luci e ombre sul femminicidio

Written By Redazione on martedì 25 marzo 2014 | 08:22


"Nascita e morte. Luci e ombre sul femminicidio"

Parlare di un tema come questo non è facile, ma lo diventa il parlarne ed essere schierati per la tutela dei profili più deboli, un atteggiamento che è certamente di protezione da parte nostra, frutto di una reazione naturale e di una informazione presente nella narrazione informativa quotidiana. 

Essere spettatori nel mondo dell'informazione significa per la maggior parte delle persone, ascoltare senza replicare, senza potersi immediatamente esprimere, significa essere in contatto solo con la propria pancia, con la rabbia istillata, con precise convinzioni, con giudizi spesso riflessi. L'informazione che giorno dopo giorno si presenta sugli schermi casalinghi ed invade le nostre case con scene ed episodi che moltiplicano le nostre sensazioni fino a stabilire con noi un rapporto di dipendenza ha la sua responsabilità.

Parlarne in questo caso, estrapolando fatti e avvenimenti, valutando coincidenze e aspett, è lavoro da persone che sanno analizzare il contesto, compiendo determinate procedure più simili a quelle della Polizia investigativa, quali ad esempio: esplorare, analizzare, informarsi, confrontare, parametrare; insomma un lavoro per chi non si fanno certo prendere dal sentimentalismo, ma che osservano la scena mettendo in rilievo "altri" aspetti, frutto di "altri" punti di osservazione finchè gli aggettivi come: "ideologico" o "strumentale" si delineano davanti a noi non tanto per fare contro-informazione, bensì per mostrare al lettore-spettatore attento una scena "Altra", assolutamente possibile anzi, reale.

Vi invitiamo a vivere con l'autrice Valentina Morana relatrice dell'incontro, questi 4 video in successione che offrono una esaustiva e ampia riflessione che rappresenta un percorso a corredo indispensabile per la conoscenza del "femminicidio".
Tutto ciò è accaduto alla Libreria Borsatti di Trieste il 21 Marzo 2014, il terzo appuntamento di un ciclo di tre conferenze pubbliche sul tema del "femminicidio".  Un appuntamento autorevole soprattutto grazie all'intervento della psicologa investigativa Valentina Morana, a cui rivolgiamo il nostro saluto e ringraziamento per l'analisi e la vastità del suo lavoro utile a questa relazione.
La redazione