Visualizzazione post con etichetta Affido minorile in Europa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Affido minorile in Europa. Mostra tutti i post

Politica sorda: figli dei separati a rischio salute

Written By Redazione on martedì 17 gennaio 2017 | 02:08


Tratto da: La Verità di Martedì 17 Gennaio 2017
Articolo di Simone Pillon

Si tratta di una di quelle verità tanto evidenti a tutti quanto accuratamente taciute dalla vulgata quotidiana dei media, tutti intenti a nascondere le controindicazioni di quello stile di vita individualista che - dopo aver contagiato irreversibilmente i paesi del Nord - deve ora essere inoculato in massicce dosi anche nei sottosviluppati paesi mediterranei. La tanto nascosta verità è la seguente: i bambini soffrono terribilmente se vengono separati dalla madre o dal padre. 
   
   Tutti sono concordi, da destra a sinistra, nel prendersi cura dei diritti degli orfani. Tale rumoroso fronte di alfieri dei diritti minorili si ammutolisce non appena tuttavia si scopre che - nel modo occidentale - la principale causa della perdita di uno dei genitori è la separazione o il divorzio di mamma e papà.
Avete capito bene! La separazione e il divorzio hanno generato oggi in Europa uno sterminato popolo di 10 milioni di figli condannati a vivere senza uno dei genitori.   Era dato ben noto agli addetti ai lavori che il grosso del conto psicologico, affettivo e relazionale della crisi matrimoniale fosse pagato dai figli, specialmente se in tenera età. 
   
   Numerosi in questo senso sono gli studi che dimostrano la stretta correlazione tra una serena bigenitorialità e la salute psicoaffettiva del minore. Ben più rari e poco diffusi sono stati gli studi validati dalla comunità scientifica in cui si siano accertate le gravi conseguenze della perdita genitoriale sulla salute fisica dei minori.  

   Il lavoro dell’amico Vittorio Vezzetti ha pertanto i contorni della novità assoluta, specialmente se si considera che la rivista internazionale “Health Psychology Open” che lo ha appena pubblicato è la bibbia indiscussa del settore. L’opera di Vezzetti prende in esame gli studi sui primati e su altri animali monogami coi quali, già intorno agli anni 2000, era stata dimostrata la correlazione tra la perdita genitoriale e alcune gravi alterazioni ormonali e cellulari rilevate nella prole. Il pediatra varesino passa poi in rassegna i comprovati effetti  della separazione dei genitori sulla salute psicobiologia dei minori, con particolare riferimento all’insorgenza di sindromi di iperattività e deficit di attenzione (ADHD) e con le evidenze riscontrate su oltre 1 milione di minori svedesi dalle quali si desume che i figli cresciuti senza uno dei genitori hanno più del doppio di possibilità dei loro coetanei cresciuti con mamma e papà di sviluppare seri disturbi psichiatrici, abuso di alcool e suicidio. 
   
   Il coraggioso ricercatore si spinge molto oltre tutto ciò e individua una cronica ipersecrezione di cortisolo e di altri ormoni che influiscono sulla tiroide riscontrabili nei minori costretti a crescere senza rapporti significativi con papà o mamma. 
   
   Per gli avvocati o per gli altri operatori che normalmente si occupano di separazioni e divorzi questo dato può essere semplicemente incomprensibile, ma i pediatri ben sanno che una tale alterazione è strettamente collegata alla patogenesi di depressione, diabete di tipo II, obesità e osteoporosi, bassa statura e nanismo. Lo studio epigenetico riportato da Vezzetti dimostra poi che le altre significative alterazioni della Interleukina-6 e della lunghezza dei telomeri riscontrate nei minori deprivati di una serena infanzia sono correlate con l’insorgenza di cancro, necrosi tumorale, Lupus eritematoso, morbo di Alzheimer, mieloma, artrite reumatoide e altre gravissime malattie. 
  
   Considerando i numeri in ballo – stiamo parlando di circa 200.000 minori ogni anno solo in Italia -  la ricerca significativamente pone il problema epidemiologico di un serio rischio per la salute pubblica causato – lo si voglia o no – dalla separazione e dal divorzio. Nelle sue conclusioni, Vittorio Vezzetti suggerisce di adottare un sistema di affidamento materialmente condiviso dei figli che – superando l’attuale affido legalmente condiviso (ma di fatto fortemente orientato alla monogenitorialità se si considera l’organizzazione dei tempi genitori/minori) consenta ai bambini e ai ragazzi di trascorrere tempi equipollenti con ciascuno dei genitori.
    
   Garantire infatti tempi adeguati di frequentazione tra i figli e i due genitori è risultato il miglior modo per attenuare significativamente i rischi per la salute della prole. Certo – aggiungiamo noi – si tratta comunque di una soluzione comunque imperfetta visto che l’ideale nell’interesse dei figli sarebbe poter crescere con mamma e papà in un ambiente familiare sereno e accogliente. Troppo poco si fa per aiutare le coppie in crisi e prevenire le separazioni e i divorzi
   
   Ci sono esperienze pilota nel nostro Paese, quali ad esempio la “Casa della Tenerezza” di Perugia, dove il 60% delle coppie in crisi – grazie all’aiuto di una equipe multidisciplinare – riesce a salvare la propria relazione e a restare insieme, ma non esiste un piano nazionale di supporto alla stabilità della famiglia. Quando tuttavia la frattura diventasse inevitabile si dovrebbe salvaguardare – salvo gravissime controindicazioni – il diritto dei minori a godere di tempi equipollenti che consentano ai figli di ricevere attenzioni e cure in egual misura da mamma e da papà. Gli operatori hanno da tempo compreso tale improcrastinabile necessità e stiamo assistendo ad un fiorire di protocolli sul territorio che – andando a colmare le lacune legislative - consigliano e sostengono le parti a stipulare piani genitoriali che prevedano un effettivo esercizio della bi-genitorialità. 
   
   In questo senso il protocollo di Perugia, sottoscritto dal Tribunale e dalle più significative sigle dell’avvocatura e dell’associazionismo familiare, ha espressamente previsto l’opportunità di chiedere “tempi paritetici o equipollenti di frequentazione dei figli minorenni con entrambi i genitori (c.d. affido materialmente condiviso)”. 
Il parlamento tuttavia – incurante della realtà sociale e scientifica - sembra seguire un percorso diametralmente opposto. Mai legislatura fu più punitiva verso la famiglia: la legge sull’affido materialmente condiviso giace nei cassetti delle commissioni, di leggi sul sostegno alle coppie in crisi nessuno vuol sentire parlare, mentre nel 2014 è stato fatto passare in fretta e furia il divorzio breve col bel risultato di far impennare del 57% i divorzi in un solo anno. E – ciò che è peggio – si sta profilando a colpi di sentenze la scientifica deprivazione di mamma o di papà mediante l’atroce pratica dell’acquisto di bambini mediante l’utero in affitto. 

  Come Vezzetti ci insegna, la bi-genitorialità non è tanto un problema giuridico quanto – in definitiva – una questione di salute pubblica. E dell’incuria - o peggio della malafede ideologica - del legislatore faranno le spese i più piccoli. Sui pacchetti di sigarette troviamo scritte cubitali per ricordarci che IL FUMO PROVOCA IL CANCRO. Forse nelle aule dei Tribunali e in quelle del Parlamento dovremmo scrivere con caratteri altrettanto evidenti che LA PERDITA DI ADEGUATE RELAZIONI CON UNO O CON ENTRAMBI I GENITORI PUO’ PROVOCARE IL CANCRO AI FIGLI.

Convegno Affido Condiviso Nuove acquisizioni

Written By Redazione on lunedì 3 ottobre 2016 | 08:52

CONVEGNO > Bologna - Venerdi' 28 Ottobre 2016 ore 14-18 
Evento in diretta streaming e video interviste.


AFFIDO CONDIVISO: NUOVE ACQUISIZIONI

MINORI E FAMIGLIA POST SEPARATIVA,
IL CONSIGLIO D'EUROPA CI CHIEDE UNO SFORZO EVOLUTIVO

Aula Primo Zecchi - Tribunale Civile - via Luigi Carlo Farini, 2 - 40124 Bologna 

> ISCRIZIONE OBBLIGATORIA All'indirizzo mail: info@colibri-italia.it , con oggetto: Accredito Convegno 28/10/2016
> Seguirà registrazione in aula dalle ore 14:00 alle 14:20

Richiesti crediti formativi per Avvocati e Operatori dei Servizi Sociali

Programma

Ore 14.15
Puntualità indispensabile
Accrediti

Ore 14.30
Saluto introduttivo
Roberto CASTELLI

Ore 14.45
Divorzio con figli minori: un problema di salute pubblica
Vittorio VEZZETTI

Ore 15.30
Violazione del diritto di visita tra nuovi e vecchi rimedi. Uno sguardo alla Giurisprudenza Cedu
Valeria MAZZOTTA

Ore 16.00
IL protocollo di Perugia verso una compiuta bigenitorialità
Simone PILLON

Ore 16.30
Alienazione genitoriale ed esiti psicopatologici in età adulta
Maria Cristina VERROCCHIO

Ore 17.00
Alienazione genitoriale dal punto di vista della Cassazione
Marcello Adriano MAZZOLA

Seguirà dibattito con il pubblico

La redazione 

-----------------------------------------------

PRESS AREA

Per la Stampa : Convegno “Affido condiviso: nuove acquisizioni”
Bologna, 28 Ottobre 2016 Tribunale Civile.


Famiglia post separativa, una realtà, ma  il Consiglio d’Europa ci chiede uno sforzo evolutivo.

La famiglia che si separa può essere per i figli un esempio di prosecuzione degli affetti ma anche un esempio di civiltà se entrambi i genitori vengono valorizzati ed entrambi possano garantire la dovuta continuità affettiva ai loro bambini.

L’evidenza sul tema separazioni, stando all’ISTAT del 12 Novembre 2015 ci rivela che i matrimoni sono in costante calo, una probabile risposta della società a concause che non aiutano le famiglie nè i futuri genitori. Risultano celebrati 189mila matrimoni (52mila in meno rispetto all’anno precedente). 90mila sono le separazioni/divorzi (quindi la metà dei matrimoni), di cui per il 52% avvengono fra coppie con figli. Un calo del 25% fra le coppie più giovani e del 20% per le coppie più mature. 89mila separazioni, 52mila divorzi.
Calano le nascite in costanza di matrimonio, ma aumentano le nascite in coppie di fatto e sono almeno 300 mila i nuovi nati, un dato che ci parla di numeri di tutto rispetto in ogni caso.

L’emergenza è rappresentata da un profondo disagio sociale radicato soprattutto ma non esclusivamente laddove il conflitto prende il posto del buonsenso perché se è vero che esistono genitori intelligenti e sensibili che hanno a cuore i loro figli, esistono anche ex coniugi che scatenano vere e proprie guerre per il “possesso” dei figli, che come effetto negativo, comporta la “separazione” dai figli per l’altro genitore alimentando senza dubbio il lavoro di tanti avvocati e ingolfando i tribunali con cause su cause. L’aspetto deleterio è rappresentato in sostanza dal litigio, interruttore del futuro disagio garantito per i componenti della famiglia ed in particolar modo per i figli. Ma anche da una giustizia che taglia piuttosto che trovare linee armoniche e utili per la crescita dei minori, figli di separati.

Compaiono nuove terminologie come “Alienazione genitoriale” a definire ulteriormente i processi degenerativi dei legami figli genitori indotti da una visione che deve mutare ma per certo grazie ad un avvallo della giustizia che implicitamente la consente.
Occorre una cura, occorrono soluzioni efficaci, alcune già  esistenti e già viste all’estero, ad esempio, perché nel nostro paese in caso di conflitto scompare infatti agli occhi della giustizia la centralità della figura del minore rispetto i suoi genitori e pare decadere  il valore dell’apporto educativo di entrambi mamma e papà. Questo rappresenta l’errore più insostenibile da attribuire a chi gestisce la giustizia degli affidi nel nostro paese.
Ma sia chiaro, non lo diciamo noi, lo dicono il Consiglio d’Europa e la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo che ha più e più volte ammonito l’Italia per non aver saputo tutelare i rapporti tra genitore e figli dopo la separazione della coppia genitoriale:  il nostro paese viaggia a testa bassa mentre gli basterebbe alzare lo sguardo per cogliere come si muovono alcune altre nazioni europee, ed osservare i determinanti aspetti evolutivi in ambito affido minorile e quanta attenzione viene dedicata alla Shared Care (come ad esempio in Svezia, Belgio, Danimarca e alcune ragioni della Spagna.)

I figli dei genitori separati non costituiscono infatti un gruppo omogeneo e molto delle loro sorti dipende da quanto tempo è loro concesso di trascorrere con ambedue le figure genitoriali. Esiste ormai un’ampia letteratura scientifica che sta dimostrando come l’affido monogenitoriale all’italiana sia responsabile, direttamente o indirettamente, di disturbi e malattie fino a poco tempo fa impensabili (disturbi endocrini, del comportamento alimentare, malattie psicosomatiche, malattie psichiatriche). La gestione di dieci milioni di figli di coppie non conviventi in Europa e un milione e mezzo in Italia rappresenta quindi un problema di salute pubblica.

Prima grande responsabilità della conduzione all’italiana è l’incapacità di immaginare scenari migliori o la volontà esplicita proprio di volerli, non si coglie un futuro per la famiglia separata sul fronte del mantenimento degli affetti primari genitori figli. Si appalesa una pervicace volontà nello scindere gli affetti ed i legami familiari in caso di divorzi e separazioni con una curiosa e spesso incomprensibile conseguenza: la separazione degli adulti viene associata per uno dei due coniugi anche alla separazione da uno o più figli, producendo così di fatto un diffuso malcontento e disagio, ma anche creando un humus fertile in cui prosperano patologie fisiche e psicologiche nei bambini. Difficilmente la mediazione familiare riesce sempre ad appianare le controversie anche perché l’affido dei figli significa sulla carta l’ottenimento di benefit per il genitore “prevalente” termine inventato e troppo spesso funzionale a produrre passi indietro e sostanziare la non metabolizzazione da parte della giustizia italiana dell’affido condiviso e dei suoi valori, emanati ben un decennio fa.

Ecco che lo sguardo di chi dispone delle sorti della società è decisamente responsabile del benessere o malessere della società stessa, il concetto di parità genitoriale ed il coinvolgimento di entrambi i genitori deve essere garantito e promosso a beneficio del loro figli nell’interesse del loro sano sviluppo affettivo ed emotivo. Occorre maggiore sensibilità nel mondo politico e una lungimiranza scevra da interessi di parte, occorrono misure che depotenzino i conflitti e favoriscano gli affetti, questo occorre, insieme ad una maggiore consapevolezza e senso di responsabilità in chi decide di sposarsi e fare figli.
In tal senso il Consiglio di Europa ha deliberato i seguenti punti e invita gli operatori sociali, legali, politici del nostro paese di adottarli quanto prima:

Progetto di risoluzione
1 L'Assemblea Parlamentare ha costantemente promosso l'uguaglianza di genere sul posto di lavoro e nella sfera privata. Importanti miglioramenti in questo campo, mentre ancora non è sufficiente, si possono osservare nella maggior parte degli Stati membri del Consiglio d' Europa. Nelle famiglie, l'uguaglianza tra i genitori deve essere garantito e promosso dal momento in cui il bambino arriva. Il coinvolgimento di entrambi i genitori nell'educazione dei loro figli è benefico per il suo sviluppo. Il ruolo dei padri nei confronti dei loro figli, tra cui bambini molto piccoli, deve essere meglio riconosciuto e adeguatamente valorizzati.

2 responsabilità genitoriale condivisa implica che i genitori hanno diritti certi, doveri e responsabilità nei confronti dei loro figli. Il fatto è, però, che i padri sono a volte di fronte a leggi, pratiche e pregiudizi che possono causare loro di essere privati di relazioni durature con i loro figli. Nella risoluzione 1921 (2013) "La parità di genere, la conciliazione tra vita personale e lavoro e di responsabilità condivisa", l'Assemblea ha invitato le autorità degli Stati membri di rispettare il diritto dei padri di godere di responsabilità condivisa, garantendo che il diritto di famiglia prevede, caso di separazione o divorzio, la possibilità di affidamento congiunto dei figli, nel loro interesse, sulla base di comune accordo tra i genitori.

3 L'Assemblea desidera sottolineare che il rispetto della vita familiare è un diritto fondamentale sancito dall'articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo (STE n ° 5) e di numerosi strumenti giuridici internazionali. Per un genitore e figlio, la capacità di essere insieme è una parte essenziale della vita familiare. Separazione genitore-figlio ha effetti irrimediabili sulla loro relazione. Tale separazione deve essere ordinata solo da un giudice e solo in circostanze eccezionali comportanti gravi rischi per l'interesse del bambino.

4 Inoltre, l'Assemblea crede fermamente che lo sviluppo di responsabilità genitoriale condivisa aiuta a superare gli stereotipi di genere sui ruoli delle donne e degli uomini all'interno della famiglia e non è che un riflesso dei cambiamenti sociologici che hanno avuto luogo nel corso degli ultimi cinquant'anni, in termini di come la sfera privata e familiare è organizzata.

5 Alla luce di queste considerazioni, l'Assemblea invita gli Stati membri a:

5.1 segno e / o ratificare, se non l'hanno ancora fatto, la Convenzione sull'esercizio dei diritti dei minori (STE n ° 160) e la Convenzione sulle relazioni personali riguardanti i fanciulli (STE n ° 192);

5.2 segno e / o ratificare, se non l'hanno ancora fatto, la Convenzione dell'Aia del 1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori e per implementare correttamente, assicurando che le autorità responsabili di far rispettare la co-operare e rispondere prontamente;

5.3 garantire che i genitori hanno gli stessi diritti nei confronti dei loro figli dalle legislazioni e prassi amministrativa, garantendo ciascun genitore il diritto di essere informati e di avere voce in capitolo nelle decisioni importanti che riguardano la vita del loro bambino e lo sviluppo, nel migliore interesse del bambino;

5.4 togliere dal loro leggi alcuna differenza basate sullo stato coniugale tra i genitori che hanno riconosciuto il loro bambino;

5.5 di introdurre nei loro ordinamenti del principio di residenza condivisa a seguito di una separazione, limitare eventuali deroghe per i casi di abusi sui minori o negligenza, o di violenza domestica, con la quantità di tempo in cui il bambino vive con ciascun genitore di essere regolata in base alle esigenze e gli interessi del bambino ;

5.6 rispettare il diritto dei bambini a essere ascoltato in tutte le questioni che li riguardano quando si ritiene abbiano una conoscenza sufficiente delle materie in questione;

5.7 prendere accordi di soggiorno in comune in considerazione per l'aggiudicazione delle prestazioni sociali;

5.8 prendere tutte le misure necessarie per garantire che le decisioni in materia di residenza dei bambini e ai diritti di accesso sono pienamente applicate, anche in seguito alle denunce rispetto al fallimento di consegnare un bambino;

5.9 incoraggiare e, se del caso, sviluppare la mediazione nell'ambito dei procedimenti giudiziari nei casi di familiari che coinvolgono i bambini, in particolare istituendo una Court- ordinato sessione di informazioni obbligatorie, al fine di rendere i genitori consapevoli del fatto che residenza condivisa potrebbe essere un'opzione appropriata nel miglior interesse del bambino, e di lavorare verso una tale soluzione assicurando che i mediatori ricevano una formazione appropriata e incoraggiando cooperazione multidisciplinare basato sulla "modello Cochem";

5.10 in modo che i professionisti che vengono a contatto con i bambini nel corso dei procedimenti giudiziari nei casi di famiglia ricevano la formazione interdisciplinare necessaria sui diritti e sulle esigenze dei bambini di diverse fasce di età specifici, nonché sulle procedure che si adattano a loro, in conformità con la Consiglio d'Europa Linee guida sulla giustizia a misura di bambino;

5.11 incoraggiare piani di genitorialità che consentono ai genitori di determinare gli aspetti principali della vita dei loro figli se stessi e introdurre la possibilità per i bambini di chiedere la revisione degli accordi che li riguardano direttamente, in particolare il loro luogo di residenza;

5.12 introdurre pagato congedo parentale a disposizione dei padri, con la preferenza viene data al modello di periodi non trasferibili di congedo.

La domanda che dobbiamo porci è analoga all’impegno che dobbiamo assumerci, questo paese ha le carte e la mentalità rivolte a trovare soluzioni aggiornate, adeguate, responsabili o lavorerà a testa bassa senza ascoltare ancora a lungo? Perchè la differenza è determinante in chi osserva e suggerisce soluzioni e chi dirige senza porre attenzione ai segnali che provengono dalla società. Ultimo ma non ultimo, i patti prematrimoniali, posso aiutare le giovani coppie ad assumersi responsabilità e firmare accordi coniugali con una consapevolezza piena e matura? In molte parti del mondo ciò già accade, e dunque, perchè non da noi? Cosa lo impedisce?

Alla politica, e a chi conduce il paese lasciamo la risposta, consapevoli di aver dichiarato una grande sofferenza alla quale occorre porre certamente fine. I figli generati da due genitori, due genitori devono avere anche dopo la separazione fra adulti, perchè l’unica separazione da evitare, senza timore di smentita è quella dai figli, futuri colonizzatori di un futuro reso incerto da una guida che certezze non offre ancora.

Roberto Castelli
Resp. Pubbliche relazioni di Colibrì


Colibrì
è il coordinamento nazionale ed europeo di associazioni che condividono i temi dei diritti fondamentali dell’infanzia e della genitorialità post separativa. Nasce per l’espressa volontà di associazioni di genitori separati, distribuite sul territorio nazionale, per affrontare i temi tipici della società negli ambiti di competenza con un approccio interassociativo rivolto alla coesione, proponendosi con uno sguardo d’insieme  all’interno del paese, ma anche aprendosi al dialogo al resto col resto dell’Europa e alle nazioni della sua community, con l’intento di produrre risultati condivisi e condivisibili, forieri di un auspicabile crescita sociale.

Testimoni e propositori allo stesso tempo di passi fondamentali rivolti nella direzione dell’evoluzione sociale del paese e dei suoi abitanti, sui temi che rappresentano il focus e la nostra mission: tutelare l’infanzia e ridare nuovo vigore e dignità alle relazioni primarie genitori-figli, ridefinendo e rileggendo tutti i valori in campo per offrire maggiore umanità e rispetto nei confronti delle famiglie che si separano con cura e rispetto di tutte le parti coinvolte.
Colibrì si propone di aprire un dialogo qualificato con le istituzioni e le realtà confederative europee, in considerazione del fatto che non ci si può più confrontare solamente con la propria classe politica viste le dimensioni estese del fenomeno separativo e le insufficienti risposte ed impegni dei singoli paesi europei.

A fronte di un problema decisamente comunitario, che in ambito nazionale non riceve risposte politicamente mature o  sensibili,  è doveroso aprirsi agli altri coordinamenti per proporre e condividere coi singoli paesi della Community una “linea europeista” che possa divenire di riferimento per ciò che riguarda in maniera allargata “il tema della tutela del minore” e fare sì che il nostro continente divenga un luogo di condivisa sensibilità sui temi dell’ Infanzia lesa dal fenomeno separativo, uscendo dalla logica del pregiudizio, per entrare in quella della soluzione armoniosa e evoluta,  per uscire da un enpasse storico-culturale dove alle domande della società, i rappresentanti dei governi possano rispondere con vera sensibilità, condividendo anche  le nostre esperienze basilari.

Associazioni italiane aderenti:
http://www.colibri-italia.it/p/associazioni-italiane.html


Associazioni europee aderenti:
http://www.colibri-italia.it/p/associazioni-italiane.html


 

Decennale della legge sull'Affido Condiviso. L.54/2006

Written By Redazione on domenica 7 febbraio 2016 | 00:33

07 Febbraio 2016
Dieci anni fa, l’otto febbraio 2006 veniva approvata dal Parlamento italiano la legge 54 sull'affidamento condiviso. Purtroppo, come ricorda la Senatrice Baio, correlatrice all’epoca del testo col Senatore Paniz, essa si è rivelata un grande fallimento.
 
Benchè il testo reciti, un po’ genericamente, che “anche in caso di separazione personale dei genitori il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale”, di fatto oggi in Italia dopo qualche anno dalla separazione della coppia genitoriale il 30% di questi minori diventa orfano di genitore vivo. Molti vedono un genitore (nel 90% dei casi il padre), poche ore alla settimana. Sotto i tre-quattro anni la quasi totalità dei Tribunali vieta con una legge non scritta il pernottamento presso il papà. L’Italia è il Paese europeo più sanzionato dalla CEDU per violazione dell’articolo 8 che sancisce il diritto di tutti, anche del papà separato, ad avere una vita affettiva e familiare. 

Una situazione che, come dimostrato dal pediatra Vittorio Vezzetti con una complessa ricerca comparativa presentata presso ONU e Parlamento Europeo, ci relega al fondo dell’Europa e che non vede a breve via d’uscita.
Il nocciolo del problema è lo scollamento tra la magistratura italiana, schierata con fior di sentenze, anche di Cassazione, contro una condivisione reale ed equivalente dei tempi (che esporrebbe, secondo i giudici, i minori a destabilizzanti peregrinazioni tra due abitazioni e a maggiori esposizioni al conflitto familiare) e il corpus dei 75 studi accreditati internazionalmente dal 1977 ad oggi che ormai hanno dimostrato inequivocabilmente con ricerche condotte su centinaia di migliaia di minori che i le famiglie separate in cui i figli frequentano ognuno dei genitori per almeno un terzo del tempo rappresentano la struttura post separativa migliore, con parametri di benessere molto vicini a quelli delle famiglie unite.
 
Sul punto è intervenuto il 2 ottobre addirittura il Consiglio d’Europa che, dopo mesi di studio e di audizioni di esperti internazionali, ha invitato con la risoluzione 2079 tutti gli Stati ad adeguarsi ai modelli dei Paesi più progrediti (Svezia, Danimarca, Belgio) e a promuovere affidamenti che prevedano tempi di permanenza più o meno uguali (compresi comunque nel range 35-65%) presso mamma e papà a partire dall’anno di età. Questo in virtù dei benefici documentati di un affido materialmente condiviso e dei danni di un affido sostanzialmente monogenitoriale come quello italiano. La risoluzione a tutt’oggi è stata ignorata e, anzi, la Cassazione a dicembre si è ancora schierata contro l’affido alternato e materialmente condiviso (ma così anche contro i dati oggettivi che provengono dal mondo della ricerca) con la ordinanza 25418/2015.
Il più autorevole raggruppamento di associazioni per la bigenitorialità, COLIBRI’, ha segnalato ripetutamente ai Garanti per l’Infanzia, al Presidente del Consiglio e alla Presidente della Commissione Infanzia la necessità di recepire al più presto la risoluzione del COE e di divulgare il modello del Tribunale di Perugia, unico a rispettarla. “Nessuna risposta”, commenta sconsolato il vice Presidente Roberto Castelli, “in questo momento le priorità sono altri tipi di genitorialità e comunque i figli di separati sono abbandonati a se stessi con una sequela di danni di natura biomedica e sociale. 

Alcuni Comuni dell’Emilia Romagna di cui alcuni con prevalenza PD nei consigli comunali  hanno persino rifiutato il Registro informativo comunale della bigenitorialità con cui si chiedeva che le informazioni inerenti il minore venissero inoltrate a tutti e due i genitori”. Aggiungiamo che 10 anni sono passati senza ottenere cambiamenti sostanziali in ambito affido minorile, ci chiediamo cosa o quanto occorre al nostro paese per adeguarsi e crescere ispirandosi a paesi che prima di noi hanno affrontato questi temi e hanno provveduto strada facendo a migliorarne molteplici aspetti. Invece noi non progrediamo ma non solo,  evitiamo accuratamente di preoccuparci dello stato dei figli dei separati convinti di fare l’interesse del minore senza quell’umiltà indispensabile di guardarsi attorno e vedere come si muovono altri paesi, rimanendo così il fanalino di coda d’Europa.

La redazione

Bonn: Convegno Internazionale sull'affidamento materialmente condiviso

Written By Redazione on mercoledì 16 dicembre 2015 | 01:17


"Dagli esperti dati importanti sulla progressione della Shared Parenting" 

Si è tenuto a Bonn dal 9 al 12 dicembre il consueto convegno internazionale sull'affidamento materialmente condiviso organizzato dall'International Council on Shared Parenting. Vi hanno partecipato oltre cento professionisti (avvocati, psicologi, magistrati,medici, mediatori familiari) provenienti da 20 Nazioni distribuite in tre continenti. Per la prima volta ha partecipato una delegazione della Malaysia con un interessante contributo sull'affido dei minori in quel Paese. Per l'Italia ha partecipato il responsabile scientifico di Colibrì Vittorio Vezzetti illustrando i princìpi presenti nei due progetti di legge (1163 del Senato e 2507 della Camera) e nel protocollo del Tribunale di Perugia.
E' emersa la consueta immagine di un' Europa della bigenitorialità a tre velocità o tre vagoni: nel primo e più progredito abbiamo rilevato un grande movimento. In Svezia, infatti, l'affido alternato raggiunge ormai il 40%  dei casi di divorzio e le continue ricerche dimostrano grandi benefici come illustrato da Malin Bergstrom del Karolinska Institute, tra cui una scarsa percentuale di minori che perdono contatto con uno dei genitori (13%). In questo contesto di equità genitoriale (e non solo, visto che non è previsto un assegno per l'ex coniuge ma solo per il mantenimento della prole) la conflittualità continua a crollare e ormai, secondo gli ultimi dati, solo il 2% delle coppie affronta un percorso giudiziale. Nell'esperienza del Comune di Malmoe le coppie che si rivolgono al sistema municipale di mediazione con successo, sono il 67-70%, quelle che vi vengono inviate in forma coatta dal giudice trovano invece un accordo in poco meno del 50%.
Anche in Belgio la diffusione massiva dell'affido paritetico ha raggiunto notevoli valori (circa il 30%) e malgrado ciò sono ancora allo studio nuovi provvedimenti legislativi per diffondere ulteriormente questa modalità di affidamento. Il “Nest Modell” (i figli stazionano nella casa e i genitori vi si alternano) rappresenta una piccola parte di tutte le sistemazioni post separative (meno del 3%).

Grossi risultati sono anche stati riportati negli ultimi anni dalla Danimarca: attualmente il 23% dei minori figli di separati vive secondo lo schema 7 giorni col papà e 7 con la mamma. Il 4% secondo lo schema 8/6, il 21% secondo quello 9-5 e solo il 12% dei minori perde contatto con l'altro genitore (in Italia è il 30%). La tendenza è comunque verso un deciso aumento.

In procinto di salire sul primo vagone anche la Spagna: ormai in Catalogna, Aragona, Baleari e Comunità valenciana l'affido materialmente condiviso (nella maggior parte dei casi alternato, negli altri dai 10 pernottamenti in su) ha ampiamente superato il 30% e punta decisamente verso il 40.
Inoltre prossimamente si aggancerà a queste regioni quella dei Paesi Baschi che ha promulgato nel 2014 una legge che dà priorità all'affido materialmente condiviso. La media nazionale di affido materialmente condiviso (custodia compartida) è del 21% perchè esistono nelle regioni meno sviluppate aree legate a vecchi stereotipi.

Nel secondo vagone, insieme all'Olanda, resta la Francia, sempre ancorata a un 17-19% ( a seconda degli studi) di affidamenti con almeno il 35% del tempo presso ciascun genitore. A questi dobbiamo aggiungere però una grossa fetta di affidi con ripartizione 30-70 data l'abitudine dei giudici transalpini di consentire grossi recuperi durante l'estate al genitore less involved (metà delle vacanze scolastiche estive invece dei nostri soliti 14-21 giorni).

Nel terzo vagone troviamo, ma probabilmente per poco tempo ancora, la Svizzera: questo paese fino a luglio 2014 non prevedeva l'affido condiviso e non garantiva nessun diritto ai padri biologici non sposati. nel luglio 2014 ha messo riparo a queste gravi mancanze e nel 2016 dovrebbe promulgare una legge che renderà prioritario l'affido materialmente condiviso (shared parenting).
In Austria e Germania la situazione è stazionaria (lo shared parenting in Germania riguarda attualmente circa l'8,1% dei minori, il 4.8 se ci limitiamo al range 60-40%, e ancora oggi il 17.2% dei figli perde completamente contatto con uno dei genitori dopo la separazione e una fetta robusta pari al 25,2% mantiene uno o massimo due contatti al mese). Nell'ottica del Ministero SPD della famiglia, è stato riportato, le priorità attualmente sono le famiglie tradizionali, quelle patchwork e quelle arcobaleno piuttosto che quelle separate.
Sempre nel terzo vagone troviamo anche i Paesi ex comunisti, la Grecia, il Portogallo, la Turchia e l'Italia che mantiene incomprensibilmente il record europeo e mondiale negativo di affido esclusivo al padre (0.7%). L'analisi ci mostra che i Paesi che hanno sperimentato l'affido materialmente condiviso si sono trovati bene registrando vistosi incrementi e contestualmente anche una riduzione sensibile della percentuale di minori che perdono contatto con uno dei genitori. I Paesi, come l'Italia, che sono rimasti legati a forme più arcaiche di affidamento e con magistrature più conservatrici e restie ad accettare le nuove evidenze a favore dell'affido materialmente condiviso, non mostrano segni di cambiamento e sono bloccati in un immobilismo assoluto. In questi Paesi la probabilità per un minore di perdere contatto con uno dei genitori dopo la separazione è del 30% e oltre. Al convegno erano presenti anche esponenti di USA e Canada.




Ned Holstein, National Parents Organisations, USA
Ned Holstein ha illustrato la complessa situazione di una Nazione con 50 legislazioni diverse e un modello legale meno codificato del nostro (common law). Su base statale le indagini rivelano un 83% di minori che vivono con la madre, un 7% col padre e un 10% in shared parenting ma esistono enormi differenze tra Stato e Stato. La situazione comunque è in evoluzione come dimostra la recente approvazione di una legge che rende prioritario l'affido materialmente condiviso nello Utah.

In Quebec, lo Stato più progredito del Canada in tema di bigenitorialità, la ricercatrice universitaria Marie Christine Saint Jacques ha precisato che l'affido alternato supera ormai il 25%  del totale e gli affidi non alternati ma inclusi nel range 65%-35% coprono oltre il 30% dei minori.
Applauditissimo l'intervento di Madame Hetto Gaasch, deputata presso il COE e vera artefice della risoluzione 2079 del Consiglio d'Europa in favore dello Shared Parenting, le cui motivazioni ha dettagliatamente illustrato: volontà di eliminare le palesi discriminazioni di genere nel campo della genitorialità, il desiderio di armonizzare prassi ingiustificatamente diversissime tra loro privilegiando quelle dei Paesi più evoluti, l'ambizione di favorire l'esercizio della genitorialità secondo canoni che la ricerca moderna ci indica come i più idonei a un corretto e sano sviluppo dei minori.

Hon. Hetto Gaasch, Consiglio d'Europa
“Ora”, ha sottolineato Madame Hetto Gaasch, “tocca però alle associazioni di genitori dei vari Paesi chiedere con forza ai propri Ministeri e ai propri governi il recepimento di questa risoluzione”.
(ndr) E, aggiungiamo noi che Ministeri e Governi siano consapevoli di ciò che accade e quanto funzioni, fuori dai loro stretti confini in materia di affidi minorili. Il convegno si è concluso con la formulazione di sette enunciati chiave che condensano i tre giorni di intenso lavoro.
In sintesi:
1-lo shared parenting è riconosciuto dagli esperti come utile per i minori ed è necessaria la promulgazione di leggi che lo promuovano senza ulteriori ritardi. 2-Un ampliamento in sede legale dello shared parenting include una diffusione della condivisione di autorità e responsabilità. 3-Lo shared parenting rappresenta la miglior forma di prevenzione di situazioni ad alto conflitto e di violenza tra genitori
4-Lo shared parenting non deve essere applicato in caso di abusi o violenza domestica a patto che siano documentati. 5-Lo shared parenting previene l'alienazione di un genitore nelle famiglie separate. 6- C'è la necessità in questo settore della necessità di un network multidisciplinare costituito da operatori sociali, mediatori e psicologi. 7-ICSP richiede con forza che i singoli Stati aderenti al COE adottino la risoluzione 2079 in tema di affidamento condiviso.

dall'alto a sin. Alex Masardo, UK, e Catalin Bogdan di ARPCC Romania entrambi con VittorioVezzetti, 
in basso i rappresentanti dai vari paesi del mondo intervenuti .


16/12/2015 La redazione