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Soluzioni per una Giustizia che non brilla, riflessioni post convegno

Written By Redazione on venerdì 4 novembre 2016 | 01:17

Riflessioni
28 Ottobre , Bologna - Convegno “Affido Condiviso: nuove acquisizioni”
Famiglia post separativa, il Consiglio di Europa ci chiede uno sforzo evolutivo.
Organizzato da Colibrì e dall'Osservatorio Nazionale su diritto di famiglia Sez. Bologna, col patrocinio dell'Ordine Assistenti Sociali


a fondo pagina: Video dell'evento e interviste. Presentazioni dei relatori e "protocolli" scaricabili

Riassunto sintetico:
E’ evidente che la Legge sull’Affido Condiviso, così gestita nelle aule dei tribunali italiani, ha le ore contate e dimostra tutte le criticità di un decennio di un’applicazione disomogenea e spesso fuorviante del dettato di legge, con conseguenze spesso tragiche su genitori, figli, nonni.
La società civile manifesta da lungo tempo un disagio crescente e insostenibile, senza riscontri significativi da parte delle istituzioni e dopo aver depositato numerosi disegni di legge per la riforma della legge 54/2006. 

I Fatti:
La società, consapevole che l’unica separazione da evitare è…dai figli, con una legge che di condiviso ha solo il nome raccoglie le proprie briciole dopo il terremoto della separazione e si lecca ferite che non possono rimarginarsi, cercando soluzioni a tutela della condizione di tutti i genitori  più rispettose, efficaci e paritarie con riflessi positivi sulla vita dei loro figli.
La società cercando un futuro sostenibile incrocia lo sguardo del CdE/CoE *, il cui scopo è promuovere la democrazia, i diritti umani, l'identità culturale europea e la ricerca di soluzioni ai problemi sociali in Europa, e trova consigli indicati punto per punto**
Riscontrabili anche le conseguenze sulla salute e la diffusione del problema rendono la disapplicazione dell'affido condiviso a tutti gli effetti una questione di salute pubblica, vedi questo recentissimo articolo: http://www.bbc.com/news/uk-wales-37787959?ocid=socialflow_twitter&ns_mchannel=social&ns_campaign=bbcnews&ns_source=twitter%3FSThisFB
Agire per produrre benessere diventa un ulteriore dovere da parte di chiunque abbia possibilità decisionale, lungimiranza e sensibilità .

 

Il Convegno:
Sono stati messi sul tavolo le criticità e i ravvedimenti da adottare per arrivare a soluzioni più in linea col benessere della famiglia separata, l’evento si è svolto all’insegna della comprensione di quei meccanismi che influenzano negativamente l’applicazione della legge sull’affido condiviso, partendo da consigli che provengono dai paesi oltre cortina, paesi che hanno visto franare l’affido legalmente condiviso anni prima di noi ed hanno saputo trovare soluzioni. Viviamo in un paese lento e dormiente che della salute sociale dei figli dei separati e dei loro genitori non ha cura né interesse. La modalità con cui l’affido condiviso viene applicato ha generato senza ombra di dubbio in tutta Italia un profondo disagio che nessuno cancellerà mai. Troppe sentenze non trovano riscontro nel dettato di legge e non rispettano la centralità del minore rispetto ai suoi genitori. Sentenze irrispettose dello spirito progressista di una legge che vede nell’equilibrio affettivo il naturale antidoto al disagio dei figli in seguito alle separazioni.
Ci basti pensare che “separazioni e divorzi” in Italia superano abbondantemente il 50% dei matrimoni celebrati (ISTAT 2015), 189 mila matrimoni e 90 mila separazioni (dati riscontrabili), calano le nascite del 6% in costanza di matrimonio, aumentano fra le coppie (dato non riscontrabile che incrementa la percentuale di separazioni) di fatto con il 20% di figli di immigrati. Offrendo uno specchio della società chiaro.
L’italia è fra i paesi che maggiormente rappresenta una volontà ostacolante a rivedere ed aggiornare la legge sull’affido condiviso così snaturata nei tribunali di stato. Giacciono inascoltati in parlamento poco meno di una decina di proposte di modifica di tale legge. S’impone uno sguardo più ampio sulle giurisdizioni europee per afferrare che in passato chi ha adottato l’affido condiviso ha fallito ed ha successivamente adottato forme riviste e corrette in vari step, mentre da noi tutto tace.


Suggerimenti migliorativi:
E’ una ventata di ossigeno e rappresenterebbe (condizionale d’obbligo) un passo arricchente accogliere i consigli del CoE ** indirizzati alla politica che guida il paese, agli operatori della giustizia e sociali, agli avvocati, ai mediatori familiari, e ai genitori stessi. Una ventata utile ad avviare un salubre processo di rinnovamento della società nel rispetto delle persone, questa la sintesi del messaggio
di Madame Hetto Gaasch, deputata presso il COE vera artefice della risoluzione 2079 del Consiglio d'Europa in favore dello Shared Parenting***, le cui motivazioni ha dettagliatamente illustrato: la volontà di eliminare le palesi discriminazioni di genere nel campo della genitorialità, il desiderio di armonizzare prassi ingiustificatamente diversissime tra loro privilegiando quelle dei Paesi più evoluti, l'ambizione di favorire l'esercizio della genitorialità secondo canoni che la ricerca moderna ci indica come i più idonei a un corretto e sano sviluppo dei minori nel loro rispetto psichico e fisico. Aggungiamo a tal proposito una lettura scientifica dala nuova frontiera della conoscenza dei dati acquisiti relativi alle conseguenze insospettabili sulla salute dei bambini e adolescenti, derivanti dalla separazione DAI propri genitori che li ritraggono come soggetti esposti maggiormente a malattie infiammatorie croniche, metaboliche, tumori, anche a distanza di decenni.

La Giustizia italiana:
L’interpretazione della Giustizia italiana dell’Affido Condiviso rappresenta una distorsione nei fatti. A puntare il dito c’è anche la Corte Europea dei diritti dell’Uomo con il Tribunale di Strasburgo che ad intervalli regolari, come indica la cronaca, ammonisce la nostra giustizia per perseveranza disapplicativa di questa legge, aspetto questo che fertilizza un terreno di cultura favorevole alla produzione di effetti tumorali come l’Alienazione genitoriale. Un parallelo plausibile lo ritroviamo nel devastante fenomeno della “Mucca pazza” derivante dalla nutrizione forzata e impropria di animali vegetariani con fibre animali.
L’Alienazione genitoriale ha effetti altrettanto devastanti sui figli e sul genitore alienato, frutto di un assist offerto da una disequilibrata applicazione nel tribunali italiani dell’affido condiviso che introduce un invenzione, la figura del genitore prevalente e crea spesso i presupposti per la perdita nei fatti dell’altro genitore, di solito il padre.

I genitori separati italiani:
Sognano buone prassi, si augurano un ravvedimento della Politica e della Giustizia ed una sensibilità maggiore di tutte le istituzioni e organismi di stato che si occupano di “famiglie separate”. Immaginano un sistema orientato a ridurre il disagio in generale e specialmente laddove i genitori stessi si assumono la responsabilità del futuro dei loro figli rendendosi autori di piani genitoriali .
Immaginano anche una Giustizia che non confonda più la separazione fra adulti con la separazione dai figli. E sognano una visione della famiglia separata, da parte della giustizia che preveda e faccia rispettare pari doveri e pari diritti fra padri e madri con un posizionamento più equilibrato dei figli fra i loro genitori, come primo punto di partenza per depotenziare i conflitti familiari.
Attendono anche i “Patti Prematrimoniali” utili a definire preventivamente accordi saggi e utili in un possibile incerto futuro. Si aspettano anche maggior rispetto dell’intero ex nucleo famiglia, dove sia concesso a genitori e figli una vita significativa anche dopo la separazione di mamma e papà. Immaginano una giustizia meno invasiva, più rispettosa degli affetti dei rami genitoriali materni e paterni, sognano tempi brevi e accordi utili come “il protocollo di Perugia” (vedi in fondo) che definiscano fra padri e madri dei  patti genitoriali sui quali prendersi impegni per l'accudimento educativo e la crescita dei propri figli.


*Il Consiglio d'Europa (CdE o CoE in inglese) è un'organizzazione internazionale (al pari di NATO, ONU, Unione Europea), il cui scopo è promuovere la democrazia, i diritti umani, l'identità culturale europea e la ricerca di soluzioni ai problemi sociali in Europa. Il Consiglio d'Europa fu fondato il 5 maggio 1949 con il Trattato di Londra e conta oggi 47 stati membri, ben di più dei soli Paesi Europei, alcuni dei quali provenienti dalla parcellizzazione della vecchia Russia.
La sede istituzionale è a Strasburgo, in Francia, nel Palazzo d'Europa. Lo strumento principale d'azione consiste nel predisporre e favorire la stipulazione di accordi o convenzioni internazionali tra gli Stati membri e, spesso, anche fra Stati terzi. Le iniziative del Consiglio d'Europa non sono vincolanti e vanno ratificate dagli Stati membri.
I principali organi del Consiglio d'Europa sono: il Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa, il Segretario generale del Consiglio d'Europa, l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa e il Congresso dei poteri locali e regionali.Il Consiglio d'Europa è estraneo all'Unione europea e non va confuso con organi di quest'ultima, quali il Consiglio dell'Unione europea o il Consiglio europeo.
Il 17 ottobre 1989 al CdE / CoE è stato riconosciuto lo status di osservatore dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite.
Gli stati membri sono 47, di cui 28 fanno parte dell'Unione europea: i paesi che diedero vita inizialmente al Consiglio d'Europa sono 10, mentre altri 37 stati hanno aderito successivamente. Gli stati geograficamente europei che non fanno parte del Consiglio d'Europa sono soltanto due: la Santa Sede (che, comunque, per volontà propria partecipa alle attività dell'Ente con lo status di osservatore e la Bielorussia (a cui è stato negato l'ingresso per mancanza di democrazia). Cinque Stati del Consiglio non fanno parte dell'Europa geografica: Georgia, Armenia, Azerbaigian, Cipro, Turchia.

** Il Consiglio di Europa ha deliberato i seguenti punti e invita gli operatori sociali, legali, politici del nostro paese di adottarli quanto prima:
1 L'Assemblea Parlamentare ha costantemente promosso l'uguaglianza di genere sul posto di lavoro e nella sfera privata. Importanti miglioramenti in questo campo, mentre ancora non è sufficiente, si possono osservare nella maggior parte degli Stati membri del Consiglio d' Europa. Nelle famiglie, l'uguaglianza tra i genitori deve essere garantita e promossa dal momento in cui nasce un bambino.
Il coinvolgimento di entrambi i genitori nell'educazione dei loro figli è benefico e determinante per il suo sviluppo. Il ruolo dei padri nei confronti dei loro figli, tra cui bambini molto piccoli, deve essere meglio riconosciuto e adeguatamente valorizzato.
2 responsabilità genitoriale condivisa implica che i genitori hanno diritti certi, insieme a doveri e responsabilità nei confronti dei loro figli. Il fatto è, però, che i padri sono a volte di fronte a leggi, pratiche e pregiudizi che possono causare loro di essere privati ​​di relazioni durature con i loro figli. Nella risoluzione n.1921 (2013) "La parità di genere, la conciliazione tra vita personale e lavoro e di responsabilità condivisa", l'Assemblea ha invitato le autorità degli Stati membri di rispettare il diritto dei padri di godere di responsabilità condivisa, garantendo che il diritto di famiglia prevede, caso di separazione o divorzio, la possibilità di affidamento congiunto dei figli, nel loro interesse, sulla base di comune accordo tra i genitori.
3 L'Assemblea desidera sottolineare che il rispetto della vita familiare è un diritto fondamentale sancito dall'articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo (STE n ° 5) e di numerosi strumenti giuridici internazionali. Per un genitore e figlio, la capacità di stare insieme è una parte essenziale della vita familiare. La separazione genitore-figlio ha effetti irrimediabili sulla loro relazione. Tale separazione deve essere ordinata solo da un giudice e solo in circostanze eccezionali comportanti gravi rischi per l'interesse del bambino.
4 Inoltre, l'Assemblea crede fermamente che lo sviluppo di responsabilità genitoriale condivisa aiuta a superare gli stereotipi di genere sui ruoli delle donne e degli uomini all'interno della famiglia e non è che un riflesso dei cambiamenti sociologici che hanno avuto luogo nel corso degli ultimi cinquant'anni, in termini di come la sfera privata e familiare è organizzata.
5 Alla luce di queste considerazioni, l'Assemblea invita gli Stati membri a:
5.1 Ratificare, (se non l'hanno ancora fatto), la Convenzione sull'esercizio dei diritti dei minori (STE n ° 160) e la Convenzione sulle relazioni personali riguardanti i fanciulli (STE n ° 192);
5.2 Ratificare, (se non l'hanno ancora fatto), la Convenzione dell'Aia del 1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori e per implementare correttamente, assicurando che le autorità responsabili di far rispettare e cooperare, rispondendo prontamente;
5.3 Garantire che i genitori abbiano gli stessi diritti nei confronti dei loro figli nelle legislazioni e prassi amministrative, garantendo ciascun genitore il diritto di essere informati e di avere voce in capitolo nelle decisioni importanti che riguardano la vita del loro bambino e lo sviluppo, nel migliore interesse del bambino;
5.4 togliere dalle leggi le differenza basate sullo stato coniugale tra i genitori che hanno riconosciuto il loro bambino;
5.5 di introdurre negli ordinamenti il principio di residenza condivisa a seguito di una separazione, limitare eventuali deroghe per i casi di abusi sui minori o negligenza, o di violenza domestica, con la quantità di tempo in cui il bambino vive con ciascun genitore di essere regolata in base alle esigenze e gli interessi del bambino;
5.6 rispettare il diritto dei bambini a essere ascoltato in tutte le questioni che li riguardano quando si ritiene abbiano una conoscenza sufficiente delle materie in questione;
5.7 Prendere accordi di soggiorno in comune in considerazione dello svolgimento delle attività sociali;
5.8 Prendere tutte le misure necessarie per garantire che le decisioni in materia di residenza dei bambini e ai diritti di accesso sono pienamente applicate, anche in seguito alle denunce relative alla mancata consegna di un bambino all’altro genitore;
5.9 Incoraggiare e, se del caso, sviluppare la mediazione nell'ambito dei procedimenti giudiziari nei casi di familiari che coinvolgono i bambini, in particolare istituendo una sessione di informazioni obbligatorie, al fine di rendere i genitori consapevoli del fatto che la residenza condivisa potrebbe essere un'opzione appropriata nel miglior interesse del bambino, e di lavorare verso una tale soluzione assicurando che i mediatori ricevano una formazione appropriata, incoraggiando cooperazione multidisciplinare basata sul "modello Cochem";
5.10 Che i professionisti che vengono a contatto con i bambini nel corso dei procedimenti giudiziari nei casi di famiglia ricevano una formazione interdisciplinare necessaria sui diritti e sulle esigenze dei bambini di diverse fasce di età specifici, nonché sulle procedure che si adattano, in conformità con le linee guida sulla giustizia a misura di bambino del Consiglio d'Europa;
5.11 Incoraggiare i "piani genitoriali" che consentono ai genitori di determinare gli aspetti principali della vita dei loro figli con se stessi e introdurre la possibilità per i bambini di chiedere la revisione degli accordi che li riguardano direttamente, in particolare il loro luogo di residenza; (Al tribunale di Perugia sono una realtà, scaricabili dal sito del tribunale)
5.12 introdurre il congedo parentale retribuito a disposizione dei padri, la preferenza va al modello che non procastina i periodi di congedo.

*** Shared Parenting, in sintesi:
1- La shared parenting (traduz.: genitorialità condivisa) è riconosciuta dagli esperti come utile per i minori ed è necessaria la promulgazione di leggi che lo promuovano senza ulteriori ritardi. 2- L' ampliamento in sede legale della shared parenting include una diffusione della condivisione di autorità e responsabilità. 3- La shared parenting rappresenta la miglior forma di prevenzione di situazioni ad alto conflitto e di violenza tra genitori. 4- La shared parenting non deve essere applicata in caso di abusi o violenza domestica a patto che siano documentati. 5- La shared parenting previene l'alienazione di un genitore nelle famiglie separate. 6- C'è la necessità in questo settore della necessità di un network multidisciplinare costituito da operatori sociali, mediatori e psicologi. 7- ICSP richiede con forza che i singoli Stati aderenti al COE adottino la risoluzione 2079 in tema di affidamento condiviso. (n.b.: L'Italia è paese membro fondatore del COE.)


Video interviste ai relatori dell'evento:
visibili qui


Video dell'intero convegno:
visibile qui

Perugia i Protocolli :(scaricabili)
- Protocollo per il processo di famiglia

- Protocollo d'intesa per il contributo al mantenimento diretto e indiretto

Le Foto:
- Foto dell'Evento

 
 

Convegno Affido Condiviso Nuove acquisizioni

Written By Redazione on lunedì 3 ottobre 2016 | 08:52

CONVEGNO > Bologna - Venerdi' 28 Ottobre 2016 ore 14-18 
Evento in diretta streaming e video interviste.


AFFIDO CONDIVISO: NUOVE ACQUISIZIONI

MINORI E FAMIGLIA POST SEPARATIVA,
IL CONSIGLIO D'EUROPA CI CHIEDE UNO SFORZO EVOLUTIVO

Aula Primo Zecchi - Tribunale Civile - via Luigi Carlo Farini, 2 - 40124 Bologna 

> ISCRIZIONE OBBLIGATORIA All'indirizzo mail: info@colibri-italia.it , con oggetto: Accredito Convegno 28/10/2016
> Seguirà registrazione in aula dalle ore 14:00 alle 14:20

Richiesti crediti formativi per Avvocati e Operatori dei Servizi Sociali

Programma

Ore 14.15
Puntualità indispensabile
Accrediti

Ore 14.30
Saluto introduttivo
Roberto CASTELLI

Ore 14.45
Divorzio con figli minori: un problema di salute pubblica
Vittorio VEZZETTI

Ore 15.30
Violazione del diritto di visita tra nuovi e vecchi rimedi. Uno sguardo alla Giurisprudenza Cedu
Valeria MAZZOTTA

Ore 16.00
IL protocollo di Perugia verso una compiuta bigenitorialità
Simone PILLON

Ore 16.30
Alienazione genitoriale ed esiti psicopatologici in età adulta
Maria Cristina VERROCCHIO

Ore 17.00
Alienazione genitoriale dal punto di vista della Cassazione
Marcello Adriano MAZZOLA

Seguirà dibattito con il pubblico

La redazione 

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PRESS AREA

Per la Stampa : Convegno “Affido condiviso: nuove acquisizioni”
Bologna, 28 Ottobre 2016 Tribunale Civile.


Famiglia post separativa, una realtà, ma  il Consiglio d’Europa ci chiede uno sforzo evolutivo.

La famiglia che si separa può essere per i figli un esempio di prosecuzione degli affetti ma anche un esempio di civiltà se entrambi i genitori vengono valorizzati ed entrambi possano garantire la dovuta continuità affettiva ai loro bambini.

L’evidenza sul tema separazioni, stando all’ISTAT del 12 Novembre 2015 ci rivela che i matrimoni sono in costante calo, una probabile risposta della società a concause che non aiutano le famiglie nè i futuri genitori. Risultano celebrati 189mila matrimoni (52mila in meno rispetto all’anno precedente). 90mila sono le separazioni/divorzi (quindi la metà dei matrimoni), di cui per il 52% avvengono fra coppie con figli. Un calo del 25% fra le coppie più giovani e del 20% per le coppie più mature. 89mila separazioni, 52mila divorzi.
Calano le nascite in costanza di matrimonio, ma aumentano le nascite in coppie di fatto e sono almeno 300 mila i nuovi nati, un dato che ci parla di numeri di tutto rispetto in ogni caso.

L’emergenza è rappresentata da un profondo disagio sociale radicato soprattutto ma non esclusivamente laddove il conflitto prende il posto del buonsenso perché se è vero che esistono genitori intelligenti e sensibili che hanno a cuore i loro figli, esistono anche ex coniugi che scatenano vere e proprie guerre per il “possesso” dei figli, che come effetto negativo, comporta la “separazione” dai figli per l’altro genitore alimentando senza dubbio il lavoro di tanti avvocati e ingolfando i tribunali con cause su cause. L’aspetto deleterio è rappresentato in sostanza dal litigio, interruttore del futuro disagio garantito per i componenti della famiglia ed in particolar modo per i figli. Ma anche da una giustizia che taglia piuttosto che trovare linee armoniche e utili per la crescita dei minori, figli di separati.

Compaiono nuove terminologie come “Alienazione genitoriale” a definire ulteriormente i processi degenerativi dei legami figli genitori indotti da una visione che deve mutare ma per certo grazie ad un avvallo della giustizia che implicitamente la consente.
Occorre una cura, occorrono soluzioni efficaci, alcune già  esistenti e già viste all’estero, ad esempio, perché nel nostro paese in caso di conflitto scompare infatti agli occhi della giustizia la centralità della figura del minore rispetto i suoi genitori e pare decadere  il valore dell’apporto educativo di entrambi mamma e papà. Questo rappresenta l’errore più insostenibile da attribuire a chi gestisce la giustizia degli affidi nel nostro paese.
Ma sia chiaro, non lo diciamo noi, lo dicono il Consiglio d’Europa e la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo che ha più e più volte ammonito l’Italia per non aver saputo tutelare i rapporti tra genitore e figli dopo la separazione della coppia genitoriale:  il nostro paese viaggia a testa bassa mentre gli basterebbe alzare lo sguardo per cogliere come si muovono alcune altre nazioni europee, ed osservare i determinanti aspetti evolutivi in ambito affido minorile e quanta attenzione viene dedicata alla Shared Care (come ad esempio in Svezia, Belgio, Danimarca e alcune ragioni della Spagna.)

I figli dei genitori separati non costituiscono infatti un gruppo omogeneo e molto delle loro sorti dipende da quanto tempo è loro concesso di trascorrere con ambedue le figure genitoriali. Esiste ormai un’ampia letteratura scientifica che sta dimostrando come l’affido monogenitoriale all’italiana sia responsabile, direttamente o indirettamente, di disturbi e malattie fino a poco tempo fa impensabili (disturbi endocrini, del comportamento alimentare, malattie psicosomatiche, malattie psichiatriche). La gestione di dieci milioni di figli di coppie non conviventi in Europa e un milione e mezzo in Italia rappresenta quindi un problema di salute pubblica.

Prima grande responsabilità della conduzione all’italiana è l’incapacità di immaginare scenari migliori o la volontà esplicita proprio di volerli, non si coglie un futuro per la famiglia separata sul fronte del mantenimento degli affetti primari genitori figli. Si appalesa una pervicace volontà nello scindere gli affetti ed i legami familiari in caso di divorzi e separazioni con una curiosa e spesso incomprensibile conseguenza: la separazione degli adulti viene associata per uno dei due coniugi anche alla separazione da uno o più figli, producendo così di fatto un diffuso malcontento e disagio, ma anche creando un humus fertile in cui prosperano patologie fisiche e psicologiche nei bambini. Difficilmente la mediazione familiare riesce sempre ad appianare le controversie anche perché l’affido dei figli significa sulla carta l’ottenimento di benefit per il genitore “prevalente” termine inventato e troppo spesso funzionale a produrre passi indietro e sostanziare la non metabolizzazione da parte della giustizia italiana dell’affido condiviso e dei suoi valori, emanati ben un decennio fa.

Ecco che lo sguardo di chi dispone delle sorti della società è decisamente responsabile del benessere o malessere della società stessa, il concetto di parità genitoriale ed il coinvolgimento di entrambi i genitori deve essere garantito e promosso a beneficio del loro figli nell’interesse del loro sano sviluppo affettivo ed emotivo. Occorre maggiore sensibilità nel mondo politico e una lungimiranza scevra da interessi di parte, occorrono misure che depotenzino i conflitti e favoriscano gli affetti, questo occorre, insieme ad una maggiore consapevolezza e senso di responsabilità in chi decide di sposarsi e fare figli.
In tal senso il Consiglio di Europa ha deliberato i seguenti punti e invita gli operatori sociali, legali, politici del nostro paese di adottarli quanto prima:

Progetto di risoluzione
1 L'Assemblea Parlamentare ha costantemente promosso l'uguaglianza di genere sul posto di lavoro e nella sfera privata. Importanti miglioramenti in questo campo, mentre ancora non è sufficiente, si possono osservare nella maggior parte degli Stati membri del Consiglio d' Europa. Nelle famiglie, l'uguaglianza tra i genitori deve essere garantito e promosso dal momento in cui il bambino arriva. Il coinvolgimento di entrambi i genitori nell'educazione dei loro figli è benefico per il suo sviluppo. Il ruolo dei padri nei confronti dei loro figli, tra cui bambini molto piccoli, deve essere meglio riconosciuto e adeguatamente valorizzati.

2 responsabilità genitoriale condivisa implica che i genitori hanno diritti certi, doveri e responsabilità nei confronti dei loro figli. Il fatto è, però, che i padri sono a volte di fronte a leggi, pratiche e pregiudizi che possono causare loro di essere privati di relazioni durature con i loro figli. Nella risoluzione 1921 (2013) "La parità di genere, la conciliazione tra vita personale e lavoro e di responsabilità condivisa", l'Assemblea ha invitato le autorità degli Stati membri di rispettare il diritto dei padri di godere di responsabilità condivisa, garantendo che il diritto di famiglia prevede, caso di separazione o divorzio, la possibilità di affidamento congiunto dei figli, nel loro interesse, sulla base di comune accordo tra i genitori.

3 L'Assemblea desidera sottolineare che il rispetto della vita familiare è un diritto fondamentale sancito dall'articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo (STE n ° 5) e di numerosi strumenti giuridici internazionali. Per un genitore e figlio, la capacità di essere insieme è una parte essenziale della vita familiare. Separazione genitore-figlio ha effetti irrimediabili sulla loro relazione. Tale separazione deve essere ordinata solo da un giudice e solo in circostanze eccezionali comportanti gravi rischi per l'interesse del bambino.

4 Inoltre, l'Assemblea crede fermamente che lo sviluppo di responsabilità genitoriale condivisa aiuta a superare gli stereotipi di genere sui ruoli delle donne e degli uomini all'interno della famiglia e non è che un riflesso dei cambiamenti sociologici che hanno avuto luogo nel corso degli ultimi cinquant'anni, in termini di come la sfera privata e familiare è organizzata.

5 Alla luce di queste considerazioni, l'Assemblea invita gli Stati membri a:

5.1 segno e / o ratificare, se non l'hanno ancora fatto, la Convenzione sull'esercizio dei diritti dei minori (STE n ° 160) e la Convenzione sulle relazioni personali riguardanti i fanciulli (STE n ° 192);

5.2 segno e / o ratificare, se non l'hanno ancora fatto, la Convenzione dell'Aia del 1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori e per implementare correttamente, assicurando che le autorità responsabili di far rispettare la co-operare e rispondere prontamente;

5.3 garantire che i genitori hanno gli stessi diritti nei confronti dei loro figli dalle legislazioni e prassi amministrativa, garantendo ciascun genitore il diritto di essere informati e di avere voce in capitolo nelle decisioni importanti che riguardano la vita del loro bambino e lo sviluppo, nel migliore interesse del bambino;

5.4 togliere dal loro leggi alcuna differenza basate sullo stato coniugale tra i genitori che hanno riconosciuto il loro bambino;

5.5 di introdurre nei loro ordinamenti del principio di residenza condivisa a seguito di una separazione, limitare eventuali deroghe per i casi di abusi sui minori o negligenza, o di violenza domestica, con la quantità di tempo in cui il bambino vive con ciascun genitore di essere regolata in base alle esigenze e gli interessi del bambino ;

5.6 rispettare il diritto dei bambini a essere ascoltato in tutte le questioni che li riguardano quando si ritiene abbiano una conoscenza sufficiente delle materie in questione;

5.7 prendere accordi di soggiorno in comune in considerazione per l'aggiudicazione delle prestazioni sociali;

5.8 prendere tutte le misure necessarie per garantire che le decisioni in materia di residenza dei bambini e ai diritti di accesso sono pienamente applicate, anche in seguito alle denunce rispetto al fallimento di consegnare un bambino;

5.9 incoraggiare e, se del caso, sviluppare la mediazione nell'ambito dei procedimenti giudiziari nei casi di familiari che coinvolgono i bambini, in particolare istituendo una Court- ordinato sessione di informazioni obbligatorie, al fine di rendere i genitori consapevoli del fatto che residenza condivisa potrebbe essere un'opzione appropriata nel miglior interesse del bambino, e di lavorare verso una tale soluzione assicurando che i mediatori ricevano una formazione appropriata e incoraggiando cooperazione multidisciplinare basato sulla "modello Cochem";

5.10 in modo che i professionisti che vengono a contatto con i bambini nel corso dei procedimenti giudiziari nei casi di famiglia ricevano la formazione interdisciplinare necessaria sui diritti e sulle esigenze dei bambini di diverse fasce di età specifici, nonché sulle procedure che si adattano a loro, in conformità con la Consiglio d'Europa Linee guida sulla giustizia a misura di bambino;

5.11 incoraggiare piani di genitorialità che consentono ai genitori di determinare gli aspetti principali della vita dei loro figli se stessi e introdurre la possibilità per i bambini di chiedere la revisione degli accordi che li riguardano direttamente, in particolare il loro luogo di residenza;

5.12 introdurre pagato congedo parentale a disposizione dei padri, con la preferenza viene data al modello di periodi non trasferibili di congedo.

La domanda che dobbiamo porci è analoga all’impegno che dobbiamo assumerci, questo paese ha le carte e la mentalità rivolte a trovare soluzioni aggiornate, adeguate, responsabili o lavorerà a testa bassa senza ascoltare ancora a lungo? Perchè la differenza è determinante in chi osserva e suggerisce soluzioni e chi dirige senza porre attenzione ai segnali che provengono dalla società. Ultimo ma non ultimo, i patti prematrimoniali, posso aiutare le giovani coppie ad assumersi responsabilità e firmare accordi coniugali con una consapevolezza piena e matura? In molte parti del mondo ciò già accade, e dunque, perchè non da noi? Cosa lo impedisce?

Alla politica, e a chi conduce il paese lasciamo la risposta, consapevoli di aver dichiarato una grande sofferenza alla quale occorre porre certamente fine. I figli generati da due genitori, due genitori devono avere anche dopo la separazione fra adulti, perchè l’unica separazione da evitare, senza timore di smentita è quella dai figli, futuri colonizzatori di un futuro reso incerto da una guida che certezze non offre ancora.

Roberto Castelli
Resp. Pubbliche relazioni di Colibrì


Colibrì
è il coordinamento nazionale ed europeo di associazioni che condividono i temi dei diritti fondamentali dell’infanzia e della genitorialità post separativa. Nasce per l’espressa volontà di associazioni di genitori separati, distribuite sul territorio nazionale, per affrontare i temi tipici della società negli ambiti di competenza con un approccio interassociativo rivolto alla coesione, proponendosi con uno sguardo d’insieme  all’interno del paese, ma anche aprendosi al dialogo al resto col resto dell’Europa e alle nazioni della sua community, con l’intento di produrre risultati condivisi e condivisibili, forieri di un auspicabile crescita sociale.

Testimoni e propositori allo stesso tempo di passi fondamentali rivolti nella direzione dell’evoluzione sociale del paese e dei suoi abitanti, sui temi che rappresentano il focus e la nostra mission: tutelare l’infanzia e ridare nuovo vigore e dignità alle relazioni primarie genitori-figli, ridefinendo e rileggendo tutti i valori in campo per offrire maggiore umanità e rispetto nei confronti delle famiglie che si separano con cura e rispetto di tutte le parti coinvolte.
Colibrì si propone di aprire un dialogo qualificato con le istituzioni e le realtà confederative europee, in considerazione del fatto che non ci si può più confrontare solamente con la propria classe politica viste le dimensioni estese del fenomeno separativo e le insufficienti risposte ed impegni dei singoli paesi europei.

A fronte di un problema decisamente comunitario, che in ambito nazionale non riceve risposte politicamente mature o  sensibili,  è doveroso aprirsi agli altri coordinamenti per proporre e condividere coi singoli paesi della Community una “linea europeista” che possa divenire di riferimento per ciò che riguarda in maniera allargata “il tema della tutela del minore” e fare sì che il nostro continente divenga un luogo di condivisa sensibilità sui temi dell’ Infanzia lesa dal fenomeno separativo, uscendo dalla logica del pregiudizio, per entrare in quella della soluzione armoniosa e evoluta,  per uscire da un enpasse storico-culturale dove alle domande della società, i rappresentanti dei governi possano rispondere con vera sensibilità, condividendo anche  le nostre esperienze basilari.

Associazioni italiane aderenti:
http://www.colibri-italia.it/p/associazioni-italiane.html


Associazioni europee aderenti:
http://www.colibri-italia.it/p/associazioni-italiane.html


 

Decennale della legge sull'Affido Condiviso. L.54/2006

Written By Redazione on domenica 7 febbraio 2016 | 00:33

07 Febbraio 2016
Dieci anni fa, l’otto febbraio 2006 veniva approvata dal Parlamento italiano la legge 54 sull'affidamento condiviso. Purtroppo, come ricorda la Senatrice Baio, correlatrice all’epoca del testo col Senatore Paniz, essa si è rivelata un grande fallimento.
 
Benchè il testo reciti, un po’ genericamente, che “anche in caso di separazione personale dei genitori il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale”, di fatto oggi in Italia dopo qualche anno dalla separazione della coppia genitoriale il 30% di questi minori diventa orfano di genitore vivo. Molti vedono un genitore (nel 90% dei casi il padre), poche ore alla settimana. Sotto i tre-quattro anni la quasi totalità dei Tribunali vieta con una legge non scritta il pernottamento presso il papà. L’Italia è il Paese europeo più sanzionato dalla CEDU per violazione dell’articolo 8 che sancisce il diritto di tutti, anche del papà separato, ad avere una vita affettiva e familiare. 

Una situazione che, come dimostrato dal pediatra Vittorio Vezzetti con una complessa ricerca comparativa presentata presso ONU e Parlamento Europeo, ci relega al fondo dell’Europa e che non vede a breve via d’uscita.
Il nocciolo del problema è lo scollamento tra la magistratura italiana, schierata con fior di sentenze, anche di Cassazione, contro una condivisione reale ed equivalente dei tempi (che esporrebbe, secondo i giudici, i minori a destabilizzanti peregrinazioni tra due abitazioni e a maggiori esposizioni al conflitto familiare) e il corpus dei 75 studi accreditati internazionalmente dal 1977 ad oggi che ormai hanno dimostrato inequivocabilmente con ricerche condotte su centinaia di migliaia di minori che i le famiglie separate in cui i figli frequentano ognuno dei genitori per almeno un terzo del tempo rappresentano la struttura post separativa migliore, con parametri di benessere molto vicini a quelli delle famiglie unite.
 
Sul punto è intervenuto il 2 ottobre addirittura il Consiglio d’Europa che, dopo mesi di studio e di audizioni di esperti internazionali, ha invitato con la risoluzione 2079 tutti gli Stati ad adeguarsi ai modelli dei Paesi più progrediti (Svezia, Danimarca, Belgio) e a promuovere affidamenti che prevedano tempi di permanenza più o meno uguali (compresi comunque nel range 35-65%) presso mamma e papà a partire dall’anno di età. Questo in virtù dei benefici documentati di un affido materialmente condiviso e dei danni di un affido sostanzialmente monogenitoriale come quello italiano. La risoluzione a tutt’oggi è stata ignorata e, anzi, la Cassazione a dicembre si è ancora schierata contro l’affido alternato e materialmente condiviso (ma così anche contro i dati oggettivi che provengono dal mondo della ricerca) con la ordinanza 25418/2015.
Il più autorevole raggruppamento di associazioni per la bigenitorialità, COLIBRI’, ha segnalato ripetutamente ai Garanti per l’Infanzia, al Presidente del Consiglio e alla Presidente della Commissione Infanzia la necessità di recepire al più presto la risoluzione del COE e di divulgare il modello del Tribunale di Perugia, unico a rispettarla. “Nessuna risposta”, commenta sconsolato il vice Presidente Roberto Castelli, “in questo momento le priorità sono altri tipi di genitorialità e comunque i figli di separati sono abbandonati a se stessi con una sequela di danni di natura biomedica e sociale. 

Alcuni Comuni dell’Emilia Romagna di cui alcuni con prevalenza PD nei consigli comunali  hanno persino rifiutato il Registro informativo comunale della bigenitorialità con cui si chiedeva che le informazioni inerenti il minore venissero inoltrate a tutti e due i genitori”. Aggiungiamo che 10 anni sono passati senza ottenere cambiamenti sostanziali in ambito affido minorile, ci chiediamo cosa o quanto occorre al nostro paese per adeguarsi e crescere ispirandosi a paesi che prima di noi hanno affrontato questi temi e hanno provveduto strada facendo a migliorarne molteplici aspetti. Invece noi non progrediamo ma non solo,  evitiamo accuratamente di preoccuparci dello stato dei figli dei separati convinti di fare l’interesse del minore senza quell’umiltà indispensabile di guardarsi attorno e vedere come si muovono altri paesi, rimanendo così il fanalino di coda d’Europa.

La redazione

Bonn: Convegno Internazionale sull'affidamento materialmente condiviso

Written By Redazione on mercoledì 16 dicembre 2015 | 01:17


"Dagli esperti dati importanti sulla progressione della Shared Parenting" 

Si è tenuto a Bonn dal 9 al 12 dicembre il consueto convegno internazionale sull'affidamento materialmente condiviso organizzato dall'International Council on Shared Parenting. Vi hanno partecipato oltre cento professionisti (avvocati, psicologi, magistrati,medici, mediatori familiari) provenienti da 20 Nazioni distribuite in tre continenti. Per la prima volta ha partecipato una delegazione della Malaysia con un interessante contributo sull'affido dei minori in quel Paese. Per l'Italia ha partecipato il responsabile scientifico di Colibrì Vittorio Vezzetti illustrando i princìpi presenti nei due progetti di legge (1163 del Senato e 2507 della Camera) e nel protocollo del Tribunale di Perugia.
E' emersa la consueta immagine di un' Europa della bigenitorialità a tre velocità o tre vagoni: nel primo e più progredito abbiamo rilevato un grande movimento. In Svezia, infatti, l'affido alternato raggiunge ormai il 40%  dei casi di divorzio e le continue ricerche dimostrano grandi benefici come illustrato da Malin Bergstrom del Karolinska Institute, tra cui una scarsa percentuale di minori che perdono contatto con uno dei genitori (13%). In questo contesto di equità genitoriale (e non solo, visto che non è previsto un assegno per l'ex coniuge ma solo per il mantenimento della prole) la conflittualità continua a crollare e ormai, secondo gli ultimi dati, solo il 2% delle coppie affronta un percorso giudiziale. Nell'esperienza del Comune di Malmoe le coppie che si rivolgono al sistema municipale di mediazione con successo, sono il 67-70%, quelle che vi vengono inviate in forma coatta dal giudice trovano invece un accordo in poco meno del 50%.
Anche in Belgio la diffusione massiva dell'affido paritetico ha raggiunto notevoli valori (circa il 30%) e malgrado ciò sono ancora allo studio nuovi provvedimenti legislativi per diffondere ulteriormente questa modalità di affidamento. Il “Nest Modell” (i figli stazionano nella casa e i genitori vi si alternano) rappresenta una piccola parte di tutte le sistemazioni post separative (meno del 3%).

Grossi risultati sono anche stati riportati negli ultimi anni dalla Danimarca: attualmente il 23% dei minori figli di separati vive secondo lo schema 7 giorni col papà e 7 con la mamma. Il 4% secondo lo schema 8/6, il 21% secondo quello 9-5 e solo il 12% dei minori perde contatto con l'altro genitore (in Italia è il 30%). La tendenza è comunque verso un deciso aumento.

In procinto di salire sul primo vagone anche la Spagna: ormai in Catalogna, Aragona, Baleari e Comunità valenciana l'affido materialmente condiviso (nella maggior parte dei casi alternato, negli altri dai 10 pernottamenti in su) ha ampiamente superato il 30% e punta decisamente verso il 40.
Inoltre prossimamente si aggancerà a queste regioni quella dei Paesi Baschi che ha promulgato nel 2014 una legge che dà priorità all'affido materialmente condiviso. La media nazionale di affido materialmente condiviso (custodia compartida) è del 21% perchè esistono nelle regioni meno sviluppate aree legate a vecchi stereotipi.

Nel secondo vagone, insieme all'Olanda, resta la Francia, sempre ancorata a un 17-19% ( a seconda degli studi) di affidamenti con almeno il 35% del tempo presso ciascun genitore. A questi dobbiamo aggiungere però una grossa fetta di affidi con ripartizione 30-70 data l'abitudine dei giudici transalpini di consentire grossi recuperi durante l'estate al genitore less involved (metà delle vacanze scolastiche estive invece dei nostri soliti 14-21 giorni).

Nel terzo vagone troviamo, ma probabilmente per poco tempo ancora, la Svizzera: questo paese fino a luglio 2014 non prevedeva l'affido condiviso e non garantiva nessun diritto ai padri biologici non sposati. nel luglio 2014 ha messo riparo a queste gravi mancanze e nel 2016 dovrebbe promulgare una legge che renderà prioritario l'affido materialmente condiviso (shared parenting).
In Austria e Germania la situazione è stazionaria (lo shared parenting in Germania riguarda attualmente circa l'8,1% dei minori, il 4.8 se ci limitiamo al range 60-40%, e ancora oggi il 17.2% dei figli perde completamente contatto con uno dei genitori dopo la separazione e una fetta robusta pari al 25,2% mantiene uno o massimo due contatti al mese). Nell'ottica del Ministero SPD della famiglia, è stato riportato, le priorità attualmente sono le famiglie tradizionali, quelle patchwork e quelle arcobaleno piuttosto che quelle separate.
Sempre nel terzo vagone troviamo anche i Paesi ex comunisti, la Grecia, il Portogallo, la Turchia e l'Italia che mantiene incomprensibilmente il record europeo e mondiale negativo di affido esclusivo al padre (0.7%). L'analisi ci mostra che i Paesi che hanno sperimentato l'affido materialmente condiviso si sono trovati bene registrando vistosi incrementi e contestualmente anche una riduzione sensibile della percentuale di minori che perdono contatto con uno dei genitori. I Paesi, come l'Italia, che sono rimasti legati a forme più arcaiche di affidamento e con magistrature più conservatrici e restie ad accettare le nuove evidenze a favore dell'affido materialmente condiviso, non mostrano segni di cambiamento e sono bloccati in un immobilismo assoluto. In questi Paesi la probabilità per un minore di perdere contatto con uno dei genitori dopo la separazione è del 30% e oltre. Al convegno erano presenti anche esponenti di USA e Canada.




Ned Holstein, National Parents Organisations, USA
Ned Holstein ha illustrato la complessa situazione di una Nazione con 50 legislazioni diverse e un modello legale meno codificato del nostro (common law). Su base statale le indagini rivelano un 83% di minori che vivono con la madre, un 7% col padre e un 10% in shared parenting ma esistono enormi differenze tra Stato e Stato. La situazione comunque è in evoluzione come dimostra la recente approvazione di una legge che rende prioritario l'affido materialmente condiviso nello Utah.

In Quebec, lo Stato più progredito del Canada in tema di bigenitorialità, la ricercatrice universitaria Marie Christine Saint Jacques ha precisato che l'affido alternato supera ormai il 25%  del totale e gli affidi non alternati ma inclusi nel range 65%-35% coprono oltre il 30% dei minori.
Applauditissimo l'intervento di Madame Hetto Gaasch, deputata presso il COE e vera artefice della risoluzione 2079 del Consiglio d'Europa in favore dello Shared Parenting, le cui motivazioni ha dettagliatamente illustrato: volontà di eliminare le palesi discriminazioni di genere nel campo della genitorialità, il desiderio di armonizzare prassi ingiustificatamente diversissime tra loro privilegiando quelle dei Paesi più evoluti, l'ambizione di favorire l'esercizio della genitorialità secondo canoni che la ricerca moderna ci indica come i più idonei a un corretto e sano sviluppo dei minori.

Hon. Hetto Gaasch, Consiglio d'Europa
“Ora”, ha sottolineato Madame Hetto Gaasch, “tocca però alle associazioni di genitori dei vari Paesi chiedere con forza ai propri Ministeri e ai propri governi il recepimento di questa risoluzione”.
(ndr) E, aggiungiamo noi che Ministeri e Governi siano consapevoli di ciò che accade e quanto funzioni, fuori dai loro stretti confini in materia di affidi minorili. Il convegno si è concluso con la formulazione di sette enunciati chiave che condensano i tre giorni di intenso lavoro.
In sintesi:
1-lo shared parenting è riconosciuto dagli esperti come utile per i minori ed è necessaria la promulgazione di leggi che lo promuovano senza ulteriori ritardi. 2-Un ampliamento in sede legale dello shared parenting include una diffusione della condivisione di autorità e responsabilità. 3-Lo shared parenting rappresenta la miglior forma di prevenzione di situazioni ad alto conflitto e di violenza tra genitori
4-Lo shared parenting non deve essere applicato in caso di abusi o violenza domestica a patto che siano documentati. 5-Lo shared parenting previene l'alienazione di un genitore nelle famiglie separate. 6- C'è la necessità in questo settore della necessità di un network multidisciplinare costituito da operatori sociali, mediatori e psicologi. 7-ICSP richiede con forza che i singoli Stati aderenti al COE adottino la risoluzione 2079 in tema di affidamento condiviso.

dall'alto a sin. Alex Masardo, UK, e Catalin Bogdan di ARPCC Romania entrambi con VittorioVezzetti, 
in basso i rappresentanti dai vari paesi del mondo intervenuti .


16/12/2015 La redazione