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5 Febbraio, Convegno e II° Tavolo tecnico Colibrì - A.N.F.I.

Written By Redazione on domenica 13 gennaio 2013 | 04:03



5 Febbraio, Convegno e II° Tavolo tecnico Colibrì-A.N.F.I.
<Affrontare la Crisi della Famiglia nel nome dei Figli>


Scaricare l'invito al link sottostante:
Importante, attenersi alle indicazioni per l'abbigliamento e le modalità di accreditamento.
www.rc-comunicazione.it/images/gs/InvitoConvegno5-2-2013.pdf


Programma in definizione, alcune presenze da confermare:


Ore 9,00 >  Accrediti

Ore 9,30 -9,40 >  Dr. Massimo Rosselli del Turco
Presidente di “Aiutiamo le Famiglie A.Le F.” e portavoce parlamentare di Colibrì
Apertura lavori

Ore 9,40 – 9,50 > Dr.ssa Alessandra Gallone
Senatrice Alessandra Gallone, Capogruppo Fratelli d'Italia-Centrodestra Nazionale
Saluti del Senato e presentazione del Convegno
 09.50 – 10,00  > Dr. Osvaldo Baldacci
Capo Ufficio Stampa del Presidente On. Rocco Buttiglione
Saluti del Presidente Buttiglione
Ore 10,00 -10,40 > Dr. Vittorio Vezzetti
Resp. Scientifico di Colibrì, Presentazione del Documento
“L’interesse del minore nelle differenti strutture familiari”
I°articolo medico-scientifico italiano in tema di domiciliazione dei figli di coppie separat


10,40 – 11,00 > Dr. Vincenzo Spadafora
Garante Nazionale dell’Infanzia e l’Adolescenza
I rapporti del Garante con le Associazioni per la tutela dei minori

11,00 – 11,20 > Dott. Giuseppe Di Mauro,
Presidente della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale
Prevenire il disagio attraverso la bigenitorialità

11,40 – 12,00 > Dr.ssa Edda  Samory
(Presidente dell’Ordine Nazionale degli Assistenti Sociali
L’assistente sociale nelle separazioni, nuove disposizioni
e orientamenti dell’Ordine


12,00 – 12,20 > Dr. Massimo Rosselli del Turco
Rappresentante Parlamentare di Colibrì
Programma dei Lavori di Colibrì per il 2013

12,20 – 12,40 > Prof. Matteo Villanova Docente Università di Roma3 Titolo da definire

12,40 – 13,00 > Dr. Giuseppe Luigi Palma
Presidente del Collegio nazionale Ordine Psicologi
Evoluzione del pensiero degli psicologi in tema di domiciliazione

13,00   > Presentazione della Senatrice Gallone
del libro sui separati “Nel nome dei Figli” del Dott.Vittorio Vezzetti,
invitata Sen. Emanuela Baio, correlatrice l.54/06.


Pausa Pranzo  13,15 - 14,00

14,00 - 14,20 > Dr. Francesco Morcavallo
Giudice al Tribunale dei Minorenni di Bologna
Due focolari: dalla famiglia-istituzione alla tutela degli affetti

14,20 - 14,40 > 14,20 - 14,40 > Avv. Carlo Ioppoli
Presidente dell’Associazione Avvocati Familiaristi Italiani
Mediazione familiare e processo civile

A seguire dibattito fino alle 17,00

Lettera aperta alle forze dell'ordine

Written By Redazione on sabato 20 ottobre 2012 | 07:17


In merito ai fatti recentemente occorsi a Cittadella e la vicenda del minore portato via da scuola che, non del tutto imprevedibilmente, si stanno replicando in altri contesti e regioni, vorremmo esprimere il nostro appoggio alle forze dell’Ordine. Siamo consapevoli che siete chiamati ad un lavoro difficile, reso ancora più complicato dal fatto che svolgerlo significa anche essere mandati allo sbaraglio non come “uomini in divisa” ma – soprattutto - come persone. Persone dotate di cuore e di convincimenti personali a proposito di questioni delicate, ma anche consapevoli e informati sulla complessità dei fatti e delle motivazioni che spingono ad un agire che può apparire eccessivo. In effetti, il metodo è parso sproporzionato perché applicato ad un bambino. 

Ma oltre a questo ci è arrivata anche la sensazione che siate stati lasciati soli ed impreparati davanti all’aggressività dei media e delle evidenti strumentalizzazioni di alcuni soggetti che, forse, con scaltro opportunismo, individuano nel vostro operato il capro espiatorio per non fare luce sulla questione delle separazioni conflittuali dei coniugi con figli. La legge attuale (54/2006) – benché migliorabile (DDL 957 ora in esame al Senato) – non è deprecabile: deprecabile invece è il fatto che venga puntualmente disattesa per “consuetudine”, per “prassi”, per “interpretazione”. Il sistema è farraginoso, lento e pigro; impastoia il vostro operato e, soprattutto, ingabbia per anni la vita ed i sentimenti delle persone (adulti e bambini) perché non si è in grado – o, forse, non si vuole – adeguarsi alla società contemporanea e cominciare a considerare tutti PERSONE UGUALI, preferendo tutelare gli uni più degli altri in virtù di una logica obsoleta inquinata da pregiudizi sessisti. Far rispettare la legge è necessario. 

Purtroppo qualcuno sta tentando di far passar il messaggio che esistono 2 tipi di legge: una ammissibile e una che non lo è perché contraria alle "abitudini" consolidate. Da qui al reclamare leggi diverse a seconda del sesso, dell’etnia, dello stato sociale, della religione, delle abitudini alimentari… il passo è più breve di quanto non si pensi. Le persone dovrebbero essere tutte uguali, vi dovrebbe essere la certezza del Diritto e della Pena, ma questo ormai sembra solo un retaggio risorgimentale. Un retaggio ipocritamente sbandierato per festeggiare il 150° dell’Unità d'Italia, ma non per ricordare che tutti i cittadini (uomini, donne, madri e padri) sono, o meglio, dovrebbero stare, agli occhi della Giustizia, sullo stesso piano e ugualmente perseguibili, se sbagliano. La Giustizia è rappresentata bendata Perché la Giustizia “vede” con gli occhi della Mente e non deve farsi influenzare dalle apparenze. A qualcuno invece piacerebbe una Giustizia accecata, e magari asservita ai media. 

Chiediamo che, alle Forze dell'Ordine, siano forniti strumenti per agire con competenza e opportunità ed umanità e tutta la professionalità dovuta in casi come quello di Cittadella, ma anche che le Forze dell'Ordine non debbano pagare i costi di una giurisprudenza così arroccata in una torre d’avorio da sembrare di aver abdicato al suo primo dovere: la tutela del cittadino. Alla resa dei conti cosa abbiamo? Un bambino di 10 anni che per META' della sua vita ha visto che una legge, una norma, una sentenza, quindi, una REGOLA può essere aggirata, ostacolata, contrastata. Un bambino che porterà con sè questa eredità: per applicare la Legge occorre la forza; per eluderla basta agire con furbizia, urlare, piangere e occupare i palinsesti televisivi.

La redazione di Colibrì