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I minori europei di fronte al divorzio dei genitori

Written By Redazione on sabato 28 marzo 2015 | 05:11


(riassunto della ricerca originale presentata presso il Parlamento Europeo in Strasburgo e presso il Comitato ONU per i Diritti del Fanciullo) 
Ricerca sulle abitudini di 15 differenti paesi europei in tema di tutela del diritto dei bambini alla bigenitorialità

Risulta ormai provato che il ruolo della figura genitoriale ha pesanti influenze dirette sullo stato di salute non solo psicologico ma anche fisico dei figli. Purtroppo a seguito del divorzio della coppia genitoriale molti minori europei perdono i contatti con un genitore con gravi ripercussioni sociali e biomediche.
La seguente ricerca vuole essere una panoramica sulle differenti abitudini dei vari Paesi europei in tema di tutela dell'interesse del minore. Emergono sia una concezione molto differente da Paese a Paese dell'interesse del minore (a differenza di quanto avviene in ambito medico in cui esistono linee guida condivise) sia una sostanziale inadeguatezza globale della tutela del diritto del minore alla bigenitorialità: nella maggior parte dei casi la marginalizzazione di un genitore inizia proprio per disposizione dell'autorità giudiziaria. Si afferma la necessità di un intervento delle istituzioni europee a tutela del minore per rafforzare l'omogeneità delle prassi e l'uniformità ai modelli migliori e più aggiornati, in modo analogo a come, in Medicina, si procede con l'audit clinico. Emerge anche la necessità –per evitare anacronistici localismi e tutelare al meglio i minori evitando discriminazioni sulla base della nazionalità- di passare da un linguaggio giuridico-formale a uno di natura scientifica facilmente comprensibile e applicabile da tutti gli Stati membri e relativi ordinamenti giudiziari.

Appare anche su "Pediatria Preventiva & Sociale" , l'organo ufficiale della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale
Link to: Articolo di Pediatria Preventiva & Sociale

ABSTRACT
 It is universally acknowledged that the role of a parental figure has a huge direct influence on chil-dren's health, both from a psychological and physical point of view. After divorce of the parental couple many European children lose the possibility to keep in contact with one of their parents, with dramatic social and biomedical consequences.
This research aims at providing a general overview on the different practices of several European countries on the subject of the protection of children's interests. This survey shows that there are still very different conceptions of children's protection, varying from country to country (contrary to the medical world where shared and common guidelines usually exist) and there is also a global inadequate perception of the importance of co-parenting principle: in most cases, one of the parents is originally marginalised as a consequence of judicial disposition. An intervention of the EU institutions aimed at guaranteeing the protection of children's rights and harmonising existing good practices (as would happen in medical science) seems therefore urgently needed. There is also a clear need for switching from a formal-legal language to a scientific language, which could be understood and applied by all Member States as well as introduced into the relevant legal systems (in order to avoid discrimination based on children's nationality).


INTRODUZIONE

Risulta ormai provato che il ruolo della figura genitoriale ha pesanti influenze sullo stato di salute non solo psicologico ma anche fisico dei figli. In particolare sono note influenze sulla soddisfazione di vita, sugli equilibri ormonali (ossitocina, cortisolo, vasopressina, GH, ecc.), sulla probabilità di avere da adulti attacchi di panico in soggetti predisposti, sull'integrità cromosomica con possibili ripercussioni sulla discendenza, sui livelli di PCR e altri parametri bioumorali. (1,2,3,4,5,6,7)
Dal punto di vista sociale sono documentati da tempo effetti sulla piccola criminalità, sulla dispersione scolastica, sul tabagismo, sulle gravidanze indesiderate e sullo status economico. (8,9,10)
La cosa non deve stupire in quanto anche in modelli animali sono ampiamente dimostrati danni organici legati alla carenza genitoriale in specie normalmente a cura bigenitoriale della prole (scimmie Titi, varie specie di roditori ecc.). (11,12).Risulta quindi inappropriato relegare la tematica al solo Diritto di famiglia dovendosi includere anche aspetti di altra natura, in primis di natura biomedica e psicologica.
Purtroppo non raramente nella vita dei figli una figura genitoriale viene smarrita e, nei Paesi industrializzati, principalmente per motivi legati al divorzio, alla nascita avvenuta al di fuori del matrimonio, a mutamenti avvenuti nella convivenza dei genitori. (13)
Per quanto riguarda la fattispecie del divorzio, evento sempre più comune in Europa


Tabella I (click on per ingrandire la tabella)
> tassi di divorzio per mille abitanti in Europa (Fonte Eurostat)





e che riguarda quasi dieci milioni di minorenni, l'Autore ha voluto fare una panoramica sui differenti approcci da parte dei sistemi giudiziari europei. La ricerca seguente è stata molto complessa e per certi versi unica sia per la carenza in molti Stati di dati governativi (soprattutto all’Est) cosa che ha comportato la necessità di ricercare studi locali, sia perché alcune casistiche sono reperibili solo in lingua nazionale e non in inglese (per cui è stato necessario avvalersi di molti traduttori madrelingua), sia  perché tendente a paragonare costumi sociali, terminologie, giurisprudenze e leggi diverse, sia perché le coppie non sposate tendono a rivolgersi poco ai tribunali e soprattutto perché le differenti amministrazioni europee tendono a pubblicare dati formali che non di rado sono in totale contrasto con la realtà materiale della concreta applicazione della legge.
A questo proposito il caso esemplificativo dell'Italia è clamoroso (ma tutt'altro che isolato): a fronte di una legge quasi idilliaca che postula il diritto del minore ad avere rapporti significativi e continuativi con ambedue i genitori dopo la separazione dei medesimi (affido condiviso, applicato formalmente in oltre l'89% dei casi), l’affido paritetico riguarda il 2% dei figli e la ripartizione teorica dei tempi di coabitazione per tutti gli altri è invece circa dell'83% col genitore prevalente (o collocatario) e del 17% presso il genitore secondario, mentre la ripartizione pratica è ancora inferiore al punto che il Paese è stato più volte condannato dalla Corte Europea di Strasburgo per non avere assolutamente tutelato i rapporti tra prole e genitore separato e quasi un minore su tre perde i rapporti continuativi con uno dei genitori dopo la separazione materiale della coppia genitoriale. (14) La Svezia, invece, che vanta l’analoga percentuale di affido legalmente condiviso del 92%, vede il 30% dei minori figli di coppie separate trascorrere tempie equivalenti tra i due genitori.
All’interrogazione con richiesta di risposta scritta E-000713/2013 dell’on. Roberta Angelilli,
la Commissione Europea ha ammesso di non essere a conoscenza di studi, migliori prassi o dati riguardanti la custodia condivisa dei figli o la bi-genitorialità e ha affermato che la definizione di affidamento condiviso appartiene al Diritto sostanziale di famiglia e, in quanto tale, non rientra nell'ambito di competenza dell'UE ma esclusivamente in quello degli Stati membri.
Ciò spiega, per la Commissione, le eventuali disparità tra i sistemi nazionali per quanto riguarda la definizione di affidamento condiviso e la sua effettiva attuazione. (15)
A questa interrogazione ne è poi seguita per mano dell’On. Sonia Alfano un’altra (rivoluzionaria in quanto tendente a sottrarre in parte il tema al mondo forense per rimettere al centro dell’agone il benessere dei minori valutato secondo criteri medico-scientifici) che testualmente dice: Risulta chiaro che tale tematica, ben lungi dall'essere considerata un localistico problema di diritto di famiglia come potrebbero esserlo invece il mantenimento o l'assegnazione della casa, debba essere invece affrontata con un più universale linguaggio scientifico che ogni sistema giudiziario potrà poi recepire in piena autonomia secondo le proprie modalità. Poiché, evidentemente, non può dirsi davvero unita e solidale un'Europa che non assicura le stesse cure a tutti i «suoi» figli, ed essendo ormai disponibile in letteratura scientifica un'ampia mole di materiale; può la Commissione precisare se intenda, in un'ottica di eguale diritto alla salute, eseguire o valutare ricerche volte a definire delle best practices che possano essere di guida agli Stati membri nell'ottica di una maggiore armonizzazione delle procedure? (16)

LA SITUAZIONE EUROPEA
Per amor di sintesi condensiamo l’analisi in tre tabelle che dimostrano le enormi differenze dei vari Paesi europei in tema di ripartizione media dei rapporti di coabitazione e cura tra i due genitori, affido paritetico, affido materialmente condiviso o physical joint custody. Nel nostro studio intendiamo physical joint custody la forma di affido in cui il minore resta dal 30 fino al 50% del totale (tipico dell’affido alternato) col genitore B.
 L’Italia è agli ultimi posti per quanto concerne i primi due parametri e in posizione intermedia, comunque lontana dai modelli positivi europei, per l’ultimo. Al fine di avvicinare il nostro Paese ai modelli europei l’Autore ha collaborato alla stesura dei ddl 1163 e del pdl 2507 depositati presso il Senato e presso la camera dei Deputati. Per approfondire il tema si rimanda alla ricerca integrale pubblicata  a questo link

Tabella II
> Stima del tempo teoricamente previsto in media per il secondo genitore















Tabella III

tutela del diritto dei minori alla bigenitorialità (co-parenting) di fronte al divorzio dei genitori  nei differenti Paesi Europei  secondo la stima della custodia paritetica


 Tabella IV
>










DISCUSSIONE 
Uno dei risultati più clamorosi ed evidenti dello studio è stato che i bambini europei, malgrado le acclarate ricadute dirette del mantenimento dei rapporti coi propri genitori sul loro benessere piscofisico, non sono trattati nella stessa maniera di fronte al divorzio dei genitori stessi: è stato possibile infatti evidenziare notevolissime differenze di trattamento validate statisticamente circa il diritto alla bigenitorialità dei minori e il diritto di accesso alle migliori prassi a seconda delle  nazionalità.
I diritti dei bambini greci e italiani, per esempio, sono tutelati assai diversamente da quelli dei bambini francesi o svedesi, e questi ultimi assai diversamente da quelli dei romeni o degli slovacchi e questo sicuramente ha ripercussioni importanti e variegate sul loro stato di salute. Il contatto con almeno uno dei genitori a qualche anno dalla loro separazione, per fare un’ulteriore esempio, viene perso dal 14% dei minori svedesi e dal 30% di quelli italiani.
Giova ricordare che Robert Bauserman, nella sua celebre metanalisi del 2002 tendente a confrontare joint custody versus sole custody, pose pragmaticamente il cut off al 25% del tempo col genitore B, soglia sotto la quale egli ritenne si dovesse parlare solo di affido esclusivo indipendentemente dalla cornice giuridica formale.  (17)
Importante far notare che anche solo il cut off al 25% porrebbe la quasi totalità dei paesi europei in un contesto di affido esclusivo malgrado la tanto sbandierata e reclamizzata istituzione dell’affido condiviso.
In realtà oggi si tende ad essere più selettivi ancora e la physical joint custody, l’affido materialmente condiviso detto anche shared custody, viene poi fatto partire, a seconda dei Paesi, dal livello del 30, del 33,3 o del 35% (fino al 50% del totale).
In generale dobbiamo comunque dire che il panorama generale è indiscutibilmente triste: sono centinaia di migliaia i minori europei che perdono rapporti continuativi con uno dei genitori dopo la separazione (molto più frequentemente il padre) e i sistemi giudiziari paiono incapaci di porre freno alla situazione. Questo comporterà gravi conseguenze nei prossimi anni sia biomediche che sociali.
Una ragione di ciò è che la tematica ovunque è sempre stata affrontata da un punto di vista esclusivamente giuridico e l'Unione europea riconosce una totale autonomia dei singoli membri nella gestione del Diritto di famiglia. Questo ha favorito dei localismi, talora avulsi dalle best practices dei Sistemi più evoluti.
Non è un caso che nella maggior parte degli Stati dell’argomento si occupino quasi esclusivamente i Ministeri della Giustizia e non quelli dell’Infanzia o della Salute.
 Ad avviso dell'Autore le risultanze della ricerca dimostrano la necessità di cambiare finalmente il tipo di linguaggio e di iniziare ad affrontare la tematica da un punto di vista scientifico, cosa che consentirebbe un linguaggio unico e una riduzione delle discriminazioni e dei danni ai minori, ferma restando l’autonomia giuridica dei singoli Stati.
L'auspicio è che, magari a partire da una raccomandazione centrale, vi sia la spinta verso un'armonizzazione dei comportamenti rifacendosi a quelli dei Paesi più progrediti in questo settore.
Un’altra doverosa osservazione è che i costumi giudiziari europei, inoltre, tranne alcune eccezioni non appaiono congrui con le più moderne ricerche scientifiche (a fronte di un Sapere medico-biologico che si rinnova del 50-70% ogni 15 anni troviamo una Giurisprudenza immobile)  che riconoscono come benefiche per i minori le relazioni quanto più possibile paritetiche con ambedue i genitori.
Nella sua importante revisione Linda Nielsen conclude con quattro affermazioni:
Innanzitutto che i bambini in affido materialmente condiviso (per lei dal 35 al 50% del tempo col ge-nitore B) stanno come e meglio di quelli collocati esclusivamente presso il domicilio materno.
Secondariamente che i genitori, sfatando un mito delle aule giudiziarie, non devono essere straordi-nariamente cooperativi, privi di conflittualità, o entusiasti della shared custody.
Terzo che, a distanza di tempo, i giovani adulti figli di queste famiglie in shared custody esprimevano la loro assoluta soddisfazione.
Quarto e ultimo punto la sottolineatura che la maggior parte dei Paesi industrializzati sta provvedendo a un mutamento delle leggi e assiste a un cambio dell’opinione pubblica nei confronti della shared custody. (18) Indiscutibili sono ormai risultati i benefici di un affido materialmente e non solo legalmente condiviso: volendo citare gli studi più autorevoli grossi vantaggi sono stati obiettivati dalla grande ricerca statale correlata al sondaggio nazionale svedese condotto nell’autunno 2009 da Sweden statistics per conto del Ministero degli affari sociali: il doppio domicilio
risultò, nell’indagine ministeriale di un Paese noto per la sua serietà e il suo welfare, la miglior sistemazione tra tutte quelle dei figli di coppie separate con particolare influenza sulla soddisfazione della propria vita da parte dei minori (19).
Un altro grande studio su 164,580 ragazzi svedesi di 12 e 15 anni ha evidenziato che i parametri migliori relativamente a disturbi psicosomatici, benessere fisico, psicologico e sociale, malattie mentali, insoddisfazione circa le relazioni coi propri genitori sono quelli di coloro che vivono in famiglie intatte ma i minori che spendono tempi sostanzialmente eguali presso i due genitori si confermano la miglior struttura familiare tra tutte quelle delle famiglie separate (20).

L’articolo scientifico attualmente più importante al mondo proprio sui piani genitoriali nei bambini sotto i 4 anni consiste in una revisione metanalitica dei più autorevoli studi mondiali sul tema ed ha ricevuto l’endorsement di 110 scienziati internazionali. Esso, oltre a giustiziare implacabilmente sul piano metodologico ricerche precedenti di tenore contrario svolte dall’australiana Jenny Mac Intosh e dallo statunitense Tornello, conclude testualmente: “In generale i risultati degli studi rivisitati in questo documento sono favorevoli ai piani genitoriali che bilanciano il tempo dei piccoli bambini tra le due case nel modo più egualitario possibile. La ricerca sui pernottamenti presso i padri favorisce l’idea di permettere che i minori sotto i 4 anni siano curati alla notte da ognuno dei genitori piuttosto che spendere ogni notte nella stessa casa. (21)
Uno studio di grande spessore è inoltre stato pubblicato su Children & Society.
Esso è stato condotto da ricercatori indipendenti delle Università di Bethesda, della Groenlandia, di Stoccolma, di Yvaskula (Finlandia), di Copenaghen, di Akureyri (Islanda), di Goteborg. (22) Esso ha analizzato 184.496 minori (divisi in tre gruppi: undicenni, tredicenni, quindicenni) in 36 società occidentali (Italia inclusa) con non meno di 1536 studenti in ogni Paese per gruppo di età .
Senza dilungarci troppo i risultati furono:
1. I bambini che vivono con entrambi i genitori biologici riportano i più alti livelli di soddisfazione di vita rispetto ai bambini che vivono con un genitore single o con un genitore biologico ed uno acquisito.
2. I bambini che vivono in sistemazione di collocamento materialmente congiunto (in questo caso per gli Autori si tratta di suddivisione paritaria dei tempi) riportano comunque un più alto livello di soddisfazione di vita rispetto ad ogni altra sistemazione di famiglia separata, solo un quarto di rango (-0,26) più basso dei bambini nelle famiglie integre. Anche la comunicazione coi genitori, indagata in profondità in uno studio appendice, è risultata migliore per minori in affidamento materialmente condiviso e/o paritetico nel medesimo vastissimo campione. (23)

L’affido materialmente condiviso, poi, sembra essere un ottimo rimedio per ostacolare la perdita dei contatti tra prole e padre (solo l’1% dei minori in “alternating residence”  contro il 21% dei figli che vivevano prevalentemente con la madre secondo una autorevole casistica francese). (24)
La distanza alla quale si trovano a vivere il genitore “less involved” e la prole appare inoltre condizionare nettamente non solo la riuscita dell’affido materialmente condiviso ma anche la perdita della figura genitoriale (con un punto quasi di non ritorno dell’81% per distanze tali per cui il genitore non sa quantificare il tempo necessario per compiere il viaggio mentre la perdita del genitore avviene nel 33% dei casi in cui vi siano oltre 4 ore di distanza tra i due domicili). Ricordiamo poi che è di recente pubblicazione un testo in cui  la professoressa tedesca Hildegunde Suenderhauf ha selezionato gli unici 50 studi sulle modalità di affido nei minori pubblicati su riviste internazionali con meccanismo di revisione “peer in review” tra il 1977 e il 2014 e ne ha analizzato le conclusioni e che esse sono risultate inequivocabili. Solo due studi (4%) avevano infatti dato risultati negativi per l’affido materialmente condiviso, undici o non avevano mostrato influenze oppure avevano mostrato alcuni effetti negativi neutralizzati da altri positivi (gruppo di studi detto neutrale o misto). Trentasette (74%), però, avevano prodotto inequivocabili risultati positivi per l’affido materialmente condiviso.

E' infine interessante notare la differenza tra i dati ufficiali forniti dai governi o dagli istituti nazionali di statistica e la realtà concreta che i cittadini europei si trovano ad affrontare. Ad esempio, confrontando il dato ufficiale svedese (92,1% di affido condiviso) con quello italiano (89,8% di affido condiviso-joint custody), parrebbe ad uno sguardo superficiale che le due nazioni si trovino situate al medesimo livello nell'ambito di difesa del diritto alla bigenitorialità. Invece in Svezia i tempi di frequentazione paritetica dei genitori riguardano il 30% dei minori mentre in Italia sono numericamente irrilevanti e, anzi, il genitore che tramite un formale atto legale li richiede pur abitando nel medesimo condominio può persino perdere il diritto all'affidamento condiviso perchè irrispettoso del diritto del minore alla stabilità materiale!! (Tribunale dei Minori di Trieste, estensori P. Sceusa et al., 20-2-2013).
L’opinione dell’Autore, inoltre, è che fattori sociologici e culturali abbiano poca influenza sull’applicazione della physical-equal joint custody e, tra i tanti possibili, il caso della Svizzera è illuminante: nel Paese elvetico esistono tre comunità linguistiche e culturali dominanti ma i figli della comunità francofona in caso di divorzio dei genitori sono trattati assai diversamente dai bambini francesi che vivono appena aldilà del confine e la stessa cosa si può dire per i minori della comunità germanofona rispetto ai bambini tedeschi e per i minori di lingua italiana rispetto a quelli che vivono appena aldilà del confine italiano.
La tendenza europea, comunque, è verso una lentissima evoluzione in senso positivo: vent'anni fa i Paesi con la possibilità dell'affido condiviso erano assai meno degli attuali, nessuno Stato dopo averlo introdotto lo ha poi eliminato, gli affidi a tempi paritetici o materialmente condivisi in Europa sono lentissimamente aumentati nella maggior parte delle Nazioni (più velocemente in quelle che hanno iniziato a incentivarlo diffusamente come  il Belgio) ma molto più a seguito di accordi tra i genitori che per imposizione delle magistrature che paiono fare argine contro le nuove evidenze scientifiche, dimostrando spesso l’esistenza (cfr. nel nome dei Figli, booksprint edizioni, www.booksprintedizioni.it) di uno spesso muro (di cartesiana memoria) tra il mondo dei Saperi dell’Uomo (e quindi anche il Diritto) e quello dei Saperi della Natura (la Medicina, la Biologia, la Psicologia). (25)

A parte, uscendo dal tema di questa ricerca, non si può fare a meno di notare una generale scarsa considerazione in Europa della genitorialità biologica maschile con punte numeriche veramente illuminanti (caso limite l’Italia: affido esclusivo al padre nello 0,8% contro il 18% delle cause giudiziali danesi, il 10-12% di quelle svedesi, il 7% della Francia, il 9% della Repubblica Ceca e il 13% della Germania ).


BIBLIOGRAFIA
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2)    Patrick O Mc Gowan, Aya Sasaki et al., “Epigenetic regulation of the glucocorticoid receptor in human brain associates with childhood abuse”, Nature Neuroscience, num.3, vol.12, 2009.
3)    V. Vezzetti, Joint custody: “The interest of the child in different family structures”, Rivista della Società italiana di pediatria Preventiva e Sociale, num.3, pag.26-31, 2012, http://www.figlipersempre.com/res/site39917/res645467_sippsenglish.pdf
4)      T.Bjarnason, P. Bendtsen, A. M. Arnarsson: “Life Satisfaction Among Children in Different Family     Structures: A Comparative   Study of 36 Western Societies”, Children & Society, Vol. 26, (2012) pp. 51–62
5)    Battaglia M., Pesenti Gritti P., Medland S. et al.,“A genetically informed study on the association between  childhood separation anxiety, sensitivity to CO2, panic disorder and the effect of childhood parental loss”. Archives of general psychiatry, 06-01-2009.
6)    Janice K. Kiecolt-Glaser et al: “Childhood adversity heightens the impact of later life care giving stress on telomere length and inflammation” Psychosomatic medicine 73: 16-22, 2011
7)    Rebecca E. Lacey, Meena Kumari, Anne McMunn: Parental separation in childhood and adult inflammation: The importance of material and psychosocial pathways, Parental separation in childhood and adult inflammation: The importance of material and psychosocial pathways
8)    U.S. Department of Health and Human Services, National Center for Health Statistics, Survey on Child Health, Washington, DC, 1993.
9)    Carol W. Metzler, et al. "The Social Context for Risky Sexual Behavior Among Adolescents," Journal of Behavioral Medicine 17 (1994)
10)    Rebecca O’Neill: “Experiments in living: the fatherless family”, Civitas, The Institute for the Study of Civil Society, London 2009
11)    Brain Res. 2006 Oct 20;1116(1):58-63. Epub 2006 Sep 1.
Lack of paternal care affects synaptic development in the anterior cingulate cortex.
Ovtscharoff W Jr, Helmeke C, Braun K.
12)    Dev Neurobiol. 2009 Sep 1;69(10):663-73. Paternal deprivation induces dendritic and synaptic changes and hemispheric asymmetry of pyramidal neurons in the somatosensory cortex.
Pinkernelle J, Abraham A, Seidel K, Braun K.
13)    Cockett and Tripp (1994), The Exeter Family Study: Family Breakdown and Its Impact on Children,
14)    Vezzetti V.: “Il figlio di genitori separati”, rivista SIPPS, 3-4 2009.
15)    IT E-000713/2013 Risposta di Viviane Reding a nome della Commissione (7.3.2013)
16)    IT E-005595-14 Interrogazione dell’On. Sonia Alfano alla Commissione (24.4.2014)
17)    R. Bauserman, “Child adjustment in joint-custody versus sole-custody arrangements: a meta analytic     review”, Journal of Family Psychology 2002, vol. 16, N.1-91-102
18)     Linda Nielsen (2011), Journal of Divorce & Remarriage Shared Parenting After Divorce: A   Review of Shared Residential Parenting Research Department of Education. 52:8, 586-609
19)    Sweden statistics 2009. Rapporto governativo svedese http://www.socialstyrelsen.se/publikationer2012/2012-5-15
20)    Bergström et al. “Living in two homes-a Swedish national survey of wellbeing in 12 and 15 year olds with joint physical custody”
BMC Public Health 2013, 13:868
http://www.biomedcentral.com/1471-2458/13/868
21)    Richard Warshak, Social Science and Parenting Plans for Young Children:
A Consensus Report; Psychology, Public Policy, and Law 2014, Vol. 20, No. 1, 46–67
American Psychological Association
22)    Life Satisfaction Among Children in Different Family Structures: A Comparative
Study of 36 Western Societies Children & Society, Vol. 26, 2012, pp. 51-62.
23)    Bjarnason T., Arnarsson A. M., “Joint physical custody and communication with parents:
Comparative Study of 36 Western Societies”, Journal of comparative family studies, vol.4, num. 6, 2011
24)    Arnaud Régnier-Loilier, “When fathers lose touch with their children after a separation”, Population&Society, num. 500, may 2013        
25) Vittorio Vezzetti, Nel nome dei figli www.nelnomedeifigli.it, Booksprint edizioni, 2010
26)    Suenderhauf Hildegunde:  Wechselmodell: Psychologie- Recht- Praxis. Springer VS, 2013 Wiesbaden      
                                            


Autore: Vittorio Vezzetti, medico pediatra ASL Varese, Resp. Scientifico  piattaforma europea Colibrì, e Membro Comitato Scientifico dell’International Council on Shared Parenting

Modi di fare famiglia: Buone prassi

Written By Redazione on martedì 25 marzo 2014 | 01:14

"Modi di fare famiglia: buone prassi relazionali ed affettive dopo la separazione e il divorzio" è il titolo del convegno che si terrà a Torino il 26 Marzo 2014, all'interno della rassegna: -FARE FAMIGLIA- promosso dalle associazioni: - Associazione Papà Separati Torino - GESEFI Associazione Genitori Separati & figli - Associazione Papà Separati  & figli - Associazione In-Oltre.
Che si terrà alle ore 21:00, presso l'Istituto Paralleli, Via La Selle 17 - (TO), per contatti: 340 9180470

> L'Avv. Cristina Ceci interverrà su:"La trasformazione della famiglia, le famiglie ricomposte".
> La Dott.ssa Protima Agostini, tratterà i "nuovi legami ed i nuovi equilibri".
> Diocesi della Famiglie: Il Progetto Emmaus per separati e divorziati.

L' idea del Convegno  è nata in una delle numerose serate in Associazione trascorse ad ascoltare le storie di famiglie in difficoltà dopo la separazione e il divorzio.  Come Associazioni di genitori separati  negli anni passati abbiamo già affrontato il tema della separazione e del divorzio, prima dal punto di vista normativo, poi abbiamo approfondito il più discusso e spinoso tema dell'alienazione parentale, ma oggi in un momento storico dove siamo circondati da famiglie ricomposte, in un cambiamento radicale dei modi di fare  famiglia, dove siamo circondati da reti familiari sempre più sviluppate in senso orizzontale che verticale, vorremmo focalizzare l'attenzione sulle richieste che fanno i genitori quando non sanno come approcciare l'argomento della nuova fratria, sul come comportarsi per introdurre nuove figure di adulti nella famiglia, su come dovrebbe essere affrontato il tema dei nuovi assetti relazionali ed affettivi.

Una relatrice del  Convegno sarà l' Avvocato Cristina Ceci che affronterà il tema della famiglia ricomposta con un taglio sociologico e psicologico, forse un po’originale per un legale,  ma un avvocato familiarista non può ignorare certe tematiche, renderebbe un cattivo servizio al proprio assistito e non sarebbe tutelante nei confronti del minori coinvolti nella separazione e nel nuovo assetto familiare.

Avremo come relatrice anche la dott.ssa Protima Agostini, pedagogista, sarà molto interessante avere l'esperienza di chi sa elaborate le reazioni del minore, parte attrice nel mutamento di un assetto familiare già precedentemente provato dalla separazione dei genitori, altrettanto interessante sarà comprendere quali sono le domande che più di frequente a lei vengono poste e quali i consigli e suggerimenti sono dati.

Abbiamo pensato che sarebbe molto interessante conoscere il punto di vista della società cattolica e pertanto abbiamo invitato a intervenire la Diocesi della Famiglia  per dare un apporto concreto e non solo teorico al nostro Convegno  illustrandoci anche il progetto Emmaus, progetto dedicato alle persone che vivono la condizione di separati e divorziati.

Capire quali sono i drammi, i dubbi di coloro che si separano o divorziano e fanno di nuovo famiglia, il conoscere, il confrontarsi, ci arricchirà certamente come persone che come professionisti operanti nel settore.

Michele Ricotta
Presidente Associazione Papà Separati Torino



Parlamento Europeo - Comunicato Stampa

Written By Redazione on sabato 26 ottobre 2013 | 11:55

                                                                  COMUNICATO STAMPA

AFFIDO CONDIVISO: AL PARLAMENTO EUROPEO IL CONVEGNO "AFFRONTARE LA CRISI DELLA FAMIGLIA

Venerdì 25 Ottobre 2013 19:16 

(AGENPARL) - Strasburgo, 25 ott - Il Parlamento europeo di Strasburgo ha ospitato il  Convegno: "Affrontare la crisi della famiglia nel nome dei figli: Prima indagine comparativa sull'affido dei minori in Europa". Un’iniziativa promossa dal Coordinamento interassociativo Colibrì e che ha visto la partecipazione di esperti, provenienti da diversi Stati membri (Italia, Svizzera, Germania, Francia, Belgio, Spagna, Portogallo, Grecia, Regno Unito), del Vicepresidente del Parlamento europeo e Mediatore per i casi di sottrazione internazionale di minori, Roberta Angelilli, e del Presidente della Commissione Affari Costituzioni, Carlo Casini.
Nel corso della conferenza è stata presentata dal pediatra italiano Vittorio Vezzetti, responsabile medico scientifico della piattaforma europea per l'affidamento condiviso "Colibrì", la prima indagine europea sull’affido dei minori.
“I bambini sono i soggetti più esposti in caso di conflitti familiari, l'articolo 24 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea afferma che ogni bambino ha il diritto di intrattenere regolarmente relazioni personali e contatti diretti con entrambi i genitori. Un diritto che deve essere sempre rispettato anche in caso di separazioni e divorzi. Purtroppo nell’Unione europea vi sono troppi bambini a cui tale diritto viene negato”, ha dichiarato il Vicepresidente del Parlamento europeo Angelilli.
“Molti Stati membri - ha continuato - prevedono l'affido condiviso, che, se applicato rigorosamente, può comportare maggiori benefici per i figli, ma spesso l’affido condiviso diventa una pura concessione formale senza che vi siano degli effetti concreti e pertanto nella realtà tendono a prevalere i vecchi modelli di esclusiva custodia da parte di uno dei genitori”.
“Essendo la definizione di affido condiviso appartenente al diritto di famiglia dei singoli Stati membri, sono fondamentali momenti di confronto e riflessione a  livello europeo in cui associazioni, esperti e professionisti possono offrire il proprio contributo per individuare le soluzioni migliori e lo scambio di buone prassi che mettono sempre al centro l’interesse superiore del minore”, ha concluso Angelilli.

Affido dei minori: Parlamento Europeo, la chance europea per l’infanzia

Written By Redazione on giovedì 24 ottobre 2013 | 05:30



Un confronto in chiave Europea ha segnato la giornata del 23 Ottobre al Parlamento Europeo di Strasburgo. La prima occasione di dialogo importante, la prima nel suo genere per comprendere meglio gli aspetti applicativi, relativi all'affido dei minori nel continente nell'ambito del Convegno:"Affrontare la crisi della famiglia nel nome dei figli: Prima indagine comparativa sull'affido dei minori in europa"

Italia, Svizzera, Germania, Francia, Belgio, Spagna, Portogallo, Grecia, Regno Unito, sono i paesi che hanno risposto per portare la loro esperienza e metterla a disposizione anche degli operatori del settore, ed ora anche degli utenti di questa pagina che rappresenta un contenitore  -work in progress-, ovvero si arricchirà di nuovi apporti ed elementi per qualche giorno: http://www.colibri-italia.it/2013/10/23-ottobre-strasburgo-reports-european.html

Vogliamo espressamente condividere gli aspetti positivi e le criticità di un fenomeno che ha carattere europeo e vede coinvolte milioni di famiglie. Crediamo in noi stessi e nel nostro Coordinamento, ma soprattutto in chi ci offre opportunità e ci apre le porte per mostrare l’attenzionalità necessaria che milioni di bambini richiedono insieme ai loro parenti. Crediamo nella relazione, nell’interattività fatta di professionalità e capacità, ma anche di volontà e brillante lungimiranza, caratteristica che fa la differenza nei politici in quanto persone per governare saggiamente ogni paese.

L’Affido minorile, riceve risposte differenti da nazione a nazione, esiste ora materiale utile per entrare nello specifico e tentare di comprendere più dettagliatamente quale possa essere l'interesse del minore, figlio di genitori separati. Si tratterà a seguire, di valutare, confrontare e ottimizzare le prassi giurisprudenziali e a seguire la giurisprudenza relativa in una chiave europeista. Il vecchio continente ha la necessità di dare segnali oltre che di coesione, anche di reattività ai fenomeni sociali che strutturano tutta la società. E se l’Italia è Europa, che l’Europa sia anche Italia.

Vogliamo osservare e comprendere in un ottica di ottimizzazione e soluzione, l’aspetto relativo ad asimmetrie e percentuali di affiancamento ai propri genitori così differenti fra paese e paese e mettere l’icona EURO, anche all’affido minorile.
Da un Europa della moneta unica, delle frontiere aperte, ci aspettiamo una cultura condivisa almeno per ciò che riguarda il "trattamento" riservato ai bambini. Questo segnerebbe un passo di civiltà e di auspicabile miglioramento, ad iniziare certamente dal nostro paese, l'Italia, che offre una battuta d’arresto da quasi 8 anni davanti ad una legge, quella sull’affido condiviso, che ha comportato a vario titolo anche sentenze di condanna internazionale emesse dalla Corte Europea dei Diritti Umani, C.E.D.U.

Sarebbe auspicabile, a nostro modo di vedere, una migliore e maggiore condivisione a livello legislativo e conoscitivo di quelle che sono le prassi e le risposte ad un fenomeno come l'Affido minorile, che non ha una natura solamente europea, ma mondiale. Diviene ora doveroso porre la massima attenzione alla sorte dei bambini, futuri cittadini, e alla loro serenità e salubrità psico fisica, in considerazione che la separazione e il divorzio coinvolgono in uno scenario di "crisi" e con un trend in ascesa costante per le famiglie in tutta Europa. 

 
Il nostro primo ringraziamento va certamente all’On. Roberta Angelilli Presidente del Parlamento Europeo e al suo Ufficio Stampa che hanno contribuito allo svolgimento del convegno.
Ringraziamo in tal senso anche i ricercatori e dottori : Dott. Vittorio Vezzetti, Dr. Simone Pillon, Drs. Jan Piet de Man, Dr. Antonio Jose Fialho, Prof. Dr. Jur Hildegund Suenderhauf, Dr. Ioannis Paparigopoulos, Dr. Martin Widrig, Dr. José Luis Sariego Morillo, Mr. Robert Whiston, ed i rispettivi staff.
Ringraziamo inoltre per il laborioso lavoro di “contatti e rappresentanza” i nostri collaboratori nell’impegno e professionalità: Tiziana Arsenti, Massimo Rosselli del Turco, Massimiliano Fois, Adriana Tisselli, Maria Bisegna, Mauro Lami e coloro che hanno reso possibile l’evento

Roberto Castelli
Resp. Comunicazione e Pubbliche Relazioni
del Coordinamento Interassociativo Colibrì





23 October Strasbourg: “European Custody of children”. Reports

Written By Redazione on mercoledì 23 ottobre 2013 | 11:54



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REPORTS:
Drs. Jan Piet  de Man, Psychologist for children and family, family mediator:
>“JOINT PHYSICAL CUSTODY IN BELGIUM AND AGE-ADAPTED PARENTAL PLANS”

Dr. Antonio Jose Fialho, Judge of family Court:
>“SHARED RESIDENTIAL CUSTODY-PERMANENT CARE: THE PORTUGAL CASE”

Dr. José Luis Sariego Morillo, Lawyer and family mediator:
“CUSTODY IN SPAIN     >French version    >English version

Dr. Vittorio Vezzetti, Paediatrician, Scientific Responsible for European Platform for Joint Custody, Co-parenting and Childhood “Colibri”: 
>“FIRST COMPARATIVE SURVEY ON CUSTODY IN EUROPE”           > CLOSING REMARK

>"EUROPEAN CHILDREN AND THE DIVORCE OF THEIR PARENTS"

 Prof. Dr. Jur Hildegund Suenderhauf, Evangelische Hochschule Nürnberg, Fakultät für Sozialwissenschaften: 
>“SHARED PARENTING RESEARCH AND CUSTODY SITUATION IN GERMANY”

Dr. Martin Widrig MLaw, dipl. Lehrstuhl für Staats- und Verwaltungsrecht Rechtswissenschaftliche Fakultät Universität Freiburg: 

>“CUSTODY IN SWITZERLAND”


Dr. Simone Pillon, Lawyer : Italian Forum of the Families:
>“IN THE NAME OF THE CHILDREN OR THE SOCIAL COST OF THE DIVORCE IN A BOOK” 

 

Dr. Ioannis Paparigopoulos, Lawyer, President of Gonis Attika:
>“CUSTODY IN GREECE AND MEDIATION IN THE WORLD”
Mr. Robert Whiston, FRSA chairman otf the Platform for European Fhaters (PEF):
>“CUSTODY IN UK”


PEOPLE (photos):
>https://sites.google.com/site/gallesraphael2/2013_10_23_strasburgo_foto

ALL VIDEOS (work in progress):
http://www.vaderinstituut.be/media/strasbourgconference2013
http://www.youtube.com/watch?v=xTCYLiC8m94

Interview to Avv. Simone Pillon
http://youtu.be/5iHCCHqWTpU
 

PRESS REVIEW




Strasburgo doverosamente Strasburgo

Written By Redazione on lunedì 16 settembre 2013 | 05:19


Strasburgo 23 Ottobre 2013 
Affrontare la crisi della famiglia nel nome dei figli:
-Prima indagine comparativa sull’affido dei minori in Europa-

Una missione, quella del Coordinamento interassociativo Colibrì al Parlamento Europeo, con un triplice scopo: 
- Catalizzare le numerose energie europee sensibili al tema dell’affido materialmente condiviso.
- Volgere lo sguardo verso un panorama più vasto,  facendo tesoro delle esperienze dei Paesi più progrediti. 
- Evidenziare le ripercussioni sul benessere psico fisico dei minori delle varie forme d’affido sottolineando che le diverse prassi dimostrano per i medesimi un differente accesso al Diritto al Benessere e alla Salute.
I temi sono stati  approfonditamente studiati da elevati profili professionali attraverso studi e ricerche mirate. L’intento sarà quello di focalizzare  l’attenzione pubblica europea sull’argomento con la presentazione dei risultati ottenuti e dell’analisi sullo status quo.
La partecipazione all’evento è aperta a tutti.
Basta registrarsi con una semplice mail per poter prenotare la partecipazione, fino ad esaurimento dei posti (accrediti, qui: info@colibri-italia.it   >Oggetto: Strasbourg-23/10).Seguirà una richiesta di copia di un vostro documento valido, con foto. (Carta identità o Patente).
In un continente unito come l’Europa è auspicabile ipotizzare una regia sul tema dell’AFFIDO MATERIALMENTE CONDIVISO che consenta di  valutarne l’andamento non solo formale Paese per Paese e vagliare le  possibilità di un coordinamento a livello europeo improntato alla soluzione dei problemi e all’armonica diffusione  del concetto di Bigenitorialità, o  Co-Parenting, come dicono gli anglosassoni.
Confrontarsi con l’Europa e con gli altri Paesi rappresenta indubbiamente per tutti un salto in avanti che permette, finalmente, di uscire dall’immobilismo e dalla lentezza che caratterizzano le dinamiche interne della maggior parte dei singoli Paesi, distratti da priorità diverse o, peggio ancora, intrappolati da retaggi culturali obsoleti.
Strasburgo sarà anche il  luogo ove presentare studi specifici di settore di enorme  valore, mai realizzati prima.  Essi fotografano il mutamento di uno scenario sociale che travalica i confini delle singole nazioni, fino ad assumere una connotazione europeista e finanche mondiale. Un focus per operatori del settore senza precedenti.

Gli assetti familiari, gli affetti, la responsabilità degli individui (genitori), la cura dei minori, le nuove sensibilità acquisite, la mutazione dei ruoli maschile e femminile, rappresentano l’humus sul quale poggia oggi la realtà. Fotografarla, armonizzarla, comprenderla, apportando elementi di armonia e crescita è dovere di ogni nazione, ma è altrettanto doveroso e lungimirante immaginare e organizzare un futuro in chiave possibilista ove le separazioni coniugali e non, in presenza di figli, possano comunque produrre le condizioni per una nuova integrazione nella società civile, limitando i danni e accrescendo l’attenzione, col valore aggiunto delle singole sensibilità,  verso un’ infanzia che merita tutta la nostra attenzione ed impegno.
L’Affido Materialmente Condiviso dei minori rappresenta una scelta di coscienza evoluta, un bagaglio etico da parte dei genitori di oggi e di domani; ma anche un tema scottante, una ferita aperta, un nervo dolente della Società come dimostra il caso limite del libro "Nel nome dei Figli" arrivato a oltre 20.000 copie ma da solo, in autoproduzione, perché reputato troppo vero e scomodo dalla maggior parte delle case editrici.
L’amore, la cura e la tutela dei figli che vanno oltre  la separazione dei genitori, rappresentano il mondo parallelo da accrescere nel rispetto di tutti, senza penalizzazioni di sorta, ma prevenendo  ogni ostacolo che si frapponga nella serena relazioni fra genitori e figli.
Ringraziamo per questa apertura europeista e per il sostegno, l’On. Roberta Angelilli Vice-Presidente del Parlamento Europeo e l’On. Carlo Casini Presidente della Commissione Affari Costituzionali.
Un sentito ringraziamento va anche agli  illustri Drs. Jan Piet de Man, il Dr. Antonio Josè Fialho, il Dott. Vittorio Vezzetti, il Prof. Dr. Jur Hildegund Suenderhauf, il Dott. Simone Pillon, il Dr. Ioannis Paparigopoulos, il Dr. Martin Widrig, il Dr. Josè Luis Sariego Morillo e il Dr. Robert Whiston per il loro personale contributo a livello internazionale e, senza i quali, oggi, sarebbe solamente ieri.
Per Colibrì:
Dott.ssa Tiziana Arsenti, responsabile delle relazioni col Parlamento Europeo
Dott. Massimo Rosselli del Turco, responsabile per le relazioni col Parlamento Italiano
Dott. Vittorio Vezzetti, responsabile scientifico della piattaforma europea
e Roberto Castelli, responsabile comunicazione e pubbliche relazioni
Un collettivo e sentito ringraziamento va all' On. Marco Scurria per la Sua disponibilità e aiuto .

Pubblicheremo la ricerca del Dott. Vezzetti e degli altri relatori che vorranno renderla pubblica, su questo sito all'indomani dell'evento.

Rassegna stampa/video del Convegno: Il costo sociale della crisi familiare"

Written By Redazione on martedì 23 aprile 2013 | 00:07

23 Aprile 2013

Venerdì 19 Aprile, a Roma, hanno dato vita al convegno "Il costo sociale della crisi familiare" alcuni "specialisti", fra di loro profili istituzionali e professionali che hanno presentato e animato l'evento pubblico offrendo un Interessante visione frutto di molteplici sguardi, da più angolazioni, sul tema del costo della crisi". Un fenomeno fatto di numeri, di riflessioni, di statistiche, di conseguenti valutazioni, ma anche di emotività, di risvolti psichici e psicologici spesso sottaciuti o semplicemente sconosciuti ai più.
Nell' esposizione degli aspetti a tratti problematici, trovano spazio anche soluzioni, che nascono dal confronto fra le parti e non solo.

Colibrì si fa promotore di questi convegni, contando sulle singole eccelenze e promuovendo il dialogo, lo scambio, la collaborazione e la futura progettualità, allo scopo di rendere i temi trattati sempre meno drammatici.

Il Dott. Massimo Rosselli del Turco ha introdotto e mediato l'intera mattinata, alla quale sono intervenuti e si sono succeduti l'On. Ludovico Todini, l'Avv. Matteo Santini il Dr. Fabio Nestola, il Pediatra Dr. Vittorio Vezzetti, il neuropsichiatra e docente Prof. Matteo Villanova, L'Avv. Simone Pillon, il Portavoce del Garante dell'Infanzia il Dr. Marco De Santis, Antonio Matricardi e il giudice Dr. Francesco Morcavallo.

Grazie alla tecnologia, in questo preciso momento, offriamo a tutti un avvenimento che risulterà "indelebile", e, seppur connotato in un tempo preciso, sarà sempre fruibile in altri momenti e in altri luoghi grazie alla video registrazione di tutti gli interventi. Contiamo su una vasta condivisione che possa arricchire le singole persone che vorranno partecipare. 

E' anche possibile scaricare le relazioni proiettate con slides relative agli interventi di Fabio Nestola e del Dr.Vittorio Vezzetti. Avrete così modo di integrare ulteriormente gli interventi video.
Ci apriamo a tutti coloro che fossero interessati al tema con vero piacere, consapevoli che la cultura produce cambiamento nella certezza che cambiare si può e certamente si deve.

Roberto Castelli 
Resp. Pubbliche Relazioni del Coordinamento interassociativo Colibrì

I VIDEO DELLA GIORNATA

-Dr. Massimo Rosselli del Turco: http://youtu.be/pEKO-ENqzC8
Introduzione e presentazione progetti

- Dr. FABIO NESTOLA: http://youtu.be/AGU_mkQeo8o
Il Costo Sociale della crisi familiare, numeri.

- Dr. VITTORIO VEZZETTI: http://youtu.be/fgXJOkHzFqE
Presentazione del documento "Minori fuori famiglia" prima analisi statistica delle criticità

- Prof. MATTEO VILLANOVA: http://youtu.be/h7S-wR8qT8jY
Buone prassi educativo pedagogiche nel rischio evolutivo e genitoriale e riduzione della spesa pubblica.

- Dr. MARCO DE AMICIS : http://youtu.be/zHUPyp-OnJE
Il ruolo del Garante dell'Infanzia, e valutazioni sulle attività svolte.

- On. LUDOVICO TODINI: http://youtu.be/QjkSZ-SIjOU
Costi sociale e familiari per gli enti locali.

- Avv. SIMONE PILLON: http://youtu.be/n53SZbUGI9o
L'obbligo di mantenimento della prole a carico di genitori separati o divorziati, tra diritto e quotidianità.

- Avv.MATTEO SANTINI: http://youtu.be/6AMW_S2VDTs
I criteri di quantificazione dell'assegno di mantenimento

- Dr. FRANCESCO MORCAVALLO: http://youtu.be/XKjCxW-2RW0

Famiglie in crisi, evoluzione del concetto di famiglia e di crisi.

- ANTONIO MATRICARDI : http://youtu.be/ta3cfXY-lsU
Chi paga il prezzo della crisi familiare.


LE PRESENTAZIONI IN DIAPOSITIVA

La presentazione del Dr. Vittorio Vezzetti in diapositive è scaricabile al link:
http://www.rc-comunicazione.it/images/gs/MINORI%20FUORI%20FAMIGLIA.pdf

La Presentazione di Fabio Nestola è scaricabile al link:
http://www.rc-comunicazione.it/images/gs/F.Nestola.CostiDellaCrisiFamiliare.pdf


LA RASSEGNA STAMPA, parlano dell'evento:


http://www.dottorsalute.info/2013/04/19/%E2%80%9Cminori-fuori-famiglia%E2%80%9D-prima-analisi-statistica-di-sipps/

http://www.italia-news.it/salute-c13/minori-fuori-famiglia-la-prima-analisi-statistica-di-sipps-80366.html

http://247.libero.it/focus/25341161/90/minori-fuori-famiglia-la-prima-analisi-statistica-di-sipps/

http://www.ais-sanita.it/organizzazione-e-gestione-sanitaria/10114-pediatria-sipps-fa-analisi-statistica-su-minori-fuori-famiglia.html

http://salute.piazzagrande.info/salute/pediatri-sipps-rapporto-minori-fuori-famiglia/2013/04/21

http://www.sindacatomedicitaliani.it/smi/index.asp?content=AKS20130419175924

http://www.salutedomani.com/il_weblog_di_antonio/2013/04/pediatri-sipps-rapporto-minori-fuori-famiglia.html 

http://www.dottorsalute.info/2013/04/19/%E2%80%9Cminori-fuori-famiglia%E2%80%9D-prima-analisi-statistica-di-sipps/

http://www.gruppocrc.net/Il-costo-sociale-della-crisi

http://www.genitorisottratti.it/2013/04/il-costo-sociale-della-crisi-familiare.html

http://www.senzabarcode.it/2013/04/13/il-costo-sociale-della-crisi-familiare-convegno/

http://www.italia-news.it/salute-c13/minori-fuori-famiglia-la-prima-analisi-statistica-di-sipps-80366.html

http://www.youfeed.it/related/3051.3361000-il-costo-sociale-della-crisi-familiare-roma-19-aprile-2013

http://www.freeonline.org/cs/com/roma-importante-convegno-sul-costo-sociale-della-separazione.html

http://www.firenzepost.it/2013/04/21/la-crisi-affossa-i-divorzi-separarsi-un-lusso/

http://press.comune.fi.it/hcm/hcm5353-7_4_1-Pieri%3A+%28Noi+con+Matteo+Renzi%29%3A+%93Separarsi+%E8+un+lusso,+la+crisi+dimezza+i+divorzi%94.html?cm_id_details=66840&id_padre=4473

http://www.liquidarea.com/2013/04/minori-fuori-famiglia-prima-analisi-statistica-di-sipps/

Coimbra Portugal IIª Conferencia Internacional sobre “Igualiìdade Parental Século XXI”

Written By Redazione on lunedì 22 aprile 2013 | 08:49

20-21 Giugno, Coimbra, Portogallo, Colibrì e ANFI alla conferenza su  -L'eguaglianza genitoriale nel XXI° Secolo-

http://igualdadeparental.org/conferencia2013/

IIª CONFERENCIA INTERNACIONAL SOBRE “IGUALDADE PARENTAL SÉCULO XXI”
20-21 Giugno, Colibrì e ANFI in Portogalloalla conferenza su  -L'eguaglianza genitoriale nel 21° Secolo- 
21 GIUGNO, ......ORE 16,25
Facing the Crisis of the Family in the Name of Children: Presentation of Meta Analysis involving 300.000 children of divorced couples in the world
Vittorio Vezzetti (pediatra Italiano, responsável cientifico da Plataforma Europeia Colibri e pela ANFI (Associação Italiana de Profissionais de Família)......



PREÇOS DE INSCRIÇÃO:
Associado/a – 5 € -Estudante – 10 € - Geral – 15 €
Inscrições de última hora – 30 euros – no local da conferência

 DATA LIMITE DE INSCRIÇÃO: 18 de junho de 2013

PÚBLICO ALVO
Pais, mães, avós, filhos, magistrados judiciais e do Ministério Público, advogados, diretores de escola e de turma, conservadores do registo civil, órgãos de polícia criminal, técnicos dos serviços de reinserção social e da Segurança Social, membros das Comissões de Proteção de Crianças e Jovens, profissionais de organismos do Estado Central e Local e de organizações de solidariedade social com intervenção na área da família, da infância e da juventude, dos meios de comunicação social, estudantes, professores e investigadores nas áreas das Ciências Sociais (Psicologia, Sociologia, Direito, Serviço Social, entre outras).



MORADA:

Hotel Dª. Inês | Rua Abel Dias Urbano, 12 | 3000-001 Coimbra |

GPS 40° 12′ 52.52″ N | 8° 26′ 10.03″ W |

NOTAS:

As inscrições devem ser realizadas online através do link:

www.igualdadeparental.org/conferencia2013

Excecionalmente admitimos o envio da FICHA DE INSCRIÇÃO (clique para fazer o download), conjuntamente com o comprovativo do pagamento para o e-mail conferencia2013@igualdadeparental.org

Os pagamentos devem, nesta última situação, ser efetuados para a seguinte conta bancária:

Millennium BCP

APIPDF Associação Igualdade Parental

NIB 0033 0000 45394111508 05

IBAN   PT50.0033.0000.45394111508.05

SWIFT/BIC   BCOMPTPL



ESTADIA:

HOTÉIS PARCEIROS
Hotel Dª Inês

Abel Dias Urbano, 12

3000-001 Coimbra

Tel. 239-855800

http://www.hotel-dona-ines.pt

Alojamento:

Quarto single (pequeno-almoço buffet + garagem) – 51€ / noite

Quarto duplo (pequeno-almoço buffet + garagem) – 61€ / noite



Alimentação (almoço / jantar):

Refeição buffet (com bebidas e café) – 16€ / pessoa

Pagamento efetuado diretamente ao hotel





Hotel Ibis

Avenida Emídio Navarro n°70

Edifício Topázio

3000-150 Coimbra

Tel. 239-852130

 http://www.ibis.com/pt/hotel-1672-ibis-coimbra-centro/index.shtml